Juventus-Napoli, nove gesti da ricordare. Il decimo? Stasera

Le parate di Bugatti. E’ il 24 novembre 1957. Si dice che il portiere Bugatti abbia 38 di febbre alla vigilia. Non è pre-tattica, è vero. Ma in campo vuole esserci. Meno male. Sarà il migliore in campo. Parate da fenomeno su Sivori, Charles e Boniperti. Napoli in vantaggio, poi raggiunto e nel secondo tempo vincitore: 3-1.

L’uscita di Carmignani.
E’ il 6 aprile del 1975. La famosa partita in cui nasce la leggenda di Altafini core ‘ngrato. Partita chiave per lo scudetto che il Napoli di Vinicio va a giocare in casa della Juve. Sull’1-1, a pochi minuti dalla fine, l’anziano José si alza dalla panchina con il numero 13 dietro le spalle. Ha un contratto a gettone. La Juve gli paga le partite che gioca. Entra e fa gol. Un gol che nasce da calcio d’angolo, uscita a vuoto di Carmignani, Cuccureddu prende il palo, Altafini respinge in gol. Ciao scudetto.

Il sobbalzo di Agnelli. Nove novembre 1986. Il giorno in cui capiamo tutto. Capiamo che è arrivato il momento. Diego è in campo con un occhio nero, il Napoli vince rimontando l’iniziale svantaggio subito da Laudrup. Una percussione centrale di Renica, in slalom fra i difensori juventini, annuncia cosa sta per succedere. Con la sigaretta fra le dita, in tribuna, l’avvocato Agnelli sobbalza sulla poltroncina. Poi tre gol. Poi lo scudetto. Una di quelle partite in cui tutti ricordano dov’erano.

La volata di Careca. E’ il 20 novembre del 1988. Gianni Agnelli porta Kissinger in tribuna al Comunale: gli Usa stanno preparando il loro Mondiale. Carnevale dopo 3 minuti porta il Napoli in vantaggio. Kissinger mormora: “Beautiful”. Agnelli applaude. Il bello arriva dopo. Quando Careca palleggia gamba, gamba, piede, e vola a destra per ricevere il passaggio, tocca dolce verso la porta, un difensore juventino che non ricordo salva sulla linea, ma sulla respinta un azzurro. Chi è? Sempre Careca. Nel frattempo rientrato in campo, affamato di gol. Due a zero. Finirà 5 a 3 per noi. Una di quelle partite in cui tutti ricordano dov’erano.

L’espulsione di Galli. E’ il 6 gennaio del ’91. Sta finendo un ciclo, non l’abbiamo ancora capito. Solo pochi mesi prima, il Napoli aveva stracciato la Juve in Supercoppa. Diego si è infilato nel tunnel buio. Dopo mezz’ora Giovanni Galli esce a peso morto dall’area su Julio Cesar lanciato a rete, lo travolge, espulsione. Al posto di Venturin entra un ragazzino, Pino Taglialatela. Tre parate, di cui due strepitose. Fino all’episodio che decide la partita a 2 minuti dalla fine. Rinvio sghembo di Rizzardi, Casiraghi controlla con un braccio e fa gol.

Il tacco di Imbriani. Primo ottobre ’95. Il Napoli di Boskov. L’uomo che una volta saltata la trattativa per avere Filippo Inzaghi in prestito dal Parma, dice: “Cosa me ne facevo di Inzaghi? io ho Imbriani”. Il povero Carmelo fa una giocata fantastica nel giorno in cui sul campo della Juve finisce 1-1. Un colpo di tacco al volo che per poco non diventa un gol.

Il tiro a giro di Protti. E’ il 15 marzo del ’98. Il Napolino che si avvia mestamente verso la retrocessione trova un sussulto d’orgoglio in casa della Juve. Montefusco allenatore, Juliano gli tiene compagnia in panchina. Facci impazzisce con Del Piero, in compenso Rossitto argina Zidane. Questi siamo. Ma il gol del 2-2 è un capolavoro di Protti, cannoniere mancato. Controlla con uno stop a rientrare di destro un pallone che arriva di sinistra, sul sinistro se lo porta e batte con un tiro a giro Peruzzi. E poi andiamo in B.

Il piatto all’incrocio di Hamsik. Trentuno ottobre 2009. Quasi novembre. Ventitre anni dopo torniamo a vincere a Torino. Sotto per 2-0, il Napoli rimonta con gol di Hamsik e Datolo. Negli ultimi minuti Marek piazza il gol del 2-3 finale, un piatto destro al volo giocato in corsa, avanzando verso l’area, piazzato all’incrocio dei pali. Festa, e che festa.

La punizione di Cavani. Venti ottobre 2012. La palla che se fosse entrata, chi lo sa. Calcio di punizione allo Juventus Stadium. Cavani da sinistra mette in mezzo un pallone carico di veleno: traversa. Il Napoli tiene la partita quasi fino in fondo. Quasi. Prende due gol uno dietro l’altro nella fase finale della partita. La Juve prende 3 punti di vantaggio, la riprenderemo più avanti in inverno, a febbraio siamo ancora in testa dopo aver battuto il Catania, ma lo scudetto finisce lì.
E il decimo, a questo punto il decimo lo mettiamo stasera.
Il Ciuccio

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