Se il mercato del Napoli è fatto di rifiuti, quello della Juve gioca sull’addio di Pogba

Se il mercato del Napoli è fatto di rifiuti, quello della Juve gioca sull’addio di Pogba

Come facciamo con noi stessi, così con gli altri. Diffidenti e per questo dissacranti di quanto e cosa scrivono i giornali di mercato. Quindi, chiariamo la “temperatura” di questo pezzo: non serve a dire che siamo alla pari con “loro” e che pure “loro” devono allarmarsi per un mercato che non va. Ma vuole dimostrare ai tifosi come il lamento preventivo, magari sostenuto delle sole congetture espresse sui giornali, sia un attimino esagerato. Non solo esagerato, ma anche fuori luogo.

“Loro”, in questo caso, sono ovviamente la Juventus. L’avrete capito anche dalla foto in apertura, che ritaglia la prima pagina della Gazzetta e sottolinea il momento “delicato” (sempre secondo i giornali) intorno alla trattativa-Pogba. Per esaminare il mercato dei bianconeri, partiamo dai dati di fatto. E scriviamo, finalmente e fatalmente, una cosa che sembra far felice i napoletani. Soprattutto quelli più critici: sono più avanti del Napoli, perché hanno preso Miralem Pjanic dalla Roma e invece il Napoli ha ufficializzato solo Tonelli. Cioè, un acquisto confermato e definitivo per squadra, ma ammettiamo che non c’è paragone. Sì, poi c’è Dani Alves che è ancora da ufficializzare. Ma c’è, esiste ed è verificato. 

Però, se i napoletani si arrabbiano perché il mercato azzurro è costellato (?) di rifiuti, cosa dovrebbero dire i bianconeri? Nel senso: siamo a parità di condizioni, notizia sui giornali per notizia sui giornali. Eppure, noi non vendiamo Higuain (e Hamsik) mentre la Juventus sembra sul punto di cedere alle lusinghe Real e di vendere a peso d’oro Pogba. Lo scrive la Gazzetta, così: «Finora i due club non hanno parlato ufficialmente della pratica Pogba, eppure le dichiarazioni rilasciate a Marca da Mino Raiola, agente del francese, sono esplicite: “Paul ammira il Real e Zidane. E questo sarà importante per la decisione sul suo futuro”. C’è anche un’importante ammissione: “Sappiamo che il Real vuole Pogba, ma nulla è deciso: siamo soltanto nelle fasi iniziali della trattativa, saranno importanti la volontà della società e quella di Zidane”». Una confessione in piena regola, altro che le richieste velate di Venglos o gli arrivederci a dopo la Copa America di Gonzalo Higuain. Nello stesso pezzo, girano anche le cifre (12 milioni l’anno di contratto, 120 milioni per il cartellino) e si parla pure della recompra per Morata, che sembra destinato a tornare alla casa blanca.

Del resto, anche l’acquisto di Pjanic doveva far presagire uno scenario simile. Parliamo di un (altro) centrocampista quando hai in organico Khedira e Marchisio. E se il bosniaco resta il nome migliore per sostituire il crack francese, pensiamo per un attimo al tifoso bianconero: vede andare via il suo calciatore più forte per vederselo sostituire da un altro forse pure altrettanto bravo, ma senza l’appeal internazionale e forse le doti di chi sta salutando. Come se il Napoli vendesse Higuain e poi acquistasse non Ibrahimovic, ma Aubameyang o Diego Costa. Grandi campioni, certo, ma non come il Pipita. Per il quale noi stiamo facendo muro (sempre secondo i giornali) e preparando il rinnovo, altro che cessione. Eppure, Napoli si lamenta. Magari anche a Torino e dintorni c’è scoramento, chi lo sa, ma è difficile immaginare la stessa tensione che caratterizza invece il dibattito intorno al club azzurro. Che non vende Higuain, non vende Hamsik (mentre la Juve lo fa con Morata, anche se è un obbligo contrattuale), cerca di rinnovargli i contratti e pure di rinforzarsi. Quindi, come dire: attenti alla lamentela precoce. C’è chi sta (quasi) peggio di noi. Magari dire così della Juventus è esagerato, però è esagerata anche la rabbia che monta oggi intorno a Giuntoli, De Laurentiis, una campagna di trasferimenti ancora all’inizio.

Oppure, bisognerebbe fare come nel mondo fatato di Tuttosport. Dove la cessione di Pogba non è in una prima pagina occupata da Hamsik (in arrivo a Torino, ne abbiamo scritto qui) se non per una frase brevissima in un sottotitolo, dove di Morata che va via non si parla in apertura, e dove la Juventus compra solamente. Hamsik, ovviamente, ma anche Witsel e forse anche Berardi (per il quale, leggiamo sempre in prima, «l’Inter trova un muro»). Come definirla: una contro-strategia della tensione che probabilmente aiuta i tifosi a dimenticare le sventure. Che è un po’ fuori dal mondo come idea, ma forse serve a distrarre da un mare in burrasca che è solo, però, tra le righe di un articolo di giornale. E per cui iniziare a fasciarsi la testa già da ora non ha molto senso.

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