Diego Nuzzo e Made in Cloister: a Napoli, se sei napoletano, devi stare al posto tuo

Le novità sono accettate soltanto se vieni da fuori. Altrimenti, nel migliore dei casi, ti ignorano. Senza protezione, a qualsiasi livello, non puoi fare niente

Diego Nuzzo e Made in Cloister: a Napoli, se sei napoletano, devi stare al posto tuo

Due episodi in due giorni

La porta di casa incendiata a Diego Nuzzo ed il sequestro di Made in Cloister appartengono alla stessa faccia della medaglia di Napoli. Se la novità, il moderno, la “cosa giusta” arrivano da fuori e sono collocate in un ambito temporale circoscritto, allora si può fare: le celebrazioni di Dolce & Gabbana, il festival Sky Arte, le riprese della serie di Gomorra, etc.

Lì sono tutti pronti ad accoglierli, a coccolarli, ad offrire il meglio: istituzioni, imprese, associazioni, napoletani di ogni risma. Sono operazioni win-win: effetto passerella, soldi che girano e, in generale, una cosa bella per Napoli e chi vi partecipa. Tanto, arrivati ad un certo punto, se n’anna jì.

Devi sempre trovare qualcuno che ti dia il placet

Se invece sei napoletano e la “cosa giusta” la vuoi fare tu, diciamo, in maniera stabile, allora non va bene. Perché almeno devi metterti sotto la uallera di qualcuno o qualcosa che ti dia il suo placet: la politica, le conventicole, la delinquenza. Se vuoi limitarti a fare il tuo lavoro senza sottostare a questa mentalità, non può andar bene. Ma nemmeno se vuoi farti solo gli affari tuoi senza intenzioni donchisciottesche di cambiare certe regole. Non ti devi proprio azzardare. Stop.

Nel migliore dei casi, sei fortunato se ti ignorano, come se non esistessi.
Anche se questo lavoro lo fai da anni e con risultati di un certo livello, molto spesso riconosciuti con enfasi fuori da Napoli. Ma in quel caso, passata l’amarezza, te ne fotti e ti dà anche maggior soddisfazione continuare a fare quello che vuoi nonostante questo contorno.
Certo, ti continui a ripetere, se non ci fossero questi stronzi, chissà quanto potrei fare meglio. Ma tu vuoi restare qui e, come detto, te ne fotti.

Altrimenti, arrivano i mostri

Se invece incocci male, con l’assessore sbagliato, il parroco sbagliato, il giudice sbagliato, il fetente del quartiere sbagliato, il concorrente frustrato sbagliato, e continui a non volerne proprio sapere di assimilarti o metterti sotto la uallera loro, allora il livello di difficoltà sale. E, come nei videogiochi, arrivano i mostri.

È facile dirlo dall’esterno, ma spero tanto che Diego non se ne vada mai da Napoli, e che Antonio Giuseppe Martiniello e Rosalba Impronta resistano e facciano crescere quel chiostro a dismisura su tutta l’area di Porta Capuana, ed oltre.
Tenete duro, sono quelle munnezze che se n’anna jì.

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