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Il giallo e il rosso della Roma che fu a un passo dalla fusione con la Lazio

La storia (e l’irrequietezza cromatica) dei colori sociali della Roma e del suo stemma, dei suoi simboli.

Il giallo e il rosso della Roma che fu a un passo dalla fusione con la Lazio

“Gli sportivi romani esulteranno certamente di legittima soddisfazione apprendendo che finalmente è stato raggiunto l’accordo fra tre delle massime associazioni calcistiche. Accordo raggiunto per quella tanto desiderata fusione di forze e di valori che dovrà dare al calcio romano un nuovo assetto ed una nuova forza vivificatrice. L’ormai avvenuta fusione delle tre società Alba, Fortitudo e Roman è quanto di più desiderabile, nell’interesse dello sport romano, potevano augurarsi le folle sportive. Al di sopra di interessi minimi di entità personali è stato posto finalmente un unico e grande interesse: quello dello sport”. È il Messaggero che all’alba di mercoledì 8 giugno 1927 descriveva, con lo stile enfatico e misticheggiante della retorica fascista, la nascita dell’Associazione Sportiva Roma, che aspirava non solo a competere con “gli squadroni del Nord”, ma anche con la Lazio, la squadra che da quasi trent’anni dominava la scena calcistica nella Capitale.

“La maglia – scrive di rimando il Tevere – porterà i colori dell’Urbe con il fascio e la lupa romana: Umberto Guglielmotti presidente onorario, (Italo) Foschi presidente effettivo e (Ulisse) Igliori consigliere delegato”. 

In realtà il giallo e il rosso furono ereditati dal Roman Football Club, dei tre il sodalizio più antico, sorto nel 1901 per merito del solito manipolo di cittadini britannici.

Tuttavia molti tifosi giallorossi ignorano che la nascita della “Maggica”, dovuta a una fusione pianificata a tavolino dal regime per ridurre il numero dei club a livello nazionale, sia in realtà figlia di una mancata fusione che avrebbe certamente cambiato il destino della Roma e della Lazio. Per settimane le dirigenze della Fortitudo e della Lazio avevano avviato le trattative per l’accorpamento delle rispettive società in un unico soggetto. Vale a dire che un socio fondatore della neonata Roma stava per convolare a giuste nozze con la Lazio per dar vita a una nuova squadra. Alla fine di un estenuante rimpallo di richieste e di pretese il progetto fallì miseramente.

Secondo le ricostruzioni giornalistiche la Lazio pretendeva di incorporare la Fortitudo il cui nome sarebbe sopravvissuto per designare solo la sezione calcio. Di contro, la Lazio avrebbe rispedito al mittente la richiesta, ritenuta insostenibile, di accollarsi i debiti pregressi della Fortitudo ammontanti a circa 400mila lire.

La polemica durerà nel tempo creando i prodromi di quello che diventerà il campionato parallelo della Capitale: la corsa contro la Lazio. Vincere un derby per salvare la stagione, anche la peggiore. E viceversa.

Sergio Salvi e Alessandro Savorelli, autori di “Tutti colori del calcio” la vicenda della Roma è “un caso di instabilità cromatica”. Il giallo e il rosso dell’araldica mutuati dal Roman furono sottoposti a un numero imprecisato di modifiche. Nella stagione 1934-35 la squadra fu obbligata a indossare il nero, il colore ufficiale del fascismo al potere. Nel 1941 la maglia assunse le fantasiose sfumature “rosso sangue di bue” e “giallo becco d’oca“. Nel 1947 la casacca ritornò a un più rassicurante giallorosso, talvolta solo rossa, altre volte granata bordata di giallo. Nel 1975 la società guidata da Gaetano Anzalone adottò il granata e l’arancione esibendo all’inizio degli anni ’80, per motivi legati al marketing, una maglia fasciata di giallo, arancione e rosso. Spuntò anche un lupetto stilizzato, vigendo il veto del Comune a utilizzare la Lupa capitolina.

Si giunse a una certa stabilità a partire dalla stagione 2004-2005 con il ritorno al granata bordato di arancio.

E’ del luglio scorso l’annuncio che dovrebbe mettere fine alla storica irrequietezza cromatica della Roma. Dalla stagione 2017-18 tornerà la maglia con i colori della tradizione: il rosso e il giallo presenti nel gonfalone del Campidoglio.

“Il ripristino delle tonalità previste dalla missione originaria del club, fondato nel 1927 per difendere il nome, i colori e il simbolo della Capitale – spiega il club giallorosso – riguarderà l’intera gamma di stemmi, marchi e prodotti fisici e digitali. Nel periodo del 90° anniversario della fondazione, tutti i marchi e i prodotti all’identità visiva della Roma si uniformeranno ai colori pantone correntemente adottati da Roma Capitale: il Giallo Roma (130C) e il Rosso Roma (202C) sostituiranno le tonalità attuali riportandole in linea con quanto previsto dallo statuto del club”. Sarà finalmente giallorosso, vivaddio.

Lo stemma che adorna le maglie rappresenta la fedele continuità alle origini del club. Il 22 maggio 2013 venne presentata l’ultima versione dello scudo il quale si distingue dal precedente per la scomparsa della scritta “Asr”, sostituita da “Roma” e dall’anno di fondazione (1927). La lupa e i gemelli, il cui uso è stato autorizzato dal Comune a partire dal 1997, hanno cambiato colore passando dal nero all’argento.

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