Posta Napolista – Lavezzi, Quagliarella, Cavani e Higuain: storie di traditi e traditori

Storia e storie di calciatori ceduti, perdonati o meno, dalla tifoseria azzurra: cosa c’è di similare nelle storie di Quagliarella, Lavezzi, Cavani e Higuain?

Posta Napolista – Lavezzi, Quagliarella, Cavani e Higuain: storie di traditi e traditori

In principio fu Altafini… E Altafini si fece “core ‘ngrato”… E lo è stato fino all’anno scorso, se cosi è lecito dire.
Ma andiamo per ordine: in questi giorni si è parlato – e si sta parlando – tanto del ritorno (simbolico e reale) del Matador Edinson Cavani sulle coste di Partenope. Il Matador è tornato per ritirare un premio e ha mostrato gratitudine e voglia di tornare alle falde del Vesuvio per rivivere quelle emozioni che, probabilmente, non ha mai vissuto nella Ville Lumiere e che, presumibilmente, non rivivrà da nessuna parte.

Da qui…il putiferio: chi pensa a un ritorno per amore, e chi pensa al traditore che, dopo aver fatto i suoi comodi, torna alla città che l’ha santificato (per usare una espressione simil-antropologica). Da che parte schierarsi?
E chi sono, poi, in fin dei conti, questi traditori? Nella storia recente del Napoli, alla luce degli ultimi fatti, mi vengono di segnalare tre nomi. Anzi…3+1.

Lavezzi

Il + 1 è il mai odiato e mai traditore Ezequiel Lavezzi… Il popolo lo ama, lo ricorda. E lui…dopo Parigi ha rifiutato le italiche sponde per non venire meno al patto non scritto con il popolo che l’ha osannato e amato negli anni d’oro della sua carriera. Certo, si è andato a buscare un contratto faraonico dall’altra parte del globo, ma ha rifiutato di continuare la sua carriera di prestigio pur di non tradire Napoli.

Quagliarella

I tre, invece, che vorrei citare sono, nell’ordine: Fabio Quagliarella, Edinson Cavani, Gonzalo Higuain. Storia recente, storie recenti. Del secondo abbiamo detto qualcosa, in incipit. Del primo, Fabio, Napoletano fra i napoletani, sappiamo tutti come è andata: Masaniello, capopopolo e poi…venduto. In tutti i sensi. Venduto ai nemici di sempre, come Don Genoino si era venduto agli spagnoli.

E qui il punto: traditore o tradito? Fabio, perno e fulcro del Napoli anti-Juve, va proprio alla Juve, in silenzio, sparando a zero, senza dare spiegazioni. Per la città diventa un traditore. Oggetto di scherno, sfottò…fischi…insulti.
Poi…quel rigore col Torino…dove chiede scusa ai tifosi. Perché?

E qualche settimana fa, la verità: uno stalker, un’indagine, un segreto da mantenere. La paura, soprattutto, l’aveva portato via da Napoli e, ironia della sorte…proprio alla Juventus. Una maglia che, per i napoletani, non avrebbe mai dovuto vestire. Ma i napoletani, senza scomodare finti luoghi comuni, se c’è una cosa che alberga in loro…è il perdono.

Dopo che la triste storia di Fabio è venuta fuori, Quagliarella non è più il traditore…ma la povera vittima di un raggiro, che lo ha costretto al silenzio, e a una vita difficile. Napoli riabbraccia  il figliol prodigo, e si scusa. Si scusa con l’uomo e col calciatore. Forse, più tradito, che traditore…

Cavani

Di Eddy, beh… non c’è molto altro da aggiungere. Forse il miglior attaccante che il Napoli abbia avuto dai tempi di Careca. Anche lui accostato ai nemici di sempre, ma andato via per le Boulevard solo per i milioni che Parigi prometteva. Inizalmente oscurato da Ibrahimovic, si è fatto spazio pian piano. I tifosi sono sempre stati divisi: traditore. o scelta saggia?. Napoli non poteva offrire il vile denaro del PSG.

A quel punto che fare? Restare per amore, o cercare gloria e soldi all’apice della carriera? E qui…non esiste risposta.
L’unica risposta è che il Matador Cavani non ha mai sparato a zero su Napoli e, recentemente, con il grande Napoli di Sarri, ha dichiarato di voler tornare e farne la storia. Oggi il presente si  chiama Dries Mertens…ma, diciamoci la verità, a chi non piacerebbe rivederlo in maglia azzurra? Potremmo dire la stessa cosa del terzo nome?

Higuain

Gonzalo Higuain: nessuno come lui. Goal, record, lacrime, rabbia, cori sotto la curva. Un giorno all’improvviso, cantava. Un giorno all’improvviso, ci lasciò. “Dovete stare tranquilli” diceva a noi tifosi. Oramai i napoletani avevano il loro nuovo idolo. E, come ai tempi di Diego, si tifava Argentina, prima che Italia.

Quanti di noi abbiamo aspettato le 5 del mattino per andare a dormire pur di vedere la coppa America del nostro Gonzalo? Eppure…tutto finto. Gonzalo fa le visite mediche, di notte, per l’unica squadra che ha pagato la clausola.
Per l’unica squadra che, per i napoletani, ha fatto cancellare tutto l’amore verso l’idolo Hi-Gua-In.

Ci si è messo il destino, poi. In pochi giorni, due volte a Napoli. 180 minuti per 140 mila fischi. Non deve essere stato bello, per un ragazzo di 29 anni. Che viene a Napoli, fa goal, si impettisce e indica il presidente, mascherando (nemmeno poi tanto) una colpa che sostiene non essere sua. Napoli, non perdona, non questo. Higuain è l’uomo dei record, ma l’uomo che non dovrà avere trionfi alla Juve. Questo è il verdetto.

Napoli ha festeggiato un secondo Capodanno quando il Real batteva la Juve in finale di Champions. Quando batteva Gonzalo. Perché  il perdono alberga nei napoletani. Ma anche la razionalità. Gonzalo ha fatto credere di essere stato tradito. Ma, a conti fatti, gli unici traditi restano solamente i tifosi innamorati. In principio fu Altafini, e Altafini si fece….Gonzalo.

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