I promossi e i bocciati del professor Trombetti. E infine un sogno…

Condivido in pieno il senso dell’intervento di Max Gallo. Dopo tre sconfitte si rischia di entrare in un tunnel depressivo. Quindi l’importante è vincere. Per invertire subito la tendenza. E poco importa come si gioca. Tanto per giocare bene c’è sempre tempo. Pertanto benvenuta la vittoria ed i quattro goal contro la Lazio.
Quattro goal che, a dispetto della qualità molto bassa del gioco espresso, sono stati tutti di eccellente fattura.
Poi magari disputi una grande partita, intensa e spettacolare, e vinci grazie a un rimpallo o a una deviazione. Se vinci!
Ma questo è il bello del calcio.
Ora a bocce ferme, ed avendo accolto la vittoria con il necessario entusiasmo, facciamo due chiacchiere su quelli che a Roma sono apparsi i problemi più urgenti da affrontare.
In primis vi è una emergenza Armero. Se tutto si riducesse alla partitaccia contro la Lazio, transeat. Ma non è così purtroppo. Gli errori, per di più su palle elementari, commessi nelle ultime partite dal colombiano formano un campionario allarmante. Con Zuniga e Mesto fuori causa per un tempo ancora non chiaro, il problema è certamente serio. Speriamo che il nuovo acquisto, il trentaquattrenne Reveillere, rappresenti una soluzione.
Vi è poi la questione del secondo centrale difensivo. Su Albiol vi è poco da dire. Ottimo difensore. Ma Britos o Fernandez, a turno, condiscono anche le loro migliori esibizioni con almeno uno svarione da serie C. Questa, insieme alla già citata questione Armero, è una vera croce. Perché toglie sicurezza alla intera squadra.
Le grandi squadre hanno innanzitutto una grande difesa. Non lo dimentichiamo mai.
In mezzo al campo il problema è duplice. Di modulo e di singoli. Sul modulo che dire? Benitez ripete che nel mondo si gioca così. 4-2-3-1. Ma se i “2” devono amministrare il centrocampo, hanno bisogno del sostegno di almeno un esterno (se non dei due esterni). E Armero e Maggio francamente non mi sembrano oggi come oggi in condizione di fornire un contributo significativo.
Sul piano delle individualità, poi, nulla da dire su Behrami che fa fino in fondo, e benissimo, il suo mestiere. Morde, recupera, riparte… Insomma eccellente. Inler invece va a corrente alternata. Contro la Lazio, ad esempio, ha commesso degli errori imperdonabili. Spesso lento e impacciato. Però, sic stantibus rebus, difficile rinunciarvi. Certamente se avessimo Pirlo…..
Sulle qualità tecniche di Higuain, Insigne, Pandev, Mertens nulla da dire. Sono senza dubbio, individualmente e nel complesso, la vera forza del Napoli. Quando combinano tra di loro non ce ne è per nessuno. Oddio, tutto è migliorabile ma… non lamentiamoci della grazia di Dio!
Hamsik lo lascio per ultimo. Intanto perché non so dove metterlo. Con i centrocampisti o con gli attaccanti? E poi perché è la mia vera croce e delizia al cor.
Fuoriclasse autentico, in potenza.
Giocatore discontinuo in atto.
Sono convinto che nei piedi e nella testa di Hamsik è riposta, ad oggi, la possibilità del Napoli di fare un grande salto di qualità. Se si verificasse come in un sogno un miracolo e lo slovacco giocasse tutte le partite anche soltanto all’ottanta per cento delle sue possibilità il Napoli…. ma purtroppo
I sogni son desideri
chiusi in fondo al cuor
nel sonno ci sembran veri…
Guido Trombetti

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