Milano guarda Napoli / Intervista impossibile a Gianni Brera

Bosisio Parini, domenica 24 novembre (il giorno dopo Napoli-Parma). È in questo delizioso piccolo paese sul lago di Pusiano, meno di un’ora da Milano, che Gianni Brera aveva messo su casa per i giorni di riposo e di vacanza. Una casa molto bella, molto legno e molti vetri, affacciata sul lago in mezzo al parco che lo circonda. Un parco dove la domenica scorrazzano i bambini, le badanti dell’est fanno il picnic sulle panchine e i cani tirano il guinzaglio dei padroni.
Della casa di Gianni Brera oggi purtroppo restano solo le rovine dopo che un incendio qualche mese fa l’ha devastata. Di Brera peraltro sono rimaste altre tracce: tantissimi libri donati alla biblioteca del paese, un pezzo di passeggiata lungo il lago reso possibile per la cessione del suolo appartenente alla villa, un attracco per le barche donato al Comune dallo scrittore. E naturalmente il suo spirito, che aleggia nell’aria. Ecco che, con l’aiuto degli amici milanes che mi accompagnano, nasce una intervista impossibile al Maestro. Tema obbligato (per me) il Napoli.

Buongiorno Maestro, venendo qui non potevo non evocarla e chiederle un intervista per il Napolista, un magazine che…

“Conosco, conosco. Il Napolista mi ha omaggiato riportando alcuni miei pezzi, lo seguo con simpatia. Mi dica, a parlare di calcio sono sempre pronto”

Beh naturalmente volevo chiederle del Napoli…

“Il Napoli. Il Napoli di quest’anno è una squadra femmina. Con il quartetto internazionale di ballerine che si alterna dietro al satanasso argentino (Macedonia, Belgio, Spagna e Napoli) può rendere al meglio solo se è l’avversario a farle contro un gioco intraprendente, comunque vigoroso. Le ballerine hanno bisogno di spazio per danzare, se no si vanno a infrangere contro i macigni delle difese opposte”

Ma veramente Benitez sostiene un calcio offensivo, come il suo padre spirituale Sacchi

“El Rafa è un gran furbone. La cosa più vera che ha detto è stata: il calcio è bugia e così lui non si smentisce. Osanna Sacchi ma predispone la squadra a sfruculiare, come dite voi, gli avversari e poi colpirli in contropiede. Non ha visto che due delle ballerine di solito giocano da terzini aggiunti ? Il sacchismo a parole di El Rafa è fumo negli occhi… Per vostra fortuna lui è estraneo all’eretismo podistico del sacchismo. A proposito di fumo, non avrebbe un sigaro? Quassù non li passano”

Veramente non fumo sigari, ma… Ecco questi dei miei due amici che sono con me. Un milanista e un interista.

“Non mi sorprende che la accompagnino due tifosi delle squadre di Milano. Non avendo mai vinto molto, Napoli non è né invidiata né detestata dai milanesi, molti dei quali hanno radici napoletane. Poi c’è la teppaglia stupida, ma quella è un’altra storia”

Lei come vede il futuro del campionato per il Napoli?

“Direi bene, a parte le panzer divisionen della Juventus che sono difficili da fermare… Naturalmente, va ribadito il dubbio già molte volte espresso, circa la maturità del pubblico napoletano, tuttora più appassionato che competente. Se fischia al minimo indugio, necessario, per la ricerca di spazi più idonei all’impostazione, addio …”

Ecco, a questo proposito le volevo chiedere…

“Mi scusi ma ora devo andare. Qui sono molto rigidi con gli orari di pranzo. Visto che siete qui vi consiglio una trattoria dove fanno un ottimo lavarello lardellato con porri e salsa greca e un tortino di porcini su fonduta di formaggi. Che Eupalla vi guidi!”
Bruno Patierno

ilnapolista © riproduzione riservata