Il sindaco di Cassino: «I napoletani fischiano l’inno di Mameli. Mio padre, di Napoli, si sarebbe vergognato di loro»

Le accuse del primo cittadino che ha seguito la squadra di basket in trasferta a Napoli

Il sindaco di Cassino: «I napoletani fischiano l’inno di Mameli. Mio padre, di Napoli, si sarebbe vergognato di loro»

Incredibile rivalità

Sembrerà incredibile a chiunque non abbia seguito queste semifinali tra Napoli Basket e Cassino, ma anche nella cittadina laziale i tifosi del Napoli hanno dovuto ascoltare cori poco urbani, per non parlare della gabbia allestita per loro nel palasport.

Il sindaco di Cassino Carlo Maria D‘Alessandro

Dopo il trattamento gabbia, il biglietto a 40 euro

Ieri sera al PalaBarbuto si è disputata gara 5 dominata dal Cuore Napoli di coach Ponticiello. Ieri sera, e solo ieri sera, visto il trattamento ricevuto a Cassino, ai tifosi ospiti i biglietti sono stati messi in vendita a 40 euro. Gara 1 e gara 2 sono costate 7 euro. Tra i quaranta tifosi al seguito della squadra laziale c’era anche il sindaco di Cassino Carlo Maria D’Alessandro che oggi su facebook ha scritto questo status:

“Quello che vedete è il palazzo dello sport di Napoli. Ho seguito con altri 38 tifosi tra cui mio figlio la Virtus Cassino. Purtroppo abbiamo perso, comunque non abbiamo risposto ad alcuna provocazione ed ognuno di noi ha pagato i 40€ del biglietto come richiesto dalla inquietante dirigenza partenopea. Come accade ogni volta sia in questo palazzetto che quando vanno fuori casa l’inno di Mameli è stato fischiato da tutto il pubblico napoletano, indistintamente. Sono convinto che mio padre, napoletano verace di Ponticelli, da lassù si sia vergognato della sua gente”.

Cassino

Qualcuno, sulla sua bacheca, fa notare che il sindaco è stato eletto anche con i voti della lista “Noi con Salvini”.

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  1. Giuseppe Bocchino 26 maggio 2017, 12:15

    Un inno massonico, scritto da massoni e dedicato ai massoni ma quale italiani? Fratelli è il sostantivo che usano tra massoni. Ma tant’è: contestare l’inno (NON) ufficiale che rappresenta uno stato ma non un popolo (che non esiste in quanto non esiste una vera nazione) è cosa da “neoborbonici” o da “leghisti del sud”? Se la pensate cosí state proprio indietro. Vi consiglio “l’invenzione del mezzogiorno” di Nicola Zitara per capire meglio il perchè di certe contestazioni. Quello che chiamano sud è una colonia, il sud non esiste.

  2. Eccolo ragazzi, è tornato con le sue perle di saggezza. Bravo Jean Paul sei un grande!!! Comunque per la cronaca meglio fischiarlo l’inno che cantarlo col braccio teso come fanno gli giuventini. Ma continua pure così che ci fai ridere…

  3. Anch’io fischio l’inno caro Sindaco di Cassino, e ne vado orgoglioso.

    Mi faccia un elenco dei benefici che l’unità nazionale ha portato alla mia città, per la quale dovremmo essere riconoscenti.

  4. achille cirillo 25 maggio 2017, 21:51

    Il sindaco di Cassino si aggiunge alla lunga lista degli “integerrimi”sempre in diritto di giudicare, di puntare il dito. Nessuno di questi che si chieda il perché… Comunque al di là dell’essere d’accordo o meno sul fischiare l’inno, cosa che dovrebbe rientrare nel diritto di parola e del libero pensiero,per quanto mi riguarda, io l’inno lo fischio perchè è la rappresentazione di un paese che non è mai diventato nazione, trattando dall’unità ad oggi il meridione da colonia, Paese che tra l’altro non perde mai occasione di ricordarci la poca simpatia nei confeonti di Napoli. Da Napoletano non posso sentire mio un paese duale che mi considera cittadino di serie B (meno lavoro,meno infrastrutture,meno asili, meno tutto…). Vergognarsi? Lo deve fare chi continua a tenere il meridione in queste condizioni, certamente non io che esprimo semplicemente un mio dissenso.

  5. Gregorio Baumann 25 maggio 2017, 21:46

    orgoglioso del mio popolo che si è risvegliato dopo anni di minorità

  6. Enrico Pessina 25 maggio 2017, 21:14

    Ragazzi, devo fare una precisazione: non ho mai detto la fesseria che fischiano l’inno perché brutto.
    Ho solo profittato della notizia per esprimere la mia opinione circa la bruttezza e l’inadeguatezza dell’inno Mameli che non esprime in alcun modo lo spiriti dell’Italia repubblicana. Tutto qui.

  7. bella lezione di storia (e di musica)..quindi ieri (ma non solo) hanno fischiato l’inno perchè è brutto e per un mancato senso di appartenenza alla repubblica..come un leghista qualsiasi..napoli per salvini!

  8. Diego della Vega 25 maggio 2017, 21:04

    Adesso parla pure il sindaco di Cassino..Non si fischia l’inno perché non piace. Si fischia l’inno perché emblema di un paese mai diventato nazione. Succede anche altrove. Non dimentichiamo mai per favore che Napoli era capitale di un Stato che non era l’Italia e lo è stata per centinaia di anni. Siamo i conquistati, i vinti, gli sconfitti. E chi ci ha conquistato non ha fatto molto per farci sentire parte di quella nazione che un inno dovrebbe legittimamente e giustamente celebrare. Lo sport nazionale non è il calcio, ma è sparare su napoli e i napoletani: qualche volta ce lo meritiamo per carità. Spesso però fa solo comodo per ottenere visibilità a buon mercato. Tanto ci sarà sempre qualcuno che in questo paese non non ci sopporta. Un insulto a Napoli costa veramente poco. Credo nessuno in Europa possa vantare un caprio espiatorio così sputttanato. Per inciso: io non ho mai fischiato l’inno e mai lo farò. Ma non giudico il resto del mondo solo sulla base delle mie convinzioni personali. Infine per me al sindaco di Cassino dovevano fargli pagare 80 euro e non 40…?

  9. Il sindaco si riferiva al fischiare non per bruttezza ma come villipendio alla nazione…ebbene se questa nazione permette in ogni luogo ed occasione di insultare il popolo napoletano…. Che Si fischi!!!!

  10. Ciro Polpetta 25 maggio 2017, 19:58

    A prescindere, direbbe Totò, dall’episodio di ieri e dal commento del sindaco ciociaro-leghista, io sta cosa di fischiare l’inno non l’ho mai capita. Se sei neoborbonico, allora va bene, tanto a quel punto la questione non è che fischi l’inno ma che hai dei problemi con la storia d’Italia. Ma se non sei neoborbonico, perché fischiare? Per protestare contro i razzisti d’Italia? Tanto l’inno è brutto? Perché rappresenta la politica che non mi piace? E per fare una di queste cose te la prendi con un simbolo di tutti? Con una bandiera? A me sembra un gesto meschino, e anche un po’ autolesionistico.

    • Enrico Pessina 25 maggio 2017, 20:23

      Ciao Ciro, io trovo l’inno bruttissimo, anacronistico e, soprattutto, completamente inidoneo a rappresentare in qualche modo lo spirito l’Italia Repubblicana nata nel 1946.
      Non l’ho mai fischiato (tra l’altro non potrei, visto che non so fischiare).
      Probabilmente quelli che lo fischiano lo fanno perché, a torto od a ragione, per un motivo o per un altro, non si sentono parte della comunità nazionale, quindi ne dileggiano il simbolo.

      • Ciro Polpetta 25 maggio 2017, 20:38

        Caro Enrico, io sono meno pessimista. Mi sembra che si fischi per protestare più contro cose transeunti (contro il governo, contro i ladroni, contro i razzisti) che contro cose stabili (lo stato, la nazione, l’Italia). Almeno all’inizio è così: poi si finisce per affezionarsi al gesto e si cercano mille altre motivazioni, fino a disconoscere quello che si è. Ma come, uno vuole partecipare al massimo campionato nazionale di basket e fischia l’inno nazionale?

        • Enrico Pessina 25 maggio 2017, 21:07

          Allora non so se sperare che tu abbia ragione: sarebbe meno grave, ma anche meno “nobile”.

        • Caro Ciro, il discorso va esteso dallo sport (calcio o basket che sia) ad ogni ambito del vivere quotidiano. Noi paghiamo tasse e contribuiamo all’Italia in quanto membri di questa comunità. Ma se in quest’Italia in cui non sono stati fatti gli italiani, nonostante i suddetti contributi economici e non per farne parte (di cui si lamentano i veneti, perché non noi?) veniamo insultati ogni giorno, perché non manifestare dissenso? Nello sport il gesto simbolico con cui lo si può manifestare è fischiare l’inno di un Paese mai nato. Quindi, nonostante io non lo abbia mai fatto, non mi sento di criticare chi lo fa.

  11. Giacomo Molea 25 maggio 2017, 19:53

    Onestamente avrei fischiato anche io, nn mi sento rappresentato da questi ladroni del governo con i loro incentivi alla pensione x 1 giorno alla camera o al senato, rispetto alla gente comune che forse la pensione la vedra’ nel binocolo, Nn mi sento rappresentato se vengo insultato in tutti gli stadi d’italia (tranne genova sponda rossoblu) x cui si certo….si fischia l’inno, mi sembra il minimo

    • Jean Paul Sartre 25 maggio 2017, 20:20

      I politici rubbbano, quindi bisogna fischiare l’inno. La “logica” napolista sempre esilarante :)))

  12. Enrico Pessina 25 maggio 2017, 19:51

    Ragazzi, profitto della circostanza per evidenziare che quasi tutti conoscono e cantano (molti senza neppure capirne il senso) soltanto la prima strofa dell’inno di Mameli.
    Le strofe successive (che nessuno canta mai) sono ancora più brutte ridicole (naturalmente a mio parere) e, soprattutto, inattuali.
    Andavano forse bene per l’Italia sabauda ottocentesca, ma non hanno nulla a che vedere con la Repubblica nata nel 1946.
    Ecco il testo integrale.

    Fratelli d’Italia
    L’Italia s’è desta,
    Dell’elmo di Scipio
    S’è cinta la testa.
    Dov’è la Vittoria
    Le porga la chioma,
    Ché schiava di Roma
    Iddio la creò.
    Stringiamoci a coorte,
    siam pronti alla morte.
    Siam pronti alla morte,
    l’Italia chiamò.
    Noi siamo da secoli
    Calpesti, derisi,
    Perché non siam popolo,
    Perché siam divisi.
    Raccolgaci un’unica
    Bandiera, una speme
    Di fonderci insieme
    Già l’ora suonò.
    Stringiamoci a coorte,
    siam pronti alla morte.
    Siam pronti alla morte,
    l’Italia chiamò.
    Uniamoci, amiamoci,
    L’unione, e l’amore
    Rivelano ai Popoli
    Le vie del Signore;
    Giuriamo far libero
    Il suolo natio:
    Uniti per Dio
    Chi vincer ci può?
    Stringiamoci a coorte,
    siam pronti alla morte.
    Siam pronti alla morte,
    l’Italia chiamò.
    Dall’Alpi a Sicilia
    Dovunque è Legnano,
    Ogn’uom di Ferruccio
    Ha il cuore, ha la mano,
    I binbi d’Italia
    Si chiaman Balilla,
    Il suon d’ogni squilla
    I Vespri suonò.
    Stringiamoci a coorte,
    siam pronti alla morte.
    Siam pronti alla morte,
    l’Italia chiamò.
    Son giunchi che piegano
    Le spade vendute:
    Già l’Aquila d’Austria
    Le penne ha perdute.
    Il sangue d’Italia,
    Il sangue Polacco,
    Bevè, col cosacco,
    Ma il cor le bruciò.
    Stringiamoci a coorte,
    siam pronti alla morte.
    Siam pronti alla morte,
    l’Italia chiamò.
    Canta con la

    • Francesco Porciello 26 maggio 2017, 9:22

      Mi spiace contraddirti Enrico ma forse prima di criticare bisognerebbe informarsi. Il Canto degli Italiani, scritto da un soldato e patriota del Risorgimento nel 1847 fu osteggiato e messo da parte dai Savoia che preferivano la Marcia Reale e trovavano l’inno di Mameli troppo repubblicano e troppo poco conservatore. D’accordo con te che il testo è un po’ vetusto (ha 170 anni) ma non ha nulla di troppo sabaudo o antimeridionale.

      • Enrico Pessina 26 maggio 2017, 9:43

        Non mi spiace mai essere contraddetto da parte di persone intelligenti.
        Comunque, come potrai verificare, non ho mai scritto da nessuna parte che l’inno di Mameli sarebbe antimeridionale, né “troppo sabaudo”.
        Neppure ho scritto che era in auge all’epoca dei savoiardi.
        Ho espresso la diversa opinione secondo la quale il bruttissimo inno di Mameli sarebbe stato adatto, semmai, all’epoca in cui fu partorito, ma certamente non ha nulla a che vedere con l’Italia repubblicana nata dalla Resistenza.

  13. Martino Cacciatore 25 maggio 2017, 18:48

    Questione di lana caprina: fischiare l’inno fa parte della libertà d’espressione del cittadino, così come negli USA la corte suprema dichiarò che lo è bruciare la bandiera. C’è chi nell’inno vede l’Italia ideale e chi ci vede questa repubblica e si regola secondo coscienza.

  14. Purtroppo la propaganda dello stupido neoborbonismo ha preso piede.

    • Enrico Pessina 25 maggio 2017, 18:43

      Che cosa c’entra il neoborbonismo?

      • Fischiare l’inno cos’è? Secondo te si fischia perché è brutto o piuttosto per vittimismo, controastio verso il leghismo? Gente come Gramsci e Salvemini hanno parlato della questione meridionale, ma nessuno di loro si sognava di mettere in discussione l’unità del paese. Peraltro si continua a confondere l’annessionismo Savoia con le lotte risorgimentali. Il patriottismo di Mameli era giustificato da un’epoca in cui il nostro paese era diviso, poi certo c’è un po’ di retorica ottocentesca, ma è un po’ la storia di tutti gli inni, guardarlo oggi con due guerre mondiali e i nazionalismo è chiaro che può sembrare eccessivo. Anche questo affibbiare a Mameli l’etichetta di un giovane scapestrato fa parte di un recente revisionismo vicino agli ambienti ecclesiastici che la perdita dello Stato papale l’hanno sempre mal digerita.
        A dirla tutta poi l’alternativa a l’inno di Mameli avrebbe dovuto essere la canzone del Piave, scritta dal napoletanissimo Giovanni Ermete Gaeta riferita ai fatti della Prima Guerra Mondiale, ma non aveva le simpatie di De Gasperi. Non so se quella ti sarebbe piaciuta di più. 🙂

        • Enrico Pessina 25 maggio 2017, 20:11

          Se ti riferisci a me, non cogli nel segno. Non ne faccio una questione neoborbonica, né intendo mettere in discussione l’unità del Paese.
          Io mi sono limitato ad evidenziare la bruttezza (ovviamente a mio parere) dell’inno e la sua natura “abusiva”.
          In altro commento, ho anche sottolineato la sua inattualità (basta leggerlo tutto per capire che poteva andare bene per il Regno d’Italia ottocentesco, ma non per l’Italia repubblicana del 1946).
          Pensa, ad esempio, che, dopo la dissoluzione dell’URSS, la Russia ha conservato la musica dell’inno (davvero bella, a mio avviso), ma ne ha comprensibilmente cambiato integralmente il testo perché evidentemente inattuale e non caratterizzante (mica la Russia di Eltsin poteva ancora cantare di Lenin e di comunismo!).
          L’inno di Mameli canta dell’Aquila d’Austria che le penne ha perduto e che il sangue d’Italia, il sangue Polacco, bevé col cosacco, ma il cor le bruciò.
          Dimmi tu se queste parole possono in qualche modo rappresentare l’Italia repubblicana nata nel ’46.
          Io avrei scelto una musica non militare ( … l’Italia ripudia la guerra …in Cost.) e soprattutto un testo che in qualche modo esprimesse il senso e lo spirito della nuova Nazione.
          Ed invece ci ritroviamo con un brutto inno di sue secoli fa il cui testo esprime valori incompatibili con la Costituzione.

          • Enrico Pessina 25 maggio 2017, 20:17

            Beh, quella del Piave la trovo decisamente meno brutta come musica e meno ridicola come testo.
            Tuttavia, anch’essa è risorgimentale e guerrafondaia e, quindi, del tutto inadatta a rappresentare l’Italia repubblicana.

          • Francesco Porciello 26 maggio 2017, 9:24

            L’Italia repubblicana è nata grazie al sangue dei patrioti e dei soldati morti durante le guerre. Da uomo in divisa ti posso garantire che non c’è persona che odia e teme la guerra più di chi l’ha vista con i propri occhi

          • dino ricciardi 25 maggio 2017, 20:20

            Ed invece ci ritroviamo con un brutto inno di sue secoli fa il cui testo esprime valori incompatibili con la Costituzione.

            Bravo Enrico 😉

          • Enrico Pessina 25 maggio 2017, 20:26

            Grazie Dino 🙂

          • E la DC con i partigiani secondo te avrebbero fatto passare un inno così retrogrado o forse avevano ben presente l’importanza di quel periodo? L’inno tedesco è preso da quello imperiale austriaco, è stato utilizzato sia nella Repubblica di Weimar e durante il Terzo Reich e nessuno se ne lamenta. Se invece mi dici che si potrebbe fare una revisione del testo elidendo le parti più obsolete e storicamente superate come i riferimenti all’Austria posso capire, ma fischiarlo anche per il suo essere simbolo lo trovo un gesto sbagliato sia che l’inno piaccia che non piaccia.

          • Enrico Pessina 25 maggio 2017, 20:35

            Non so esattamente come andarono le cose. So solo che fu adottato in via provvisoria (forse fu un compromesso e/o un modo di rinviare una questione spinosa in quanto simbolica).
            In realtà, io ho profittato dell’articolo al solo scopo di diffondere la mia opinione circa la bruttezza e l’assoluta inadeguatezza dell’inno.
            Ho già detto altrove che io non l’ho mai fischiato (tra l’altro non potrei, visto che non so fischiare).
            Probabilmente quelli che lo fischiano lo fanno perché, a torto od a ragione, per un motivo o per un altro, non si sentono parte della comunità nazionale, quindi ne dileggiano il simbolo.
            Non è una giustificazione, ma un tentativo di spiegazione.

  15. Enrico Pessina 25 maggio 2017, 17:34

    Del resto, se fischiavano perché è l’inno più brutto e ridicolo del consesso delle nazioni, hanno fatto bene.

    • pensavo di essere il solo italiano a pensarla così……

      • Enrico Pessina 25 maggio 2017, 18:15

        🙂 Penso che siamo in molti.
        La musica (di tal Novaro) è un’orrida marcetta militare ottocentesca, mentre il ridicolo testo di Mameli (anch’esso dell’ottocento) è permeato di scionivismo fanatico : Dio creò la Vittoria schiava di Roma. Ma come si può….
        Peraltro, si tratta di un inno provvisorio, perché (se non mi sono perso qualcosa recentemente) non è mai stato ufficialmente adottato come inno nazionale attraverso un’apposita norma di legge (la bandiera tricolore, ad es. è prevista e descritta nella Costituzione).
        Fu scelleratamente adottato in via provvisoria nel 1946 dal governo De Gasperi (e neppure tale adozione provvisoria fu sancita con norma di legge).
        Diciamo che è un inno bruttissimo e pure abusivo 🙂

        • la propaganda dei codini ecclesiastici e degli stupidi neoborbonici fa questi danni.

        • le porga la chioma……..
          DDDDD
          p.s. : complimenti per la cultura. e stavolta sono serio.

          • Enrico Pessina 25 maggio 2017, 19:40

            In effetti, “le porga la chioma” è una perla.
            Grazie per gli immeritati complimenti, ma ogni volta che mi capita di imparare qualcosa, mi accorgo di quante migliaia di altre cose non conosco.
            Diciamo che più imparo e più mi rendo conto di essere ignorante.
            Ciao dottor gentile 🙂

          • ciao enrico.
            enzo belli.

      • No sit na marea e’sciem’ non ti preoccupare

  16. Francesco Mirelli 25 maggio 2017, 17:34

    E poi non é vero. Io ero lì e l’inno è stato fischiato sì e no da un venti percento dei presenti, ovviamente quelli più rumorosi. Qualcuno si è alzato e lo ha cantato con la mano sul cuore e la maggioranza mi é parsa sostanzialmente indifferente. Capito, sindaco? A proposito, a quando le prossime elezioni?

  17. Beh. Se il Sindaco è stato eletto grazie anche alla lista “noi con Salvini”, allora ogni commento diverrebbe superfluo. Tuttavia una cosa la voglio dire, al netto della retorica. Molti cori da stadio che si sentono ormai in tutta Italia, vengono riabilitati come “sfottò”, eppure inneggiano ai morti provocati da una eventuale catastrofica eruzione del Vesuvio. Ora due sono le cose. Sono simpatici sfottò da stadio pure i fischi all’inno nazionale, oppure i napoletani hanno tutto il diritto di rivendicare – sempre simpaticamente e civilmente, per carità – la loro NON APPARTENENZA al resto di una popolazione che sfoga contro di noi ogni frustrazione e invidia, ogni senso di inferiorità vomitandoci addosso qualsiasi tipo di insulto? Suvvia, siamo seri. Il papà di chi ha scritto il post, lassù, da buon napoletano, si sarà fatto una grassa risata, magari esclamando il più classico dei VAFAMMOCC.

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