Allegri ha tanti meriti, ma oggi la Juventus ha più fighetti che bastardi. E la scelta è stata sua

È l’unico allenatore bianconero che è riuscito a cambiare la filosofia del club. Meno provinciali, più internazionali. Tutto è cominciato con Higuain . E proseguito con Bonucci

Allegri ha tanti meriti, ma oggi la Juventus ha più fighetti che bastardi. E la scelta è stata sua
Bonucci e Allegri

La svolta è cominciata con Higuain

Premessa: siamo un giornale on line che ha la faziosità nel titolo (a differenza di altri ci verrebbe da aggiungere). Ci chiamiamo il Napolista ma l’amore per il calcio e la nostra faziosità non ci impediscono di guardare anche in casa d’altri e di osservare quel che avviene nei giardini adiacenti. Ci occupiamo spesso di Juventus, ci sembra logico, è la squadra italiana più forte, per i tifosi del Napoli è la squadra più odiata e l’affare Higuain, se possibile, ha contribuito a rendere il clima più pesante.

Parliamo di Higuain, perché è l’acquisto di Gonzalo – alla cifra di 90 milioni – che ha determinato l’inversione di rotta nella politica della Juventus. Juventus che è una squadra formidabile, capace di vincere sei campionati consecutivi in Italia, che ha raggiunto due finali di Champions League in tre anni, senza contare le Coppe Italia e le Supercoppe d’Italia. Due finali di Champions conquistate proprio grazie ad Allegri l’uomo chiamato a sostituire Antonio Conto e per questo ancora inviso a una buona fetta di tifosi.

Allegri è riuscito laddove altri hanno fallito

Eppure Massimiliano Allegri è un uomo, non solo un allenatore, da non sottovalutare. Allegri è riuscito, lentamente ma inesorabilmente, a modificare la Juventus, a incrinare una mentalità che regge l’impalcatura da oltre cento anni. La Juventus ha avuto storici allenatori. Per restare soltanto agli anni più o meno recenti, vanno annoverati Trapattoni e Lippi. Eppure nessuno dei due è mai riuscito ad avere la meglio sul club che ha sempre seguito la sua filosofia. Che è stata quella di non strapagare i giocatori e di puntare sull’attaccamento al bianconero.

È sempre stata una grande con l’animo da provinciale

La Juventus è storicamente una grande con l’animo da provinciale, tant’è vero che in Europa ha sempre faticato. I calciatori simbolo della Juventus non sono giocatori che potremmo definire fighetti, sono giocatori bastardi: Furino, lo stesso Tardelli (un fuoriclasse), Benetti, più recentemente Montero, Davids, lo stesso Conte, Bonucci, Chiellini. Buffon è fuori categoria. È questo modello di giocatori che incarna lo spirito della Juventus. La prima Juventus di Marcello Lippi era una squadra quasi operaia. Forte, per carità, con giocatori di classe, ma che macinava chilometri e menava calci. Lo stesso vale per la Juve di Trapattoni. Poi ci sono stati Platini e Zidane sì, ma anche uno come Pippo Inzaghi alla Juventus ha fatto fatica, era sopportato. El nueve, lo chiamava con disprezzo Montero.

Il braccio di ferro con Bonucci

L’arrivo di Higuain, dicevamo, ha spostato l’asse della società e di conseguenza della squadra. La Juventus ha strapagato un calciatore e gli ha concesso uno stipendio di extralusso. Lo ha sbattuto in faccia a senatori che da anni tiravano la carretta: Buffon su tutti, poi la linea difensiva. Higuain, che probabilmente non è stato voluto da Allegri e che è servito per offuscare la milionaria partenza di Pogba, ha involontariamente invertito la tendenza. E da lì è stato un continuo. Con l’aumento di stipendio a Dybala e soprattutto col braccio di ferro Bonucci-Allegri vero e proprio punto di svolta. La Juventus ha scelto tra la tradizione e la nuova via, la strada dell’internazionalizzazione. Del fighettume, diremmo noi. Una squadra, non a caso, incapace di reagire nelle partite che contano (quindi fuori dall’Italia).

Lo scontro Bonucci-Allegri è stato molto di più di uno scontro tattico. Lasciamo stare che al momento è un’operazione lose-lose: hanno perso entrambi. La Juventus ha fatto partire una sua bandiera e ha concesso – meritatamente – al suo allenatore uno stipendio da top club. Sette milioni di euro. Soltanto Higuain guadagna di più. Alla garra juventina – i Torricelli, i Lichtsteiner – sono stati preferiti i giocatori col piede buono. Bernardeschi, Douglas Costa, prima Pjanic. Sì Matuidi è un mastino di centrocampo; al momento, però, non sembra avere sangue bianconero. Sono professionisti. Giocano, vincono e magari perdono. Non a caso ieri sera a Barcellona mancava Mandzukic un esempio di professionista “armato”: la contraddizione che Allegri vorrebbe clonare.

Le parole di Buffon dopo il ko col Sassuolo

Ripetiamo, la Juventus è una squadra fortissima. Una squadra che quest’anno può vincere tutto. Non è una sconfitta, peraltro a Barcellona, che cambia la situazione. Viene però da riflettere su quanto accadde due anni fa dopo la sconfitta a Reggio Emilia contro il Sassuolo. Buffon si presentò in tv, prima di Allegri, per dare la sveglia al resto della truppa. La conseguenza, non sappiamo quanto diretta, fu che la Juve non smise più di vincere e noi del Napoli ce ne accorgemmo sulla nostra pelle. La sensazione è che oggi se Buffon lanciasse un segnale, ad ascoltarlo troverebbe un uditorio distratto che non capirebbe fino in fondo il senso di quelle parole.

Allegri non è l’alfiere del brutto calcio

Allegri, che ha meriti enormi e che è un grandissimo allenatore (è una balla colossale etichettarlo come l’alfiere del brutto calcio), è come se avesse de-juventinizzato la squadra. La Juventus è una squadra di belle fighe, o di bei fighi, che non sembrano avere un’anima. E di questo universo, Higuain è certamente il giocatore simbolo. Un calciatore dalla personalità complessa che – va riconosciuto – soltanto Maurizio Sarri è riuscito a far rendere al meglio. Proprio perché, probabilmente, non lo trattava da professionista ma da padre. Higuain ha uno stipendio da professionista ma esigenze da figlio. Difficile da far comprendere ad Allegri che da questo orecchio non vuole e probabilmente non può sentire.

La Juventus è una miniera giornalistica che purtroppo non viene quasi mai esplorata. Anche perché, ci piaccia o meno, è una faccia del nostro Paese. Concludiamo scrivendo che il Napoli ha contribuito a questa metamorfosi juventina. Non solo per Higuain. Il bel gioco di Sarri infastidisce non poco le gerarchie juventine, le risposte piccate di Allegri ne sono una testimonianza. E la ricerca del calcio estetico ha prodotto l’ultima campagna acquisti. La Juventus ha lanciato la sua sfida: riuscire a vincere la maledetta Champions rinnegando in parte sé stessa.

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