Cazzullo e la Juventus: «Platini e Boniek molto più forti di Dybala e Higuain»

Nella rubrica delle lettere del Corriere della Sera: «Un errore considerare la Juventus favorita contro il Real Madrid. Quella degli anni 80 era l’espressione del più grande gruppo industriale del Paese».

Cazzullo e la Juventus: «Platini e Boniek molto più forti di Dybala e Higuain»

Era a Cardiff

Aldo Cazzullo, inviato del Corriere della Sera, e titolare della rubrica delle lettere del quotidiano di via Solferino, analizza la sconfitta della Juventus a Cardiff contro il Real Madrid. Cazzullo è tifoso della Juventus, non lo nasconde, non lo ha mai fatto, sceglie tre brevi lettere  tra le tante ricevte sul tema e risponde. Dichiara di essere stato anche lui a Cardiff, con il figlio, scrive che non ha mai considerato la Juventus favorita contro il Real Madrid e si dichiara molto più fortunato del suo ragazzo. Perché ai suoi tempi c’erano Platini e Boniek, che erano decisamente più forti di Dybala e Higuain. Un pensiero – aggungiamo noi – profondamente distante da quello di Mario Sconcerti che si era spinto – come ormai tutti sanno – a picchi da hurràjuve.

Ecco lo scritto di Cazzullo

“La sconfitta della Juve ha suscitato dolore e gioia anche tra i nostri lettori: abbiamo scelto tre brani tra le decine di messaggi che sono arrivati. Aggiungo qualche impressione di prima ma- no, visto che ero a Cardiff con mio figlio, animato dalla stessa passione che avevo alla sua età. Io però ero più fortunato, visto che Platini e Boniek erano decisamente più forti di Higuain e Dybala. Del resto, la Juve dei primi anni 80 era l’espressione del più grande gruppo industriale del Paese, in un tempo in cui la serie A era il più importante campionato del mondo, con Maradona che giocava a Napoli, Socrates a Firenze, Zico a Udine.

Platini e Boniek

La Juve di oggi rappresenta un ottimo esempio di gestione manageriale, dallo stadio alle campagne acquisti; ma pretendere che affronti il Real Madrid da favorita è troppo, e considerarla tale è stato un errore. I soldi e il potere, nel calcio e nella vita, non sono tutto; ma contano. Basti considerare che, volendo cambiare le carte in attacco, Zidane poteva pescare in panchina tra Bale e Morata; Allegri non aveva neppure Keane, che ha 17 anni e non è nella lista Champions.

Quanto al brutale stile della casa, il presidente Florentino Perez ha elogiato un solo calciatore, Sergio Ramos, che avrebbe dovuto essere espulso due volte, per l’entrata omicida su Dybala (era già ammonito) e per la vergognosa sceneggiata che ha portato in- vece all’espulsione di Cuadrado. Di Cardiff salvo la meravigliosa comunità juventina, arrivata da tutte le città italiane e da ogni generazione, segnata dal nome sulla maglia, da Del Piero in poi. E che, dopo la marea di buu con cui ha scandito la formazione del Real Madrid, ha applaudito in piedi l’allenatore: Zinedine Zidane”.

ilnapolista © riproduzione riservata