La Mura e Abbagnale riportano l’Italia sul trono mondiale del canottaggio: tre napoletani nel “quattro senza” d’oro. C’è anche il nipote di Carlo Rolandi

La Mura e Abbagnale riportano l’Italia sul trono mondiale del canottaggio: tre napoletani nel “quattro senza” d’oro. C’è anche il nipote di Carlo Rolandi

Il canottaggio italiano torna sul tetto del mondo. E con l’Italia torna anche Napoli. Ad Aiguebelette, in Francia, dopo vent’anni l’Italia torna a vincere la medaglia d’oro ai Mondiale nel quattro senza. E dei quattro ben tre sono napoletani: Marco Di Costanzo (Fiamme Oro), Matteo Castaldo (RYCC Savoia), Giuseppe Vicino (Fiamme Gialle). Matteo Lodo è di Terracina. “È un successo dell’Italia di La Mura e di Peppe Abbagnale. Questi ragazzi sono stati fantastici e l’Italia deve essere orgogliosa di vederli a Rio il prossimo anno”, ha detto il presidente del Coni Giovanni Malagò, presente sugli spalti Aiguebelette (Francia) insieme a Carlo Mornati, altro napoletano, responsabile della Preparazione Olimpica, che fu tra i vincitori vent’anni fa ai Mondiali di Tampere e alle Olimpiadi di Sydney vinse, sempre in questa specialità, la medaglia d’argento.

È la vittoria di Abbagnale e La Mura, rispettivamente presidente e direttore tecnico. Di entrambi c’è poco da aggiungere. La Mura fu lo scopritore degli Abbagnale, da sempre è stato il motore del canottaggio italiano. Per un decennio, dal 1993 al 2004 fu direttore tecnico: sotto la sua guida il canottaggio italiano conquistò 76 medaglie tra Olimpiadi, Mondiali ed Europei. Poi l’incredibile accantonamento da parte della Federazione. E tre anni fa il ritorno.

Il quattro senza italiano ha vinto con un grande finale di gara in cui ha rimontato l’Australia per passarla a 200 metri dal traguardo. Primi con quasi due secondi di vantaggio, terza la Gran Bretagna.

Nel comunicato della federazione si legge: “Un quartetto che, con tanta voglia di affermazione e, per alcuni di loro, anche con la volontà di riscatto per non essere stati considerati nel passato come meritavano, è riuscito in un’impresa che mancava dall’Italia da ben venti anni e cioè dal mondiale di Tampere 1995 (epoca del dt Giuseppe La Mura)”.

Il riferimento è soprattutto a Matteo Castaldo, il più “anziano” con i suoi trent’anni e uno spirito di rivalsa non indifferente visto che era stato accantonato dalla precedente guida tecnica. Castaldo, che è nipote del mitico Carlo Rolandi cinque Olimpiadi con la vela, anni fa passò dalla Canottieri al Savoia creando un po’ di scompiglio. Una scelta che lui nel 2011 spiegò così: «Non si fa per cattiveria, ma solo perché ci sono società che investono. Quando fai tante ore di allenamento al giorno, non puoi perdere tempo e ti poni degli obiettivi importanti da raggiungere, per cui scegli la società che ti permette di raggiungerli. Ho parlato con Andrea Coppola (il suo allenatore, oggi capo del settore maschile della Federazione, ndr), lui mi ha spiegato qual era il suo intento e, così, ho deciso di seguirlo insieme ad altri. Allo stato attuale era l’unica società, a Napoli, che ci poteva garantire quello che nessun’altra ci poteva dare. E non parlo di soldi, perché non ne percepiamo, ma di progetti. Alla Canottieri Napoli, la situazione era delicata, è un momento di transizione. Per me comunque è come se fosse casa mia, la mia società sarà sempre quella, sono socio e devo molto a loro”. Ha gareggiato a lungo nel due senza, poi il recente cambio coronato la medaglia d’oro di oggi in Francia

La finale: 1. Italia (Marco Di Costanzo, Matteo Castaldo, Matteo Lodo, Giuseppe Vicino) 5.46.78, 2. Australia 5.48.74, 3. Gran Bretagna 5.49.00, 4. Canada 5.50.12, 5. Germania 5.53.01, 6. Olanda 5.55.26

ilnapolista © riproduzione riservata