Lo stadio di Verona grida “scimmia” a ogni giocatore del Napoli annunciato dallo speaker

Con l’avvento di Tavecchio il calcio italiano ha deciso di arrendersi al razzismo, e questi sono i risultati. Una multa di 15mila euro potrà mai invertire il trend?

Lo stadio di Verona grida “scimmia” a ogni giocatore del Napoli annunciato dallo speaker
Lo “storico” striscione dei veronesi all'indirizzo dei tifosi del Napoli: “Benvenuti in Italia”

L’annacquamento voluto da Tavecchio

Il calcio italiano si è ufficialmente arreso al razzismo e alla cosiddetta discriminazione territoriale con l’avvento del presidente della Federcalcio Carlo Tavecchio. L’annacquamento delle norme fu al primo posto del suo programma politico e venne votato praticamente da tutti presidenti di Serie A (compreso De Laurentiis). La correzione Tavecchio pose fine alla breve stagione della chiusura dei settori e degli stadi italiani per razzismo. Stagione che venne ferocemente contestata da tanti media, Sky Sport in testa, che derubricarono i cori discriminatori al rango di sfottò.

Una pratica diffusa al Bentegodi, non solo col Napoli

E così oggi negli stadi italiani è possibile ascoltare quel che è avvenuto ieri sera a Verona, con lo stadio intero che accompagnava col grido “scimmia” ogni calciatore del Napoli annunciato dallo speaker. Un’usanza, se così la vogliamo chiamare, che al Bentegodi accompagna più squadre avversarie, non soltanto il Napoli. Ma in questo caso non vale il detto: mal comune mezzo gaudio. Una pratica indecente, da sottosviluppo culturale. La società scaligera se la caverà – come da legge – con una multa che sarà più o meno di 15mila euro. La domande adesso è: davvero il calcio italiano pensa di risolvere il problema – sempre che si ponga l’obiettivo di risolverlo – con multe di 15mila euro?

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