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Napoli-Udinese, pagelle: ora è chiaro perché non giocano Ounas e Giaccherini

I ricambi in attacco non sono all’altezza. Bene invece Rog, sufficiente il redivivo Maksimovic. Sette a Insigne e a Sarri

Napoli-Udinese, pagelle: ora è chiaro perché non giocano Ounas e Giaccherini
Giaccherini (Hermann)

Coppa Italia, Napoli-Udinese 1-0, ecco le pagelle a cura di Fabrizio d’Esposito (Ilaria Puglia vi dà appuntamento a Napoli-Sampdoria)

SEPE. L’Udinese stasera è pochissima roba là davanti. Per combattere il gelo e la solitudine, Sepe deve impensierirsi da solo: per esempio s’infila in un vicolo quasi cieco con quel passaggio sbagliato a Maksimovic. Ma anche questa è poca roba, come una paratina su Matos – 6

MAGGIO. La fascia destra, anche con interpreti diversi, continua ad apparire più vivace della dirimpettaia di sinistra. E Maggio quando è chiamato all’appello non scende mai sotto la sufficienza – 6

MAKSIMOVIC. Toh, chi si rivede, il difensore costato di più nella storia del Napoli e meno impiegato. Mettiamola così: l’esame stasera l’ha superato ma era facile facile per quello che si è visto in campo – 6

KOULIBALY. Finalmente una partita rilassante per il nostro Colosso Nero. Talvolta il rilassamento ha rischiato di tramutarsi in cappellata ma sono inezie. Koulibaly è stato senza pensieri. E noi con lui – 6

HYSAJ. Riesce persino a crossare bene, stasera. Al 55’ è travolgente senza costrutto, in modalità coast to coast. Ma non per colpa sua. Giaccherini si affanna dietro di lui e non gli regge il passo – 6

ROG. Novanta minuti tutti per lui in una botta sola. Ricambia questo dono sarrita di Natale con munifici regali per i compagni. La prima vera occasione da gol la crea lui per Callejon. Subito dopo conquista di petto una palla a centrocampo e si proietta avanti. Perdipiù gioca a destra sia da mezzala sia da esterno e conferma tutto quello di buono che s’immagina di lui – 7

JORGINHO. Nel primo tempo predica nel deserto, con i tre finti tenori mal funzionanti. E lui anziché trovare alternative si ostina con lanci che non scavalcano mai l’autobus udinese. Nella ripresa la musica cambia coi soliti noti Ciro & Lorenzo e Jorginho domina ancora di più il centro del campo – 7

ZIELINSKI. Guadagna altri minuti da titolarissimo aggiunto, stavolta da vice Hamsik. Da segnalare un dribbling con tiro al 38’. Zielinski ha le sue caratteristiche di talento e interpreta i ruoli con la sua personalità – 6,5

OUNAS. Al 32’ fa la barba al palo e nulla più. La rosa del Napoli non è corta ma i ricambi sugli esterni, diciamo così, non sembrano essere all’altezza. La partita di Ounas è più che mediocre – 5

ALLAN dal 76’. Il suo ingresso non passa inosservato, ovviamente. Allan è un urto vivente che non dà tregua agli avversari – 6

CALLEJON. Non è la prima volta che gioca da centravanti ma stasera è da dimenticare. Completamente. Che strano vederlo fisso lì in mezzo. – 5

MERTENS dal 58’. D’accordo: dopo Hamsik e il record dei 115 gol, adesso è partito il tormentone su Mertens che non segna. Lui però si è ripreso, è vivo e dà due palloni d’oro a Insigne. Indi Scuffet gli nega il gol e pure Sarri s’incazza: chi ha detto che il Comandante non è psicologo? – 6,5

GIACCHERINI. Dispiace vederlo così male. Non ne combina una giusta – 5

INSIGNE dal 58’. Che ne parliamo a fare? Veni, vidi, vici. Il gol risolutore della qualificazione è di Lorenzo il Magnifico. La classe non è acqua e così via con tutti i luoghi comuni che onorano il genio. Un piccolo però c’è: varie volte non ha superato l’uomo – 7

SARRI. A parte il passaggio ai quarti, la partita di stasera fa opera di giustizia sui misteri gloriosi e dolorosi dell’integralismo sarrita. I ricambi in attacco non ci sono. Meglio, non valgono i titolarissimi e lui lo dice chiaramente, pur difendendo Ounas e Giaccherini: “Quando la mattina mi sveglio penso a come vincere”. Certo si giustificano di meno la latitanza di Rog e Diawara, soprattutto nel periodo della grande crisi speriamo passata del Capitano. In ogni caso, all’uomo piace confondere le menti altrui e continua a dire che il mercato lo fa la società. Tra cent’anni, forse, gli storici dello sport scopriranno chi voleva chi – 8 (per l’operazione verità sul turnover, soprattutto)

ARBITRO PASQUA. Partita semplicissima da dirigere e lui non fa errori – 6

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