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Sindacati di Raisport, non revocate lo sciopero del 3 maggio

Una sciagura rischia di abbattersi sul Napoli e i suoi tifosi. I giornalisti di RaiSport hanno proclamato uno sciopero dal 3 al 5 maggio, proprio in concomitanza della finale di Coppa Italia all’Olimpico contro la Fiorentina. In questo modo la partita andrebbe in onda senza telecronaca, senza le sciòns che Cerqueti individua ogni volta che l’avversaria del Napoli varca la linea di centrocampo. Senza la puntualità di Antinelli nel rimarcare che sì, ci sono stati dei cori anti-napoletani ma che significa, i napoletani avranno sicuramente fatto qualcosa di male prima. La partita andrebbe in onda senza l’introduzione di Mazzocchi, sensibile cantore delle vicende del Napoli già durante le semifinali con la Roma e prezioso ospite nelle tv napoletane del lunedì. Salterebbe anche il salotto post-partita, probabilmente con Lollobrigida, brillante e spiritoso come un acquazzone il 2 novembre. La sciagura, terribile, è che esiste ancora tutto il tempo utile affinché lo sciopero sia revocato. Sarebbe un’ipotesi dolorosa, un danno insopportabile e non all’altezza di un servizio che si definisce pubblico. L’auspicio è che i sindacati tengano duro e che non cedano dinanzi alla tragica evenienza di una finale privata dei soli effetti sonori. Una partita con l’audio originale sarebbe il giusto riconoscimento ai tanti che pagano il canone e che chiedono a RaiSport quotidianamente un’informazione non di parte. Mai più un Nando Martellini, questo deve essere lo slogan della campagna di opinione che noi tifosi del Napoli siamo chiamati a questo punto a mettere in atto. Con hashtag Twitter immancabile: #noncomemartellini. Nando Martellini, ve lo ricorderete, andò regolarmente in diretta il giorno della finale dei Mondiali del 1982, con una speciale deroga per consentire ai telespettatori a casa di avere una voce durante Italia-Germania nonostante lo sciopero. Scongiuriamo questa disgrazia. E’ la nostra sciòns.
Il Ciuccio

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