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Nicchi e i test sulla moviola in campo: «Sperimentazione inutile, occorre una prova vera»

Nicchi e i test sulla moviola in campo: «Sperimentazione inutile, occorre una prova vera»

Dopo la notizia sui test della moviola in campo, che coinvolgeranno anche l’Italia, ecco il primo parere autorevole. Parere contrario, almeno a queste condizioni. Marcello Nicchi, presidente dell’Associazione italiana arbitri, ha parlato alla Gazzetta dello Sport: «C’è stata una riunione a Londra, ora Tavecchio ci ha convocato per spiegarci cosa accadrà con questi test. Parliamo di una sperimentazione chiusa, almeno all’inizio, senza alcun impatto sulle partite o il pubblico. La mia prima preoccupazione per la prossima stagione è proprio questa: garantire un ottimo servizio in tutti i campionati senza nessuna ver novità tecnologica, a parte quella sui gol fantasma. Trovo inutile una sperimentazione di questo tipo: se ci chiedono di destinare un numero di arbitri per una raccolta di semplici dati statistici, perché questo dovrebbe accadere il primo anno, dico che non abbiamo le risorse per farlo. La soluzione sarebbe provare direttamente, senza paura, questo tipo di tecnologia. Magari, alla fine, si rivela davvero utile. I test non live non live possono essere fatti su una gara di Serie A, o Serie B, non su tutte le partite in palinsesto. Credo sia più importante garantire la gestione del campionato. A questo proposito voglio aggiungere: abbiamo già tanti problemi e polemiche con le decisioni prese in diretta. Voglio proprio vedere come facciamo a gestire situazioni virtuali. ».

Sui meccanismi della moviola in campo così come “pensata” dalla Fifa: «In teoria, potrebbe essere anche l’arbitro davanti al monitor a dare la sentenza definitiva. E questa cosa, per noi, non può passare. Chi sta dirigendo una gara deve avere l’autorità per farlo. Come pensate si possa continuare a fischiare con serenità davanti a 80mila persone quando sei stato sbugiardato davanti a tutti? La video assistenza va testata per vedere se può funzionare, ma secondo la nostra visione il collega davanti al monitor avvisa l’arbitro in campo, ma sarà quest’ultimo a rivedere le immagini e, semmai, a correggersi. Altrimenti crolla la baracca».


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