A tre anni e con un libro il mio giorno all’improvviso con il Napoli

La passione nata scarabocchiando un libro sul Napoli e poi imparare a leggere anche grazie agli album Panini.

A tre anni e con un libro il mio giorno all’improvviso con il Napoli

Cominciai a scarabocchiarlo

Un bambino di tre anni si impadronisce di un piccolo libro che gira per casa e, per imitare i grandi che scrivono, comincia  a scarabocchiarlo. Il padre non si arrabbia, ma paziente e forse orgoglioso gli spiega cos’è il calcio, gli racconta della città dove sono nati entrambi e di quella squadra che la rappresenta.

E, alla fine, gli affida il libro come se fosse un testimone.

Poi dopo un paio d’anni l’album della Panini e la voglia di quel bambino di fare da solo. Una mamma amorevole e attenta gli insegna la corrispondenza tra il colore delle maglie e il nome delle squadre e gli fa capire come, con infinita pazienza, sia possibile confrontare i nomi scritti sulle figurine e quelli scritti sull’album, per attaccare le figurine al posto giusto. Così quel ragazzino passa giornate a compitare con pazienza lettere e nomi, riservandosi sempre per ultime le figurine di quelli che hanno la maglia del colore del cielo.

Leggevo il nome Juliano

E, un anno dopo, quando arriva in prima elementare, magari non conosce perfettamente l’alfabeto, ma se vede scritto da qualche parte il nome di Antonio Juliano riesce a leggerlo perfettamente come le tante altre parole che è riuscito a imparare.

Gli album Panini di quegli anni non ci sono più, ma quel libro ha affrontato tanti traslochi e oggi è ancora qui con me, anche se vivo a mille chilometri di distanza da quella città.

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