Allo Juventus Stadium mancano i taxi e al ristorante di Ferrara convivono juventini e napolisti

Allo Juventus Stadium mancano i taxi e al ristorante di Ferrara convivono juventini e napolisti

Torino e lo Juventus Stadium ci hanno come al solito riservato una triste serata. L’impianto è sicuramente bello ma l’effetto della prima volta è quello ben sintetizzato da Claudio Botti oggi a Repubblica Napoli: “Come strutture e merchandising sono un secolo davanti a noi, ma è come entrare in una moschea integralista. Si respira insofferenza e intolleranza verso gli altri. Un clima escludente nei confronti di chi non era juventino. Non c’era una bella atmosfera”. Ed è quel che abbiamo provato quando abbiamo frequentato lo Stadium per la prima volta. Un’atmosfera che non si respira in altri stadi. La Juventus ha una tifoseria particolare: va in trasferta per vedere giocare la propria squadra in casa e si porta dietro quel carico di “agonismo” (potremmo definirla revanche) che si avverte.

Un neo, però, l’impianto ce l’ha. A fine partita – e questo lo abbiamo constatato per l’ennesima volta – rientrare a Torino città è un’impresa. Almeno a Milano c’è il vialone che ti restituisce la certezza della metro, a Torino sei perduto nel Nevada nella vana attesa di un taxi o di un autobus. Infatti intorno a mezzanotte si è scatenata una caccia l taxi che nemmeno la domenica pomeriggio a Roma Termini. 

Ma la triste serata di Torino riserva anche qualche sorriso, sia pure timido. In corso Vinzaglio, non lontano da Porta Nuova, c’è il ristorante da Ciro locale dei fratelli Ferrara che prende il nome dal difensore che fu del Napoli e poi è diventato colonna della Juventus. È uno strano luogo, forse uno dei pochi d’Italia dove è possibile una convivenza pacifica tra napoletani e juventini. Dove napoletani sta per tifosi del Napoli perché di napoletani juventini (“napoletano juventino, ti schifano a Napoli e ti schifano a Torino”) ce n’erano. Il fratello di Ferrara sostiene che la loro pizza non abbia nulla da invidiare a quella napoletana e in effetti è buona. Ma troppi juventini nelle vicinanze per apprezzarla fino in fondo. 

Alla fine ha ovviamente prevalso la non belligeranza, con il padrone di casa Ciro Ferrara a fare da pontiere. Tra i clienti e tra i suoi amici. La juventina Cristina Chiabotto, il volto di Gomorra Marco D’Amore, Franco Porzio olimpionico di pallanuoto, grande tifoso del Napoli: «Quando ho visto tutto lo stadio contro, ho pensato che si potesse ripetere l’impresa di Barcellona 92 quando vincemmo in un clima ostile». Eh, ci sarebbero voluti i fratelli Porzio, Sandro Campagna, Massimiliano Ferretti. Insomma, fuoriclasse. Ed è soprattutto grazie alla tavolata napoletana – Fernando Autore, Raffaele Manna, Gennaro Ambra, Nando De Iudicibus, Giancarlo Sepe, Alessandro Francesco Falcone – che il napolista è potuto rientrare in albergo leggermente meno ammaccato e quando gli juventini incontrati nel pomeriggio stavano già dormendo nelle loro stanze. La sveglia suona presto, il Sud è lontano da Torino.

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