Sabato c’è Sassuolo-Napoli: con Sarri, gli azzurri hanno mai vinto al Mapei Stadium

I precedenti tra azzurri e neroverdi: un pareggio e una sconfitta in Emilia negli ultimi due campionati, ma gli incroci recenti hanno sempre un significato importante, per diversi motivi.

Sabato c’è Sassuolo-Napoli: con Sarri, gli azzurri hanno mai vinto al Mapei Stadium

Tabù

Due vittorie, due pareggi e una sconfitta. E zero successi esterni, nonostante un ruolino incredibile in trasferta. Sarri affronta di nuovo Sassuolo-Napoli, partita sortilegio a Reggio Emilia. Una trasferta ostica fin da subito, dall’esordio al Mapei Stadium finito 2-1 per i neroverdi – allora guidati da Di Francesco. Era un Napoli embrionale, anzi «un cantiere aperto» (parole dell’attuale allenatore del Sassuolo Giuseppe Iachini). Hamsik in gol dopo pochi secondi, pareggio di Floro Flores e gol decisivo di Sansone a cinque minuti dalla fine. C’erano Valdifiori, Chiriches, Maggio con Hysaj a sinistra, Insigne schierato alle spalle di Callejon e Higuain. Secoli fa, non sono nemmeno tre anni.

Diciotto mesi dopo, praticamente un anno fa, appuntamento allo stesso luogo e copione leggermente diverso. Non positivo, in ogni caso. Il Napoli è quello di oggi, praticamente, con un Ghoulam in più a sinistra e Mertens centravanti. Milik inizialmente in panchina, è in fase di carburazione dopo il rientro a febbraio. Primo tempo da 0-0, ripresa con fuochi d’artificio: Mertens, Berardi, Mazzitelli e pareggio nel finale di Arek Milik. Fu il primo gol dopo l’infortunio, una girata di pura rabbia su calcio d’angolo. Il Napoli riuscì a vincere, perdere e pareggiare la stessa partita. Due punti decisivi nella corsa al secondo posto. Quattro punti persi contro i neroverdi di Di Francesco (il match di andata al San Paolo finì col risultato di 1-1) che, a conti fatti, hanno tracciato la distanza con la Juventus campione d’Italia. 91 punti i bianconeri, 86 il Napoli a fine campionato.

Al San Paolo, e con Benitez

Se Sassuolo-Napoli è ancora un tabù, abbiamo visto come anche i match interni contro gli emiliani non siano storicamente una passeggiata. Il pareggio dell’anno scorso è incastonato in mezzo a due vittorie complesse, sudate – come si diceva un tempo. Due volte 3-1, una in rimonta (dopo un rigore nei primi minuti) e un’altra dopo l’iniziale vantaggio e il successivo pareggio degli ospiti, allenati da Bucchi. In entrambi i casi, è stato Falcinelli a segnare per il Sassuolo, su rigore e di testa. Nel 2016 furono Callejon e Higuain a ribaltare il risultato, nello scorso mese di ottobre toccò ancora allo spagnolo e a Mertens, dopo il primo gol di Allan.

Anche prima dell’era-Sarri, Sassuolo-Napoli ha saputo essere appuntamento significativo. Nella prima stagione di Benitez, i primi punti persi dagli azzurri furono proprio contro il Sassuolo, al San Paolo. Finì 1-1, gol di Dzemaili e Zaza; a Reggio Emilia, vittoria comoda per 2-0 con gol di Dzemaili e Insigne. Nella stagione successiva, Benitez si presentò al Mapei Stadium con un successo in quattro partite di campionato, dopo l’eliminazione estiva dalla Champions. La sua panchina traballava, Higuain trovò Callejon e iniziò a rimettere le cose in ordine. Al ritorno, 2-0 in casa con reti di Zapata e Hamsik.

Dopo il caso-Politano, il match di Reggio Emilia in programma sabato ha un alto carico emotivo. Inoltre, anche la classifica ha esigenze impellenti. Il Sassuolo vuole continuare il discorso salvezza avviato con il successo di Udine (ora è tre punti sopra la zona rossa), il Napoli deve continuare la sua corsa con la Juventus. È tutto in ballo, tra cabala e futuro.

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