Klopp: «Mi piacerebbe giocare il derby di Liverpool in un orario normale, non a colazione»

Klopp sbotta contro il lunch match per esigenze televisive: «Giochiamo contro l’Everton tra le due partite col City, e loro saranno in campo cinque ore dopo di noi. C’è un mondo di differenza».

Klopp: «Mi piacerebbe giocare il derby di Liverpool in un orario normale, non a colazione»
Klopp

In conferenza stampa

Anche Jurgen Klopp si schiera contro il lunch match. La sua lamentela è circostanziata rispetto ad un match importante posto tra due partite di Champions, ma la definizione di «orario normale» riprende gli attacchi di alcuni tecnici ad uno slot controverso, quello delle 12.30. In conferenza stampa, ieri, il manager del Livepool ha commentato il sorteggio di Champions. I Reds affronteranno il Manchester City tra il 3 e l’11 aprile, in mezzo ci sarà l’accesissimo derby della Merseyside contro l’Everton. Che, per esigenze televisive, è stato spostato alle 12.30 (ora inglese) di sabato 7 aprile.

Su questo, per questo, Klopp è sbottato: «Non avremo molto tempo per recuperare dopo quella che sarà una partita molto intensa contro il City. “Ovviamente chiunque abbia fatto il programma non pensava che avremmo raggiunto i quarti di finale perché il derby era in origine un gioco della domenica. Ci sono leghe che cancellano un intero turno di campionato per far sì che i club diano il meglio in Europa. Giochiamo alle 7.45 di mercoledì e alle 12.30 di sabato. Mentre il City gioca di nuovo alle 17.30. C’è un mondo di differenza in quelle cinque ore, specie in vista di un match intenso come un quarto di finale di Champions. Per questo mi sarebbe piaciuto giocare il derby di Liverpool in un orario normale, non a colazione. non posso essere politicamente corretto, in questo caso».

Sul sorteggio di Champions: «I tifosi dello United saranno davvero felici. Il City è una squadra difficile da affrontare, ma a questo punto ci sta di dover sfidare un avversario così forte. Siamo pronti, il nostro record con loro non è negativo. La cosa che amo di più del calcio è che niente è davvero deciso prima di giocare».

 

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