Daniele De Santis in tribunale: «La pistola non era mia, ho sparato senza rendermene conto»

Daniele De Santis in tribunale: «La pistola non era mia, ho sparato senza rendermene conto»

Prima apparizione in tribunale per Daniele De Santis, imputato per l’omicidio di Ciro Esposito, il tifoso napoletano morto a causa delle ferite riportate in occasione della finale di Coppa Italia 2014 tra gli azzurri e la Fiorentina. Il capotifoso giallorosso ha risposto alle domande del piemme sulla colluttazione che poi ha portato ai colpi di pistola fatali per Ciro Esposito: «Ho sparato io, ma l’arma apparteneva a uno dei componenti del gruppo che mi ha aggredito. Nel corso della rissa sono stato colpito alla testa dal calcio della pistola che però sono riuscito a strappare dalle mani di chi la possedeva. Ricordo bene di chi era l’arma, una persona dal fisico corpulento. Poi ho esploso inavvertitamente dei colpi, ma non ricordo neanche quanti. Ho provato a chiudere il cancello del Ciak Club, ma non ci sono riuscito e sono stato aggredito da un gruppo di napoletani che mi hanno ferito ad una gamba».

Daniele De Santis, famoso nell’ambiente con il soprannome di Gastone e difeso dall’avvocato Tommaso Politi, ha detto di non essersi “neanche reso di conto” di aver sparato a Cito e che «c’era una persona a terra». Per il difensore della famiglia Esposito, l’avvocato Angelo Pisani, quella di De Santis, è «una deposizione contraddittoria, non credibile, che rappresenta un’ulteriore, grande prova della sua colpevolezza». L’avvocato napoletano invoca severità nel giudizio di De Santis:  «Auspichiamo che il pubblico ministero chieda ed ottenga la condanna all’ergastolo, perché la massima punizione del colpevole sarà unico modo per rendere giustizia alla memoria di Ciro e alla sua famiglia».

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