Napoli-Roma giocata in anticipo

Appunti tattici e previsioni di gioco sulla partita di domani: Napoli-Roma si gioca sulla precisione del possesso palla, in modo che la squadra di Sarri possa evitare di offrire il fianco al gioco verticale di Di Francesco.

Napoli-Roma giocata in anticipo

Anticipazioni tattiche

Napoli-Roma è una partita tatticamente già scritta. Nel senso che conosciamo qual è il modello dei due tecnici ed è facile immaginare quello che succederà domani sera sul campo da gioco del San Paolo. Da una parte, un dispositivo tattico riconoscibile come quello di Sarri, pressing a tutto campo in fase passiva e possesso palla in gioco di posizione per costruire il gioco d’attacco; dall’altra, il calcio veloce e verticale della Roma, che punta a conquistare il pallone in zona alta di campo e attivare rapide transizioni.

Napoli-Roma è un modo per “assaggiare” due 4-3-3 molto diversi tra loro; per verificare come e quanto gli sviluppi garantiti da un modulo possano variare a seconda dalla varietà interpretativa dei principi di gioco. Nel match d’andata, le statistiche mostrano queste differenze concettuali: possesso palla favorevole al Napoli (56%); Roma con un baricentro più alto (51 metri contro 48), ma parliamo comunque di due squadre che non cercano mai di aspettare l’avversario; Napoli più continuo nella manovra offensiva, con 16 conclusioni tentate a 10.

Sviluppi di gioco

Dal punto di vista “pratico”, la partita si sviluppò secondo chiavi abbastanza chiare: Napoli con la gestione dei ritmi e alla ricerca della giocata offensiva di qualità. Così nacque il gol del vantaggio di Insigne. Nonostante ci fosse in campo ancora Ghoulam, la squadra di Sarri chiuse la partita con appena 7 cross tentati. Una cifra che, come scritto da Alfonso Fasano nell’analisi tattica di quel match, dimostrò come «il Napoli abbia studiato l’avversario, la Roma schiera sempre una difesa di grande fisicità, difficilmente attaccabile con le palle alte. Quindi, ecco la strada del gioco in profondità e dei successivi scambi stretti per sfruttare il dark side di questa scelta, che è inevitabilmente lo scarso dinamismo di certi calciatori».

Superare la difesa della Roma

Facile pensare che anche domani possa andare allo stesso modo. La Roma non ha modificato il tema difensivo del suo calcio, tantomeno gli uomini di riferimento. La coppia centrale dovrebbe essere formata da Manolas e Fazio, i laterali saranno Florenzi e Kolarov. Cambia qualcosa sul lato sinistro del Napoli, dove Insigne si troverà di fronte un avversario più preciso nella fase difensiva rispetto a Bruno Peres. Ovviamente, però, la Roma perderà qualcosa nella pura manovra offensiva.

Tre contro tre

Secondo le indiscrezioni della vigilia, Di Francesco dovrebbe tornare a schierare tre centrocampisti in linea. La condizione non ottimale di Nainggolan dovrebbe scongiurare nuovi esperimenti di 4-2-3-1. Quindi è probabile che De Rossi sia affiancato da Strootman e dal recuperato Pellegrini, o dallo stesso Nainggolan. Dal punto di vista puramente tattico cambia poco, di certo sarà fondamentale vincere i duelli one-to-one che si verranno a creare nell’alternanza della fase di attacco e difesa. Con lo schieramento “classico”, Jorginho non sarebbe seguito a uomo da un calciatore ben identificato. Potrebbe essere un vantaggio chiave per il Napoli, soprattutto nei momenti in cui il pressing tipico del calcio di Di Francesco conoscerà fisiologici cali di intensità e/o attenzione.

Per il Napoli, sarà fondamentale la copertura sul settore di centrosinistra. Hamsik è in dubbio, potrebbe giocare Zielinski, in ogni caso servirà un calciatore in forma per reggere il duello fisico con uno tra Nainggolan e Pellegrini. Dall’altro lato, la sfida Strootman-Allan si preannuncia come bella da vedere, parliamo di due delle mezzali più complete del campionato di Serie A.

Difesa

Il dispositivo difensivo del Napoli ha una correlazione stretta con il rendimento dell’intera squadra. Se la squadra di Sarri trova le misure del pressing e tiene alta la qualità del possesso palla, diminuisce le (già poche) occasioni concesse all’avversario di turno. Questa lettura è ancora più veritiera per una partita come quella contro la Roma. La squadra di Di Francesco, come detto, cerca di sfruttare gli spazi lasciati dagli avversari dopo il recupero palla. È l’evoluzione proattiva del vecchio cliché difesa-contropiede, che i giallorossi attuano in zone avanzate di campo.

Il gol “ideale” della Roma di Di Francesco

Il punto è proprio questo: la maggior qualità del Napoli nella gestione del pallone dovrebbe e potrebbe evitare pericoli in fase di transizione negativa. Per dirla semplicemente: più il Napoli terrà palla, senza commettere errori, maggiori saranno le possibilità di depotenziare l’attacco giallorosso. Di Francesco dovrebbe ripresentare Dzeko nel ruolo di prima punta, con Under e uno tra Perotti ed El Shaarawy nel ruolo di esterno sinistro. L’inserimento dell’ex Milan accentuerebbe ancora di più il piano partita verticale dei giallorossi, mentre Perotti ha qualità diverse, porta maggiormente palla e chiede di giocarla sui piedi. Anche per questo, finora, l’argentino ha vissuto una stagione molto deludente. Il calcio di Di Francesco non è per tutti, e la sensazione è che questo stile non sia perfettamente calibrato sulle caratteristiche dei suoi calciatori. A differenza del Napoli, che ha un progetto tattico coerente con il suo organico. Lo dice la classifica.

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