La cittadinanza onoraria a Maradona, tra sicurezza e polemiche

Il safety plan prevedrà 30mila persone e un profondo lavoro di prefiltraggio. Napoli, intanto, si definisce ancora con gli attacchi incrociati sul cachet di Diego.

La cittadinanza onoraria a Maradona, tra sicurezza e polemiche

Rassegna stampa

Ci siamo già espressi sulla cittadinanza onoraria a Maradona. Ora è il momento di fare solo cronaca, dell’evento e della preparazione all’evento. Una cosa laboriosa, complessa, come nella migliore tradizione napoletana. Appuntamento per mercoledì 5 luglio, piazza del Plebiscito. Come scrivono Corsport Mattino, è il caso di prepararsi. «Ieri la Questura e la Prefettura hanno approvato il piano-sicurezza presentato dal Comune e il manager di Diego, Stefano Ceci, è partito per Napoli per incontrare il direttore artistico Alessandro Siani. L’ideatore e l’anima della grande notte» (parole del Corsport).

Il piano sicurezza, appunto. Imponente, importante, che parte dall’idea di “chiamare a raccolta” il numero giusto di persone per Piazza Plebiscito. Senza esagerare, filtrando e prevenendo ogni possibile problematica. Leggiamo Il Mattino: «Più nello specifico Piazza del Plebiscito sarà divisa in due con in mezzo ampi spazi che fungeranno da vie di fuga e zone dove far transitare i mezzi di soccorso. Chi entrerà in piazza dovrà esser trasparente – ribadiscono dalla Questura – ci saranno rigorosi controlli e prefiltraggi con metal detector e cani antiesplosivo, Per garantire la sicurezza di tutti. Banditi fuochi d’artificio e petardi così come la vendita di alcool e bibite in vetro e lattina»

Spettatori e polemiche sul cachet

L’altro punto fondamentale del safety plan riguarda il numero di tifosi ammessi all’evento. Si parla di 30mila, un numero che sarebbe addirittura frutto di una mediazione. Perché inizialmente si spingeva per i 50mila, poi si era accarezzata l’idea dei 10mila. Alla fine, si è optato per ospitare circa due persone per metro quadro. Piazza del Plebiscito, dunque, sarà organizzata per accogliere 30mila persone, e il palco sarà piazzato sotto la basilica di San Francesco di Paola. Ci saranno Maurizio De Giovanni, Lina Sastri, Gigi e Ross. Non il Napoli e non De Laurentiis, in partenza per Dimaro.

Per quanto riguarda gli ospiti e il discorso sui soldi, non potevano mancare avvertimenti e polemiche iniziali. Il Comune, secondo l’assessore Borriello, non andr incontro a nessuna spesa: «Non tireremo fuori un euro, abbiamo tanti amici e persone che stanno donando il loro lavoro. Ma  mi va di chiamarli sponsor a tempo debito diremo chi sono».

L’altra grande discussione nasce invece intorno al cachet di Maradona stesso. Il manager di Diego Ceci è stato effettivamente invitato – con tanto di programma ufficiale – solamente ieri. Il Mattino racconta del suo viaggio in Russia e dell’assoluta inconsapevolezza in merito alla protesta di Lanzotti, capogruppo di Forza Italia a Palazzo San Giacomo. Che, su Facebook, ha attaccato la dimensione romantica”romantica” dell’avvenimento scrivendo di un presunto (ma non precisato) compenso per Maradona. Stessa musica per il capogruppo Pd Arienzo, che parla di «cifra importante» e del rapporto con il clan Giuliano. Insomma, una piccola brutta storia. Che, come al solito, definisce in pieno il contesto napoletano, forse molto peggio che la festa stessa.

 

ilnapolista © riproduzione riservata
  1. Attimo Fuggente 1 luglio 2017, 16:27

    Io di brutto vedo solo la disinformazione messa in atto dalla patetica opposizione e voi che le date seguito.è un evento mediatico con dirette televisive e sponsor.non c è alcun esborso del comune ed è normale e giusto che lui sia pagato.riguardo poi al significato popolare la vostra concezione del popolo vi impedisce di capirne il senso. Ma se un giorno, per assurdo ,il popolo si mettesse a elogiare adl,per voi diventerebbe immediatamente rispettabile

Comments are closed.