Lippi: «Il Napoli di Sarri pratica un bel calcio, ma un allenatore non è solo gioco»

L’intervista di Marcello Lippi alla Gazzetta dello Sport: «Allegri e Sarri, due tecnici diversi. Il primo cambia tanto, il secondo ha dei grandi automatismi ma schiera sempre gli stessi».

Lippi: «Il Napoli di Sarri pratica un bel calcio, ma un allenatore non è solo gioco»

L’intervista alla Gazzetta

Marcello Lippi parla alla Gazzetta dello Sport. È un’intervista istituzionale, si parla del ruolo da ct in Italia e in Cina, dei problemi che affliggono il nostro movimento. Lippi vede una luce in fondo al tunnel («I giovani ci sono, sono promettenti e giocano da titolari nei rispettivi club. Penso a Cristante, Barella, Caldara, Pellegri, Chiesa, Bernardeschi»), ma la parte più interessante dell’intervista è quella sul duello-scudetto Napoli-Juventus. Tra l’altro, due squadre che hanno fatto parte della carriera dell’ex ct.

Le sue considerazioni: «Il Napoli senza Champions. Bisogna capire come Sarri affronterà le coppe, la gestione delle partite. In campionato ha un punto in più, è comunque un vantaggio, ma in quindici partite tutto è possibile. Tra le due, nessuna dovrebbe deprimersi in caso di sconfitta. Se vince il Napoli, la Juve potrebbe dispiacersi fino a un certo punto, dopo sei scudetti e magari con la Champions nel mirino. Se il Napoli non ce la fa, psicologicamente sarebbe più dura: è una grande perché è stabilmente tra le prime tre, ne ha consapevolezza. Sarebbe un brutto colpo».

Scontro di filosofie

Lippi e le guerre ideologiche (ma non solo) tra Allegri e Sarri: «Si tratta di due grandi allenatori diversi, inseguono il successo in modo diverso. Gli automatismi del Napoli non sarebbero praticabili cambiando formazione ogni settimana: quello di Sarri è un calcio bello, positivo, offensivo. La Juve ogni tanto ha una giornata più negativa, cambia spesso uomini e sistemi. Allenando da quarant’anni so com’è difficile far giocare bene ed è notevole che Sarri ci sia riuscito così presto. Però un allenatore non è solo gioco».

Le schermaglie sul bel gioco: «Sono cose che succedono da sempre, botta e risposta che coinvolgono tutti, dai presidenti ai ds: si fa tutto per dare fastidio ai rivali. Il Napoli non ha fuoriclasse? Per me Mertens, Insigne e Hamsik sono fuoriclasse. Certo oggi la Juve ha due squadre».

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