Il Manchester City e le grandi spese in difesa: un caso che spiega il mercato e il calcio di oggi

Dei 240 milioni investiti al mercato dal Manchester City, 178 sono stati utilizzati per il reparto difensivo: come funziona la rivoluzione di Guardiola.

Il Manchester City e le grandi spese in difesa: un caso che spiega il mercato e il calcio di oggi

Tutto in difesa

Il Manchester City ha speso 240 milioni al calciomercato, e siamo solo al 26 luglio. Di questi 240, 178 sono stati investiti per l’acquisto di calciatori del reparto arretrato. Un portiere e tre terzini. Il resto, 62 milioni, per Bernardo Silva e un centrocampista brasiliano di 19 anni. Insomma, non esistono esempi migliori per tracciare un ritratto storico del calciomercato dei giorni moderni. Uno dei club più ricchi del mondo spende un vero e proprio patrimonio per mettere a disposizione del tecnico dei calciatori teoricamente difensivi.

Le dimensioni del ragionamento intorno a questa campagna trasferimenti sono due: il prezzo dei calciatori – non solo dei difensori, ma in generale – e l’importanza ormai assoluta dell’intero organico nella definizione di una squadra.

I prezzi

Mendy è stato acquistato per una cifra superiore ai 57 milioni di euro. Da un giorno all’altro, l’esterno basso del Monaco è diventato il difensore più pagato della storia del calcio. Per Danilo, il Real Madrid si è “accontentato” di 30 milioni; Kyle Walker, altro terzino, è valso un investimento di 51 milioni di euro. La domanda che ci poniamo subito: questi calciatori valgono queste cifre spese? La risposta è sì, e noi del Napolista possiamo spiegarlo ed esserne certi guardando la rosa del Napoli. Se Elseid Hysaj ha una clausola rescissoria di 50 milioni di euro, i prezzi di cui sopra sono addirittura riduttivi. Se per Kalidou Koulibaly il Napoli ha rifiutato offerte (si dice) superiori ai 40 milioni di euro, siamo in un momento storico in cui un difensore di qualità vale esattamente – se non più – di un attaccante.

Certo, la questione dei prezzi “drogati” perché gonfiati dalla quantità di denaro che gira in Premier non è secondaria. Ma basta dare un’occhiata alla cronologia dei trasferimenti più costosi di sempre – quella dei difensori – per accorgersi che il discorso non è né recentissimo né tantomeno circoscritto al campionato inglese. Nei primi tre posti c’è il Manchester City, che agli investimenti di quest’anno aggiunge quello per Stones dell’estate 2016. Ma poi, ecco il Psg (David Luiz e Thiago Silva), il Bayern Monaco (Javi Martinez), il Barcellona (Dani Alves) il Milan e la Juventus (Bonucci e Thuram). Insomma, i grandi colpi dei grandi club sono – da tempo – a tutto campo. E aprono il secondo grande discorso. Quello della costruzione di una squadra di stelle che parte necessariamente dalla difesa. Anzi, a volte si concentra proprio e soprattutto sulla terza linea.

Guardiola (ma non solo)

Il fatto che il Manchester City sia allenato da Guardiola non è assolutamente un caso. Il tecnico catalano ha deciso di rivoluzionare completamente il calcio inglese. Per farlo, sta cercando di importare il gioco posizionale in un contesto tattico ostile per definizione, che fa del kick&run il suo massimo ideale calcistico. Pep ha deciso di intervenire alla base: difesa alta e deputata al possesso.

Da qui la giubilazione (ripetuta, ora è al West Ham) di Joe Hart e il pensionamento di tutta una serie di terzini/centrali dalla scarsa qualità in appoggio alla manovra; da qui l’acquisto di uomini arretrati che in realtà non lo sono, che possono tenere la linea alta e che rappresentano una risorsa in fase di costruzione. Mendy, Danilo e Walker, appunto. Terzini, ma anche e soprattutto calciatori in grado di coprire velocemente la fascia di appartenenza e di ricevere e trattare bene il pallone. Anche il portiere fa parte di questo gruppo, eccome.

La missione di conversione pensata da Guardiola ha prodotto finora una stagione da terzo posto e da semifinale di Fa Cup. La Champions è finita agli ottavi, contro un Monaco bello e verticale. Una squadra ad alto ritmo. A cui il Manchester City non è riuscita a imporre il proprio gioco di pazienza, possesso, posizione. Un’idea attuabile quando hai undici calciatori di talento, guarda Real Madrid o Barcellona. Non è possibile avere scompensi tecnici tra difesa e attacco, non più.

Ecco il discorso di prima sul prezzo dei difensori, ecco la nuova dimensione tattica onnicomprensiva. Il gioco richiesto oggi per vincere contro i più forti è proattivo, propositivo, mai rinunciatario. La strada del Napoli, la strada che pare stia imboccando anche la stessa Juventus. Che, sull’altare del talento in attacco (vedasi Bernardeschi e Douglas Costa dopo Higuain, Pjanic, Dybala e Mandzukic) ha preferito sacrificare il pezzo più costoso della Bbc. È la strada di Guardiola, da sempre. Oggi anche un po’ di più. Per giocare bene ci vogliono le idee, per vincere serve metterci vicino una squadra forte. Oggi, squadra forte vuol dire completa. Non si scappa.

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  1. O semplicemente in proporzione non è cambiato nulla?! Quest’anno un tale Belotti viene iper-valutato 100 milioni, Lukaku 90 milioni di sterline, Mbappe 180 milioni e Neymar 220 milioni. I soldi cinesi+quelli arabi e l’impennata di fatturato dei club più blasonati (il Manchester Utd può spendere 200 milioni ogni anno senza andare in passivo) hanno generato una forte inflazione dei cartellini.
    Il club piccoli oggi sono ancora più piccoli.

  2. perche un difensore vale cosi tanto? il calcio ha imposto regole per spettacolarizzare il gioco, dal retropassaggio vietato al portiere, al fuorigioco in linea abolito, al fallo da cartellino rosso per chiara occasione da retr al pallone leggero etc etc etc, cosi una volta un buon difensore faceva mille falli e faceva un figurone, oggi i vari wierchowood e gentile giocherebbero un quarto d ora, che c entra? semplice , vedendo che non era piu conveniente puntare sui difensori per motivi di cui sopra, per anni si e’ puntato allo sviluppo degli attaccanti, cosi i difensori hanno badato sempre meno a difendere e sempre piu a stare in linea e a rilanciare l azione. cosi anche il bonucci della situazione e’ piu bravo ad impostare che a difendere, idem per la scuola portieri, i difensori forti si sono ridotti e ormai anche un discreto giocatore costa parecchio, il difensore sta tornando di moda perche’ s e’ capito l importanza di prendere pochi goal inoltre come detto il trascurare la scuola difensiva ha generato carenza di difensori

  3. su quanto sia giusto il prezzo credo che la valutazione andrebbe fatta rispetto al budget di un club. Cioè, questi 50 milioni (su 250 spesi) valgono in realtà il 20 % degli investimenti stanziati dall’emiro fino ad ora.Esattamente come 10 milioni per chi ne può investire 50. In un sistema così difforme qualsiasi tentativo di parametrare i prezzi su una scala di valori comune è sbagliato. Sul resto del discorso, non credo che i giocatori presi da Pep siano “costruttori” di gioco, tutt’altro. Sono tutti forti fisicamente, evidentemente perché Guardiola si è reso conto di quanto fisico sia quel calcio. Dunque, io arrivo ad una conclusione diametralmente opposta.

  4. Veramente l’acquisto di quei terzini è il sintomo del tentativo di abbandonare il calcio di posizione e rendere la squadra più “inglese”. Si tratta di giocatori più “ciucci di fatica”, con tendenza a stare alti e compressi lungo la linea laterale ed a correre in avanti con la palla, dubito che li utilizzerà ancora nella classica posizione da mezzala in fase offensiva.

  5. Discorso interessante, ma non capisco la conclusione riguardante la juventus. Si dice che il mercato bbianconero di quest’anno (ancora non terminato, sia chiaro) stia abbracciando la tendenza ad un gioco proattivo. In realtà a me pare l’esatto opposto. Hanno ceduto due dei tre difensori – bonucci e alves, l’unico rimasto è ora Alex Sandro – deputati alla costruzione del gioco e non alla sua distruzione, come invece chiellini e barzagli

    • dino ricciardi 26 luglio 2017, 13:55

      Probabilmente si riferiva al fatto che sicuramente abbandonano il 3 5 2 e di conseguenza cercano giocatori piu adatti al 4 3 3 o 4 3 1 2 .

      • Luigi Ricciardi 26 luglio 2017, 14:08

        Si, lo ha detto anche Allegri, che giocheranno a 4 dietro. Spero che provino a cambiare sistema e…falliscano! 🙂

        • dino ricciardi 26 luglio 2017, 14:12

          😉

        • come ho scritto poco sopra, la juve è già passata al 4231 dalla fine di gennaio, usando il 352 solo occasionalmente a partita in corso.

          • Luigi Ricciardi 26 luglio 2017, 15:59

            Vero, ma e’ restato nel DNA della squadra, anche quando ha giocato a 4, quando uno dei 4 era Barzagli, come nella finale di Cardiff, con un 4 dietro che era un 3 mascherato.
            Credo che dall’ anno prossimo sara’ un 4 piu’ europeo, con entrambi i terzini di spinta.

      • il 352 è stato praticamente abbandonato dalla Juve dalla fine di gennaio, a favore del 4231. Il 352 è stato utilizzato a sprazzi durante il resto del campionato e solo a partita in corso.

        • dino ricciardi 26 luglio 2017, 16:00

          E chi dice il contrario.
          Ho solo detto che cercano giocatori per poter giocare a 4 dietro.
          A parte i problemi caratteriali e di spogliatoio Dani Alves e Bonucci erano piu adatti al 3 5 2 .

          • bonucci sicuramente gioca meglio a 3, è un top in fase di impostazione, un pò meno top nella pura e semplice marcatura. Dani Alves non saprei, ha giocato sempre a 4, e cmq lo scorso anno a parte uno splendido finale di stagione, dove faceva più l’ esterno alto che quello difensivo, è stato a lungo assente per infortunio.

          • dino ricciardi 26 luglio 2017, 18:03

            Dani Alves ha sempre giocato a 4 ma nel Barca dove piu che il terzino faceva l’ala ma in italia è tutta un altra storia.
            Alla Juve è stato un flop,tatticamente disordinato,non sa difendere,pessimo carattere e con la panza piena.

    • Ora, non mi entusiasma difendere la vecchia m*gnotta.
      Ma trovo certe posizioni di Gallo e compagnia un po’ grottesche e totalmente prive di fondamento.
      Il Napolista è da un po’ che si arrampica sugli specchi per spiegare questa sua bislacca teoria. Secondo loro la Juventus avrebbe “fallito” in Europa perché troppo rinunciataria e difensivista.
      E dunque adesso starebbe disperatamente cercando di cambiare rotta con i nuovi acquisti.
      Ora, dimmi tu se la “difensivista” Juventus di Allegri ha “fallito” in Europa:
      È arrivata per ben due volte su tre in finale di Champions.
      Cosa devono dire allora le “proattive” Bayern, Barcellona, Manchester City, Chelsea e Manchester Utd? Che oltretutto vantano un budget e un fatturato di gran lunga superiore a quello della Juve?
      La Juve non ha fallito perché troppo difensivista: in finale ha semplicemente incontrato una società più ricca e forte.
      Il discorso del fatturato – che Sarri ribadisce giustamente ogni volta che gliela menano con questa storia dello scudetto – vale per tutti, non solo per noi.

      • La Juve ha perso la seconda finale semplicemente perché ha sbagliato i due “big” acquisti Pjanic e Higuain, che in finale non sono minimamente pervenuti.

        • Il Real Madrid fattura circa 700 mil.
          La Juve 350.
          Per me è già tanto quello che hanno fatto.
          Noi nel frattempo cosa stiamo vincendo?

          • Ma che risposta è. La Juve fece un mercato per vincere la CL. Arrivata in finale, i non pervenuti sono stati proprio i 120 milioni di Higuain e Pjanic. Ripeto, nessuno ha il coraggio di dire che il mercato della Juve non ha fatto la differenza l’anno scorso perché erano stati troppo elogiati.

      • Azz mi tocca pure dire che condivido quello che hai scritto.
        Ecco spiegato perché lo scudetto per noi è un c@zzata. Salvo MIRACOLI.
        Senza investimenti nella rosa e nel fatturato per noi sarà sempre un c@zzata.

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