Benevento-Napoli 0-2, pagelle / In terra di streghe, Mertens danza e Insigne si improvvisa mago

La difesa non dà il massimo: il voto sale dalla cintola in su. Peggiore in campo Hysaj. Hamsik è la sarta del Napoli

Benevento-Napoli 0-2, pagelle / In terra di streghe, Mertens danza e Insigne si improvvisa mago

REINA. Il sabba delle streghe giallorosse è asfissiante solo nel primo quarto d’ora ma Zio Pepe non è tipo da aver paura. Certo, capita di vederli piombare da destra e da sinistra ma grossi pericoli, tranne una volta, non ce ne sono mai. Indi la squadra fa quello che deve fare e a lui toccano parate perlopiù scolastiche e il buon Di Bello gli risparmia pure un rigore – 6

Poteva andare in bambola, con l’adrenalina che ha messo in circolo il Benevento nei primi 15 minuti, ma non lo ha fatto. È restato vigile, è parso agile nel cambio direzione a cui lo ha chiamato il Benevento più volte, ma di vere e proprie parate ne ha fatta solo una. La faccia che ha fatto quando il Var ha detto no al rigore è stata di un’innocenza disarmante: “Oh, io ero pronto ad affrontare il dischetto, eh!?”, sembrava dire, ma per fortuna che ha potuto evitarlo – 6

Il punto debole

HYSAJ. Sulle fasce, cara Ilaria, i tenaci cugini del Benevento vincono ai punti e l’onesto faticatore albanese non riesce quasi mai a trovare il tempo e il ritmo di andare avanti – 5,5

A dover trovare un peggiore in campo quello è Hysaj. Contro D’Alessandro assomiglia a una lumaca. Nei primi 15 minuti di assedio del Benevento sembra sotto la botta impressionato, poi si riprende ma il vero anello debole è lui. Di certo quello che, nell’era Sarri, è cresciuto meno – 5,5

La difesa non offre una grande prova

ALBIOL. Suvvia, facciamo i palati finissimi ed esigenti e diciamo che stasera, nonostante la vittoria e la stratosferica quota sessanta, la difesa non offre una grandissima prova, almeno nell’insistente avvio giallorosso. E Albiol talvolta balbetta – 5,5

Più sicuro lui di Kalidou, Fabrizio. Anticipa spesso – anche se in maniera rozza – e tiene la posizione. Non sarei così severa – 6

KOULIBALY. Detto che stasera là dietro non vanno proprio al massimo, il nostro colosso d’ebano ci mette il suo con quella ingenuità fatale da rigore, per fortuna che viene salvato dal fuorigioco – 5,5

Molto più impreciso del solito. Anche lui viene mandato fuori fase dal gioco aperto che il Benevento conduce nel primo quarto d’ora. E da un colosso come lui, con quella esperienza, non te lo aspetti – 5,5

MARIO RUI. Comincia benissimo ed è lui a bucare per primo la difesa beneventana. Ma è un lampo evanescente. E la fascia sinistra va anche peggio di quella destra, almeno per la parte che gli compete – 5,5

Al 3’ mi è parso delizioso l’uno-due che ingaggia con Mertens. Al 6’ viene atterrato in modo inverecondo da Venuti in prossimità della bandierina. In avanti si propone poco e male, è vero, ma è incredibile come abbia appreso la fase difensiva da Sarri – 6

Lo scaltro Allan

ALLAN. Ecco, Ilaria, adesso ricominciamo coi voti buoni. Il Napoli è più che sufficiente dalla cintola in su, cioè dalla metà campo in poi. E dinnanzi alla densità sannita Allan combatte e recupera e imposta, come nell’azione del secondo gol – 6,5

Lancia Mertens per il gol del vantaggio ed è suo il passaggio per Callejon che innesca Hamsik per il gol del raddoppio. Entra subito agguerrito in campo e non cala mai. Quello che ha Allan è che è sempre pronto a cogliere l’errore dell’avversario, come nel caso di Venuti. L’unica nota di rimprovero è un tanti nello di egoismo che forse poteva evitare, ma è un peccato veniale – 7

JORGINHO. Le vie centrali sono decisive a nostro favore e il ragionatore Jorginho ancora una volta compie un lavoro oscuro. Non esaltante, d’accordo, ma lui, Allan e Hamsik sono la spinta propulsiva che consente a quei tre là davanti di fare la rivoluzione come sempre – 6

Al 37’ regala una bellissima palla a Callejon, che riesce ad arpionare e tenere in campo, ma poi la mette in mezzo per Insigne che scivola e non ci arriva. Imbrigliato dalla diffida e dalla paura di prendere il giallo – 6

DIAWARA dal 34’ del secondo tempo. Dieci minuti per far rifiatare Jorginho, soprattutto – senza voto

Con precisione e attenzione e soprattutto con freschezza – sv

Marek il sarto 

HAMSIK. Potrebbe essere lui il primo a segnare ma spara alto, come spesso gli accade. Però lo zero a due è a porta spalancata e non può sbagliare. Per il Capitano i gol sono un elisir di lunga vita, evviva – 6,5

Soprattutto, Fabrizio, quando esce Hamsik è come se alla sarta che imbastisce il vestito si fosse guastata la macchina per cucire. Si nota: le pieghe e i movimenti del tessuto si inceppano – 6,5

ZIELINSKI dal 24’ del secondo tempo. Quando entra al posto del Capitano assicura sovente sostanza e assist e conferma di essere un titolarissimo aggiunto – 6

Stavolta, però, si fa vedere molto meno del solito – sv

Josè il mobile

CALLEJON. Callejon è mobile, mobilissimo e noi cara Ilaria siamo suoi affezionati mobilieri, per dirla col Principe de Curtis. Stasera i tre non alti hanno l’inclinazione a danzare e a creare. E nello score dell’Ispanico si segnalano l’assist per lo zero a due di Hamsik e il mancato zero a tre, da centravanti, in pieno recupero – 7

La bellezza del centravanti negli ultimi minuti. Vale il voto (e non c’è stato solo quello) – 6,5  

I maghetti in terra di streghe

MERTENS. Inventa in modo sublime lo zero a uno in un momento complicato e questo dovrebbe bastare. Quasi allo stesso modo sfiora il raddoppio. Stasera è tutta una danza, appunto, purtroppo interrotta da un fallaccio. Dovrebbe essere distorsione, dicono – 7,5

È lui che imbocca Insigne, che vede Hamsik arrivare e gliela passa, ma Marek lancia alle stelle. Al 19’ inventa la meraviglia: stoppa, si sistema con il corpo, scarta l’avversario e prova a passarla a Insigne dall’altro lato, ma il cielo vede un tiro troppo bello per non dargli la possibilità di segnare con un pallonetto da urlo. Una poesia – 7,5  ­

ROG dal 31’ del secondo tempo. Va a destra e cerca come sempre l’esplosione finale – 6

Pochi minuti di gioco, ma ha il tempo di mandare in porta Callejon, che sbaglia – 6

INSIGNE. Al pari di Mertens, anche il Magnifico si mette a fare il mago in terra di streghe. Ma a lui gli va male perché trova la traversa. In un paio d’occasioni semina bellezza e difensori e mantiene la media alta del reparto – 7

Ah se quel pallonetto fosse entrato, Fabrizio! La visione di gioco pressoché perfetta sta tutta in quel corridoio che intuisce per arrivare ad Allan, che tira sopra la traversa. La sua maturità sta nel fatto che assolve i suoi compiti in modo preciso e pulito e che, soprattutto, ragiona per il bene della squadra e non per il suo soltanto – 7  

Todo cambia

SARRI. Vincere a Benevento non era scontato, come dimostra il bruciante inizio sannita. Sarri lo sapeva e s’incazza per gli errori dei suoi ragazzi. Poi il Napoli diventa padrone con il golazo di Mertens e todo cambia. Vamos. Adelante – 8

E fa bene a incazzarsi. La difesa incerta non è cosa che si possa tollerare. O meglio, con l’ultima in classifica va anche bene, ma da qui in avanti non si sbaglia più – 7

ARBITRO DI BELLO. Il rigore c’era ma ancora di più c’era il fuorigioco. Bene, bravo, bis. Viva il Var, ora e sempre – 7

Bravo soprattutto il Var e ultimamente non è scontato dirlo – 7

 

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