Non lasciamoci travolgere dalla risacca mediatica post-Bologna, questo Napoli non deve vincere lo scudetto

sarri

È stato un attimo. Battuta l’Inter con qualche sofferenza e conquistato il primo posto in classifica (per la prima volta dopo 25 anni), il Napoli è diventato improvvisamente, in tutti i salotti tv e per la carta stampata, il candidato numero uno alla vittoria finale. Intendiamoci, nessuno si vuole nascondere ed è ovvio che dopo 18 risultati utili consecutivi tra campionato e coppa e, soprattutto, dopo il bel gioco espresso e la solidità difensiva il Napoli si sia imposto all’attenzione dei media. Quello che non torna è la “risacca” mediatica dopo la sconfitta di Bologna. Da Malfitano in giù c’è stata la corsa a ridimensionare il Napoli. Si è detto e scritto che gli avversari hanno oramai preso le contromisure, che il Napoli soffre con le piccole come l’anno scorso, che i problemi difensivi non sono del tutto risolti, che la strategia dei titolarissimi potrebbe non essere sufficiente, che la squadra è Higuain-dipendente, etc. etc.

Mentre il circo mediatico procedeva in questa operazione di innalzamento-declassamento, Sarri saggiamente cercava di mantenere tutti con i piedi per terra. Il suo non è un atteggiamento scaramantico. Al contrario, è la logica conseguenza di un ragionamento che il nuovo allenatore e il suo staff portano avanti da quando hanno messo piede a Napoli.

Sarri ha una squadra eccellente, con un campione assoluto come Higuain e una serie di ottimi elementi. In questi mesi è stato trovato un sistema di gioco convincente ed i meccanismi si sono andati via via perfezionando. Alcuni giocatori che l’anno scorso parevano smarriti, penso innanzitutto a Jorginho, sono stati recuperati. Pepe Reina in porta dà sicurezza a tutto il reparto difensivo (anche se proprio lui a Bologna ha deluso un po’). Ma tutto ciò non fa del Napoli la favorita per lo scudetto.

La rosa non è la più completa della serie A e se andiamo a ripescare le analisi post mercato questo era chiaro più o meno a tutti.

Il Napoli quest’anno non “deve” vincere. Non ha nessun obbligo in questo senso. Nessuno ha fatto proclami di scudetto e sin dalla prima giornata Sarri e la squadra ripetono come un mantra che bisogna ragionare partita per partita. Certo, per dirla con Higuain, sognare è lecito, ma da qui a considerare la sconfitta di Bologna come un campanello d’allarme per il mancato raggiungimento dell’obiettivo finale ce ne passa.

L’obiettivo del Napoli è fare un’ottima stagione, migliorando il piazzamento dell’anno scorso e andando il più avanti possibile nelle coppe. Nessuno ha chiesto a Sarri lo scudetto. Nessuno potrebbe considerare un piazzamento Champions un fallimento. Nessuno, fino a qualche settimana fa, indicava il Napoli come favorita. Ed era giusto così.

La squadra deve rimanere concentrata e lavorare, l’ambiente non si deve lasciar affascinare dalle sirene estemporanee dei commentatori e, di conseguenza, nessuno si deve far abbattere dalle critiche copiose piovute in questi giorni. Il rischio è quello di ripiombare nel circolo vizioso che troppe volte abbiamo visto a Napoli, quel “meritiamo di più” che in questi anni ci ha fatto vivere con frustrazione alcuni tra i migliori campionati disputati dal Napoli nella sua storia.

Se ad inizio campionato ci avessero proposto un contratto che prevedeva di arrivare a dicembre incassando le vittorie con Lazio, Juve, Fiorentina, Milan e Inter, l’en plein in Europa League, Gonzalo capocannoniere e il terzo posto a due punti dalla prima, avremmo firmato tutti. Non eravamo condannati a vincere con Benitez, a maggior ragione non lo siamo con Sarri.
Fabio Avallone 

Napoletano, Napolista, Europeista e scientista classe 1975. Cresciuto tra i King Crimson, Maradona e Jorge Luis Borges.

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