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I dieci errori più gravi del 2013

Le liste di fine anno del Ciuccio / I 10 errori più gravi del 2013

10) I rigori di Cavani. Ne sbaglia uno con il Chievo che poteva riaprire la partita e uno con il Genoa, ininfluente. Dagli 11 metri è sempre tremarella.

9) De Sanctis a Firenze. Un anno pieno di incertezze, porterà all’addio. Il picco è il gol preso a centrocampo da Roncaglia.

8) I fischi dopo la Samp. Finisce 0-0 al San Paolo, la sera prima la Juve aveva perso con la Roma. La gente allo stadio fischia la squadra. Cannavaro si lamenta del campo. La corsa scudetto si complica, di fatto finirà con l’1-1 nello scontro diretto. Ma tanta ingenerosità verso una squadra comunque seconda.

7) Il turnover in Europa League. Una gestione scellerata della rosa fa dividere il gruppo in due, titolari e riserve. La conseguenza sarà un calo di tensione con il Viktoria Plzen, eliminazione ai sedicesimi, collocazione del Napoli in quarta fascia al sorteggio Champions.

6) Maggio a Cagliari. L’ultimo di una serie di errori individuali che non consentono al Napoli di Benitez di gestire le partite come vorrebbe. Una palla calcolata male su un campo mal ridotto ci costa due punti.

5) Hamsik a Torino. Ha la palla buona sul destro per rimettere in piedi la partita cominciata un salita con il gol di Llorente. La mette sull’esterno della rete.

4) Pandev a Roma. Lanciato da solo verso la porta di De Sanctis si fa parare il tiro che avrebbe dovuto tentare un passo prima. Si poteva andare in vantaggio, sarebbe stata un’altra partita.

3) Cannavaro a Roma. Entra al posto di Britos infortunato, causa la punizione dell’1-0 all’ultimo tiro del primo tempo e il rigore su Borriello del 2-0. Finisce così la sua avventura napoletana.

2) Higuain a Dortmund. Solo davanti a Weidenfeller, sbaglia un gol che non avrebbe sbagliato mai. Peserà, eccome.

1) L’autogol di Zuniga. In affanno, entra scoordinato sul pallone e in 10 contro 11 regala al Borussia del 2-1 al San Paolo. Sembra un piccolo neo insignificante su una serata di gioia, invece alla fine si rivelerà decisivo per il passaggio agli ottavi di Champions.
Il Ciuccio

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