L’ex arbitro Marelli: «Maresca promosso, su Cacciatore il regolamento parla chiaro»

La moviola argomentata sul blog lucamarelli.it: «Bastien ingenuo, Cacciatore deve protestare solo con sé stesso. E il gesto delle manette si commenta da solo».

L’ex arbitro Marelli: «Maresca promosso, su Cacciatore il regolamento parla chiaro»

Moviola argomentata

Una settimana fa, l’ex arbitro Luca Marelli ha scritto sul suo blog che il gol di Mertens contro l’Atalanta andava convalidato. Senza ulteriori polemiche. Oggi, allo stesso modo, promuove a pieni voti l’arbitro di Chievo-Juventus. Ovviamente, tutte le sue considerazioni sono fatte regolamento alla mano. E concordano in maniera ancora più approfondita con la lettura di Bergonzi – a caldo, nel salottino di Mediaset – che con quella della Gazzetta. Una ricostruzione ampia, che non parte dai due episodi “contestati” ma dall’applicazione continua di un metro uniforme, per clivensi e bianconeri. Addirittura considera eccessivo il giallo ad Asamoah per fallo su Cacciatore, al minuto numero 22′.

Poi spiega perché Higuain doveva essere ed è stato ammonito: «Maresca fischia (giustamente) il fallo ma non sanziona disciplinarmente Dainelli. Higuain chiede con gesti evidenti che il difensore del Chievo venga ammonito. Il comportamento di Higuain è chiaramente antisportivo. La scelta di Maresca di ammonire l’attaccante della Juventus non solo è legittima ma ineccepibile: l’errore non lo commette il direttore di gara campano, l’errore lo commettono gli arbitri che non sanzionano comportamenti di questo genere. E lo stesso discorso vale per chi chiede l’ausilio del VAR: è lo stesso protocollo che prevede l’ammonizione. Un provvedimento sacrosanto, on la speranza di veder sempre puniti atteggiamenti di questo tipo. Anche in questo caso non si tratta di fiscalità ma di applicazione corretta delle regole».

L’espulsione di Bastien

Poco da dire su questo doppio (non)caso. Anche per Marelli: «Il primo giallo è una scelta corretta. Non importa minimamente che Bastien volesse o meno commettere un fallo di tale intensità: ricordiamoci che la volontarietà è presupposto necessario solo ed esclusivamente per i tocchi di mano, non per i contatti tra calciatori. Per quanto riguarda la seconda ammonizione, Bastien trattiene per la maglia Asamoah. Questa fattispecie prevede il cartellino giallo non a discrezione dell’arbitro ma in termini di automaticità: Bastien non ha alcuna possibilità di giocare il pallone, il pallone stesso è nel pieno possesso del giocatore della Juventus, l’azione è potenzialmente pericolosa avendo Asamoah 15 metri abbondanti di spazio. Fallo tattico da punire con l’ammonizione, senza alcuna opzione alternativa».

Il rosso a Cacciatore

Veniamo al momento clou. All’episodio che ha agitato il sonno di mezza Italia. Marelli lo interpreta esattamente come Bergonzi e la Gazzetta. Solo che rende più ampio il discorso, descrive l’azione partendo dal fallo (presunto) su Cacciatore in area di rigore della Juventus. Leggiamo: «Cacciatore, al termine di un’azione d’attacco del Chievo, colpisce di testa su cross effettuato dal compagno Jaroszynski. Dopo aver indirizzato debolmente il pallone di testa verso la porta difesa da Szczesny, cade a terra per effetto di un contrasto con Asamoah. Che rischia molto, se avesse impattato Cacciatore un attimo prima e con maggiore intensità avrebbe dovuto incolpare solo sé stesso per l’eventuale concessione di un calcio di rigore. In realtà questo è un contrasto di gioco come se ne vedono mille in ogni gara, veramente troppo poco per assegnare un calcio di rigore».

La seconda fase dell’azione: «Dopo la caduta, Cacciatore rimane a terra dolorante, evidenziando un colpo alla schiena. Siamo al minuto 14 e 22 secondi. La Juventus recupera il pallone, lo manovra fino all’area avversaria e conquista un calcio d’angolo. Maresca interrompe il gioco dato che Cacciatore è ancora a terra: sono passati parecchi secondi, tanto che il cronometro segna 14 minuti e 40 secondi. Considerando il fatto che, nei 18 secondi passati, Cacciatore non si è ancora rialzato, Maresca ritiene doveroso concedere a massaggiatore e medico sociale di entrare in campo. Pertanto, al minuto 14 e 47, autorizza lo staff del Chievo ad entrare in campo per soccorrere il loro calciatore. Massaggiatore e medico entrano in campo mentre Cacciatore non si è ancora rialzato».

Dal blog lucamarelli.it

«Cacciatore si rialza e, pertanto, lo staff medico del Chievo si porta fuori dal terreno di gioco, dopo essere arrivati ben all’interno dell’area di rigore. Il difensore del Chievo si porta velocemente dalla parte opposta del campo, ove la Juventus sta per battere il calcio d’angolo conquistato in precedenza. A questo punto Maresca indica a Cacciatore di uscire dal terreno di gioco, sul quale potrà rientrare solo successivamente alla battuta del calcio d’angolo e su autorizzazione dello stesso direttore di gara: Maresca invita Cacciatore ad uscire, già ora potrebbe ammonirlo secondo regolamento. La scelta di invitarlo ad andare fuori è corretta. E la risposta, come sempre, viene fornita dal Regolamento:

Marelli continua: «Obietterà qualcuno: “ma Cacciatore non è stato soccorso dai massaggiatori, si è rialzato prima!“. Ancora una volta ci soccorre il regolamento, pagina 44 (sotto). Non importa, dunque, che lo staff medico abbia effettivamente prestato le proprie cure al calciatore, è sufficiente che l’arbitro ne abbia autorizzato l’ingresso. Nel momento stesso in cui Maresca invita lo staff ad entrare in campo, Cacciatore non potrà prendere parte all’azione successiva. In sintesi: il difensore del Chievo non ha alcun motivo per protestare. Al limite deve protestare con sé stesso per la leggerezza commessa. Il gesto successivo, quello delle manette, non merita commenti».

Pagina 44 del regolamento

Marelli aggiunge anche la parte del regolamento che regola (e spiega perché) un calciatore che fa un gesto del genere va espulso dal campo. E, inoltre, sottolinea come l’intervento di un guardalinee o anche del Var per segnalare a Maresca il gesto delle manette sarebbe da applaudire. In quanto, sempre secondo regolamento, si tratta di una fattispecie da espulsione.

Insomma, la psicosi anti-Juventus e anti-Maresca è del tutto immotivata. Soprattutto a freddo, dopo una rilettura degli episodi. Le due espulsioni hanno sicuramente influito sul risultato finale della partita, ma rientrano in casistiche regolamentate in maniera chiara. L’ha appena pubblicato sul suo blog un divulgatore del regolamento. Che, settimana scorsa, ha “assegnato” il gol a Mertens, ritenendolo regolare senza troppe discussioni.

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