Il taccuino di Benitez / Ora Napoli-Juventus. Spalla a spalla.

Il taccuino di Benitez / Ora Napoli-Juventus. Spalla a spalla.

Cesena-Napoli 1-4, il taccuino di Rafa (Omaggio a Pino Daniele)

Tengo Koulibaly in panchina perché è in diffida e non voglio perderlo domenica contro la Juve. Anche se so che qualcosa pagheremo al centro della difesa. “Non sai quanto mi manchi e forse oggi di più”.

Non è nemmeno cominciata la partita e in tv già dicono che il Napoli concede troppo agli avversari. “Ma passanno quaccheduno votta ll’uocchie e se ne va”.

Nel far girare la palla, ne abbiamo perse troppe lungo la linea del fallo laterale. Troppi rischi e troppa iniziativa lasciata al Cesena nei primi 25 minuti. “Ma che parlamme a fa’ sempe de’ stesse ccose”.

Ogni volta che Britos tocca il pallone, c’è una specie di brusio nell’aria. Messo vicino ad Albiol, i brusii passano a due. “E sale e sale e salirà, quest’ansia che ci unisce”.

Poi Callejon e ci siamo sbloccati. “Ma nun da’ retta, ce sta chi ce penza”. 

Hamsik. Due assist, uno sporco e uno splendido. Molti palloni giocati, più del solito. Molto movimento. Un gol. “Me sento ‘a guerra il resto non lo so”.

Perfino Higuain è più sereno. Merito della Supercoppa. Viene servito con continuità, non è più abbandonato in attacco. “E tu saje ca’ nun si sulo”.

C’era anche un rigore per noi. Tocco di mani in area nettissimo. “Che stanno chine ‘e sbaglie, fanno sulo mbruoglie”.

Rafael alla Reina. Un rilancio veloce da cui nasce il gol del 2-0. Un gol con tre tocchi. “E ‘a tristezza se ne va”.

Bene Maggio. Ma con Ghoulam in Coppa, Zuniga infortunato, Strinic appena arrivato sugli esterni siamo ancora un poco in emergenza. “E nuje tirammo annanz’ che rulore ‘e panze”.

Giochiamo sempre un po’ così, sospesi fra la cazzata imminente e la stronzata dietro l’angolo. “Tutt’e juornë po’ cagnà’, ogge è deritto, dimane è stuorto”.

Un’incertezza di Albiol. “Si putesse fà chello ca me vene, t’appicciasse ccà”.

Uno svarione di Henrique, una amnesia di Britos. “Gente distratta che viene e va”.

Però abbiamo lottato sempre. “Se haje suffri’, caccia ‘a currea”.

Lucchini che sbatte sul palo nell’azione del gol di Higuain mi ricorda il portiere del Borussia sulla punizione di Insigne. “Puozze passa’ ‘nu guajo p”o mmale ca me faje”.

Dentro Mertens, fuori De Guzman. Non è contento, non mi saluta. “E dimme quacchecosa nun me lassa’ accussì”.

Esce Gargano, entra Jorginho. In tv dicono che è un cambio offensivo. “Si se ‘ntosta ‘a nervatura, metto ‘a tutti ‘nfaccia ‘o muro”.

Bravissimo Brienza, ma è un altro gol subito da calcio piazzato. “Me so’ scucciato ‘e parla’ e dire ogni volta quel che ho dentro e poi star male”.

Un allenatore deve essere sempre insoddisfatto, anche dopo un 4-1. “Voglio di più di quello che vedi”. 

Per questo mi sbraccio, urlo, dalla panchina mi faccio sentire. “E resto in piedi a parlare un po’ di quello che non va”.

Lazio raggiunta. Vediamo come va il derby di Roma, vediamo come finisce al San Paolo domenica. “Sarà, un’altra strada che ci sarà e forse arriveremo in tempo”

Anche se mancano cinque giorni alla partita con la Juve, non risparmio Higuain. In campo per 90′. “E allora resta, resta cu’ mme'”.

Ora Napoli-Juve. Spalla a spalla. “Je sto’ vicino a tte”.
Il Ciuccio

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