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Per godere di questo Napoli, bisogna cercare di non vivere più nel passato

La crescita del Napoli, nonostante i suoi limiti, è nella seconda fascia del sorteggio di Champions. Staccarsi dalle ossessioni del passato è il modo per godere dei successi di questa squadra.

Per godere di questo Napoli, bisogna cercare di non vivere più nel passato

Il periodo estivo, con l’assenza del calcio giocato, si presta, al pari dei periodi di assenza di risultati positivi, a risvegliare i tutti i malumori del tifoso azzurro ipercritico. Che ha, finalmente, la possibilità di recriminare ad ogni articolo di giornale manifestando la sua protesta al vicino di ombrellone, al malcapitato avventore del bar o al collega di ufficio che ancora non può godere delle meritate ferie.

Va detto che quest’anno la Società Sportiva Calcio Napoli ha provveduto a gettare non poca benzina sul fuoco con la gestione da bancarella del torrone (con il massimo rispetto, si intenda, per le bancarelle del torrone dalle quali spesso provvedo personalmente a rifornirmi con grande soddisfazione) del caso Gonzalo Gerardo Higuain, con l’immancabile collezione di rifiuti di calciatori a trattative quasi chiuse e, per mettere una bella ciliegina sulla torta, con la disponibilità a fare da sponda al gioco dell’avida bambolona moglie e procuratore dell’attaccante dei desideri dell’estate duemilasedici.

Fatte queste considerazioni, il rischio, serio, è quello di pensare che il tifoso ipercritico possa avere ragione. Poi, per fortuna, Nicola Lo Conte scrive della sfortuna della Roma nell’evolversi delle qualificazioni ai preliminari di Champion’s League. Fermo restando che una metà dei tifosi azzurri saranno contenti della notizia mentre un’altra metà si starà rammaricando perché la Roma è una squadra italiana, per via del ranking Uefa e bla bla bla, la vera notizia che deve far sorridere il tifoso azzurro si trova più avanti nell’articolo dove sono riportati i componenti della seconda fascia. Le fasce non mentono: il Napoli è, sportivamente parlando, all’altezza delle squadre che la compongono. Dal punto di vista di risultati sportivi, e ribadisco di risultati sportivi in quanto, non essendo uno struzzo non nascondo la testa sotto la sabbia dei risultati per non vedere i limiti della società, il Napoli è all’altezza di Atletico Madrid, Borussia Dortmund, Arsenal, Siviglia, Bayer Leverkusen, Manchester City e Porto. Alzi la mano chi non ritiene almeno la metà di queste squadre dei top team (giusto per mutare l’abusatissimo termine di top player). Ebbene i numeri dicono che il Napoli è sportivamente paragonabile a queste squadre.

Il problema del tifoso ipercritico è che non riesce a vedere questi numeri che dovrebbero dargli soddisfazione e rimane, invece, radicato all’ossessione tricolore che viene dal passato, quando c’era Lui.

Bisogna rassegnarsi. Il calcio è cambiato e, fatta la tara su quei campionati dove sembra addirittura credibile che una squadra vinca venticinque partite su ventisei dopo aver racimolato dieci punti nelle prime dieci partite, vincere il campionato non può e non deve essere “La priorità”. La vittoria del campionato deve essere una delle priorità, deve essere limite a cui tendere senza però dimenticare la crescita che la squadra ha maturato negli ultimi anni. Una crescita che questa città e questa tifoseria non ha mai visto. Nonostante in passato (trent’anni fa!) si sia vinto anche più di adesso.

Per vincere, per continuare a crescere e, soprattutto, per godere di questo Napoli, bisogna rompere i guscio di antiche ossessioni provenienti dal passato per permettere alla crisalide di mutare in farfalla. Per godere di questo Napoli, per gioire sugli spalti e sui divani, per raggiungere il vero obiettivo del tifoso ed essere sempre felice al fianco della squadra, al di là del risultato, bisogna che tutti si decidano, una buona volta, a girarla definitivamente quella benedetta pagina del passato.

#forzanapolisempre

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