Chiamatela España League: quattro vittorie su quattro e zero gol subite per le formazioni iberiche

Chiamatela España League: quattro vittorie su quattro e zero gol subite per le formazioni iberiche

La notte del Madrigal ma anche di tutta la Spagna. L’Europa League parla la lingua iberica, e nell’albo d’oro (7 edizioni vinte nelle ultime 12, da tre squadre diverse) e nell’edizione in corso, in cui sono ancora vivi quattro club: due provengono dalla Champions (il Valencia e il Siviglia campione in carica), due dai gironi (l’Athletic Bilbao e il Villarreal), e hanno iniziato alla grandissima questi sedicesimi. Ein plein di vittorie, quattro su quattro, indipendentemente dal paese della sfida (tre vittorie casalinghe, successo esterno per l’Athletic a Marsiglia) e pure zero gol subiti. Insomma, come dire: se questi sono primi nel ranking con 20 punti di vantaggio (!) sulla Premier League, non è solo merito di Barcellona e Real Madrid. C’è altro, molto altro.

A iniziare dal Valencia di Gary Neville, che non vive un grandissimo momento generale ma comunque asfalta letteralmente il Rapid Vienna in casa. Il 6-0 finale è un po’ la didascalia numerica a un dominio netto, totale, tra l’altro di una squadra finita seconda nel girone su un’altra arrivata prima in carrozza, davanti proprio al Villarreal. Segnano tutti: due volte Mina, una Negredo, una Rodrigo e una pure André Gomes, cercato (?) invano dal Napoli durante l’ultima sessione di mercato. Qualificazione in ghiaccio e panchina, quindi, meno fredda per l’ex terzino del Manchester.

Siviglia e Athletic Bilbao, invece, vivono la grande notte dei loro bomber. Fernando Llorente accende il Ramon Sanchex Pizjuan e realizza la doppietta che abbatte il Molde. L’ex juventino è decisivo pure uscendo: al suo posto, ecco il francese Gameiro, autore del 3-0 comodo sui norvegesi. A Marsiglia, invece, va in scena lo show di Aritz Aduriz, nuovo capocannoniere del torneo con 7 reti. Il Napolista ha già parlato di lui qui, ieri, ma Aduriz ha voluto monopolizzare ancora le cronache di una partita già suggestiva di suo, che vedeva di fronte le ultime due squadre allenate da Marcelo Bielsa. L’ha fatto così, con un gol che va visto e rivisto:

Aduriz ha 35 anni e un grande futuro disperso in una carriera da girovago che forse è stata meno preziosa di quanto promesso e premesso dalle doti. Oggi, il centravanti del’Athletic si sta regalando una seconda grande giovinezza: qualcuno l’ha definito “il Dario Hubner basco” pescando nella fantasia e nella nostalgia. Solo che di Hubner non si ricordano gol così. La quarta vittoria made in Spagna è quella del Villarreal contro il Napoli. Ma questa storia la conosciamo già.

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