Ho letto il programma di Casapound e l’ho trovato comico

Punteggi preferenziali per i cittadini italiani, no alle multinazionali che vogliono la morte demografica dell’Italia e dell’Europa e l’anelito ambientalista “respirare insieme al cosmo”

Ho letto il programma di Casapound e l’ho trovato comico
Nina Moric in prima fila, insieme con Simone Di Stefano

Sarebbe da regalare a Natale ai parenti

Il punto 16, l’ultimo, del programma elettorale di Casapound si chiama “per un’applicazione reale della costituzione“. L’hanno messo alla fine perché, evidentemente, “per un’applicazione reale della Costituzione” la magistratura dovrebbe sciogliere Casapound e il programma si sarebbe chiuso lì, gli altri 15 punti sarebbero stati superflui. E invece no. È liberamente online, e il partito di derivazione fascista che l’ha scritto potrebbe persino portare qualche suo uomo in Parlamento, alle prossime elezioni.

Al netto del minestrone di razzismo, populismo da bar e teorie del complotto che contiene, è un testo esplicitamente comico. Hanno provato a farlo passare per una cosa seria, e d’altra parte i media italiani danno spazio da settimane anche al “candidato premier” Simone Di Stefano, come se la Costituzione, la Legge Scelba e la Legge Mancino non fossero mai nate. Ma è invece un’opera di straordinario realismo magico, coinvolgente e appagante. Ventuno pagine fitte di invenzioni letterarie, stordimento politico, sarcasmo involontario, capriole concettuali. Fossimo a Natale ne regaleremmo una copia a parenti e amici. Soprattutto ai parenti.

Ora, poiché ci muove un certo spirito di servizio, abbiamo provato a estrapolarne il meglio, togliendovi dall’imbarazzo: prendetelo come uno spunto, un innesco, magari ne resterete affascinati e vi toglierete lo sfizio di leggerlo tutto stasera prima di prender sonno. O non prenderete sonno per le prossime due settimane, dipende dalla lunghezza del vostro pelo sullo stomaco. Noi ce l’abbiamo rasta ormai, e dunque cominciamo.

Punteggio preferenziale per i cittadini italiani

Tra le premesse troviamo immediatamente il proposito di modificare la Costituzione per “Attribuire a tutti i cittadini italiani un punteggio preferenziale per l’accesso ai servizi offerti dallo stato sociale in materia di scuola, sanità, assistenza economica, assistenza alloggiativa”. Perché “le bugie che vedrebbero l’immigrazione di massa contribuire alla crescita di un Pil stagnante ed all’accantonamento di indispensabili risorse necessarie al risanamento del distrutto sistema pensionistico trovano smentite nei dati reali”.

È lo stantio “prima gli italiani”, mutuato dalla Lega che l’ha mutuato dal (suo) “paese reale”. Casapound non per altro ha già comunicato che appoggerà un eventuale governo Salvini. La loro però vuol essere una vera e proprio rilettura in chiave filosofica della democrazia, perché  – scrivono – “riteniamo che possa esistere un’altra forma di democrazia, organica e qualitativa”. Organica, sì. E qualitativa, pure. Quando distribuivano gli aggettivi a casaccio, l’estensore del programma era in prima fila a raccogliere. Mica è una questione di razza, di nero e bianco. No, ha più a che fare con la “biodiversità italiana”, concetto scientifico che tirano fuori più avanti quando affrontano il tema ambiente. Ma ci torniamo, su quello. Andiamo con ordine.

Uscire dall’Euro

C’è l’economia, prima. E una definizione dell’euro che nemmeno il M5S ha ritenuto di “citare” quando copincollava il suo programma da ogni dove: “L’ Euro è un meccanismo al servizio di gruppi privati e nazioni ostili che espropriano il bene pubblico italiano con privatizzazioni pilotate, tengono sotto strozzo i cittadini, distruggono il risparmio, moltiplicano il debito e devastano lo Stato Sociale“. Nel dettaglio l’euro potrebbe essere responsabile pure delle invasioni di cavallette, delle doppie punte, e delle chat delle mamme, ma non era il caso di puntualizzare troppo.

E allora, si dicono, perché restare in Europa? Il punto 2 titola appunto “uscire dall’Unione Europea“, tanto “fuori dalla gabbia della Unione Europea c’è il resto del mondo con cui commerciare e collaborare NEL NOSTRO INTERESSE e ALLE NOSTRE CONDIZIONI“. Pensa quando l’Italia va a commerciare (cosa?) in Russia o in America Latina – per restare alle loro stesse ipotesi – in maiuscolo, urlando. Le nostre condizioni, oh. Che sono, nell’ordine:
Cancellare il pareggio di bilancio dalla Costituzione. Per pianificare crescita, sviluppo e ricchezza diffusa lo Stato può e deve operare in deficit.
Riacquisto progressivo del debito pubblico in mano estera.
Pagamento immediato dei debiti dello Stato nei confronti di aziende italiane e cittadini italiani nella nuova moneta nazionale
“.

Ovvero, il ragionamento dovrebbe filare così: facciamo i debiti per comprare dalla “mano estera” il debito pubblico, ma poiché non è giusto che lo Stato sia in debito con le aziende italiane, le paghiamo non più in euro – ne siamo usciti 15 righe più sopra – ma “nella nuova moneta nazionale”.

La morte demografica dell’Italia e dell’Europa

Tutto il programma è articolato così: proposte contro qualcosa. Hanno, per dire, proposte “Contro il controllo totale delle nostre stesse funzioni vitali“. Il battito cardiaco, la respirazione, cose così… Oppure hanno proposte “Contro lo scippo del futuro e per evitare di trasformarci in un popolo di barboni“. Hanno visto cose, i fascisti, che manco al largo dei Bastioni di Orione signora mia… E solo loro possono salvarci dal “disegno di multinazionali e grande finanza” che “prevede, tra l’altro, la morte demografica dell’Italia e dell’Europa”. Il “tra l’altro” è una chicca, lascia intendere che la morte demografica dell’Europa sia solo una parte del diabolico piano, che ci sia dell’altro, tipo la distruzione dell’universo conosciuto.

Cancellare l’architettura sovietica realizzata da costruttori democristiani

Se non vi hanno convinto così, allora siete proprio irrecuperabili. Destinati a vivere in città brutte, quando invece ci vorrebbe un'”Edilizia pubblica stile ventennio che cancelli dalle nostre città gli obbrobri pseudo/architettonici di stile sovietico realizzati da costruttori democristiani e architetti comunisti al solo scopo di mortificare l’essere umano, creando disagio e ghetto“. È un’immagine, quest’ultima, talmente folgorante che solo a rileggerla ha cominciato a sanguinarci il naso per l’emozione: costruttori democristiani che si alleano con architetti comunisti per costruire palazzi in stile sovietivo “con il solo scopo” (nemmeno lucrarci un po’ su, no), il solo e preciso scopo di mortificarvi. A voi. A noi. A tutti.

Respirare insieme al cosmo

E con ciò torniamo al capitolo ambiente. Prendetevi due minuti, perché il prossimo passaggio li merita tutti. Respirate a fondo, chiudete gli occhi e recitate ad alta voce: «L’ ambiente siamo noi e viceversa. Il vero problema non è “non inquinare”, bensì respirare insieme al cosmo. Contro il tetro fondamentalismo verde e i suoi tabù spesso antiecologici, noi proponiamo una ecologia luminosa che non criminalizzi l’uomo ma che intenda sfruttare, anzi, tutte le sue capacità di costruttore e ordinatore del mondo. Per noi c’è più ecologia nella terra redenta di una città di fondazione che in una “naturalissima” palude stagnante». BUM! “L’ecologia non conforme” di Casapound è in realtà una supercazzola quasi marinettiana: il furgoncino diesel euro zero del rigattiere non puzza, “respira col cosmo”; basta con questa lotta discriminatoria agli abusi edilizi, accendiamo questa ecologia “luminosa” e diamo fiducia ai nostri “ordinatori del mondo”, redimiamo la terra, fondiamo città. Cementifichiamo le paludi.

Le Olimpiadi della cultura

Da qui in avanti il programma di Casapound vola altissimo, non si tiene più. “La cultura è l’aroma contro le corruzioni e la saldezza contro le deformazioni”, se non antani con scappellamento a destra. Ma inebriati abbracciamo la brillante proposta per tradurre la cultura in lavoro, risolvendo così capre cavoli e quant’altro. Come? Con la “creazione delle “Olimpiadi della cultura”, organizzate dallo Stato, che riguardino tutte le principali materie universitarie, con garanzia di ingresso diretto nel mondo del lavoro per i primi classificati”.

E ancora: il rilancio del cinema italiano con “il potenziamento dell’Istituto Luce Cinecittà spa, fino a proporre concorrenza culturale alla mitologia hollywoodiana“. Tipo Muccino Vs. Avengers, quelli hanno Thor ma noi abbiamo la gente isterica che urla, e chissà come finisce.

Il ripristino della leva obbligatoria, maschile e femminile

Al punto 13 “Per una giustizia reale“, Casapound propone la “soluzione politica di tutte le questioni giudiziarie relative agli anni di piombo, amnistia per tutti i protagonisti di quella stagione“. E per “la difesa della nostra sovranità nazionale“, è chiaro, urge il “ripristino della geopolitica degli anni Trenta verso il Mediterraneo e l’Oceano Indiano”, ma anche il “ripristino della leva obbligatoria per tutti, uomini e donne, al compimento del 18 anno di età, con richiami quinquennali di addestramento fino al compimento del 45° anno di età”.

In tutto il programma non c’è traccia della puntualità dei treni, specialità della casa. Eppure, che slogan perfetto sarebbe stato per il “candidato premier” Simone Di Stefano: “Quando ci sarà lui, i treni arriveranno in orario”. Pure con la neve. Ma ve l’abbiamo detto: è un testo comico, non un romanzo di fantascienza.

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