A Roma solo rabbia e noia, Benitez eviti interviste alla Mazzarri

Pandev sbaglia una rete solo davanti al portiere. Insigne ribadisce , ad un metro dalla
porta,la sua avversione al goal nonostante possieda straordinarie sue doti tecniche. Cannavaro entra e fa due falli. Il primo provoca la punizione del primo goal della Roma. Il secondo il rigore del secondo goal della Roma. Ma il rigore c’era …non c’era…rigore é quando arbitro fischia! In questi quattro episodi la sintesi di Roma-Napoli. Tutto il resto sono chiacchiere da caffè . E niente mi provoca l’orticaria più dell’ascoltare la frase “in fondo abbiamo giocato bene”.
Allora ribatto “e figurati se giocavamo male…avremmo perso quattro a zero?”
Ma che vuol dire “abbiamo giocato bene”? Pensiamo ai raffinatissimi tocchi smarcanti di Lorenzinho? Alle sue veroniche? Alle sue conversioni al centro che irritano Ilaria Puglia? O forse pensiamo alla maestria di Pandev nel giocare spalle alla porta? Ma dai! Siamo seri. Non ci restano che i due goal mangiati da scamorze e i falli di! Cannavaro. Tutto il resto ….é noia…maledetta noia. O forse meglio tutto il resto ….è rabbia…maledetta rabbia.
Francamente discorsi da sapientoni su tattiche e schemi proprio non se ne scendono. Una singola ogni partita di calcio la decidono quattro o cinque episodi.
Contro la Roma in fondo “gli episodi” decisivi sono stati quattro. I due già citati, protagonisti Pandev ed Insigne. E i due che hanno visto protagonista Paolo Cannavaro.
Se poi proprio vogliamo parlare del gioco facciamolo. E qualcuno mi dica quanti tiri in porta ha fatto il Napoli fino al momento del secondo goal della Roma.
D’altro canto se è vero che contano gli episodi è del tutto evidente che più i giocatori sono forti più spesso gli episodi ti sono favorevoli. Questo non si registra in una singola partita.Dove il caso la può far da padrone. Ma certamente vien fuori nell’arco di un intero campionato. Certamente la rosa del Napoli ha delle crepe. La difesa non è stata rinforzata adeguatamente. A centrocampo manca una alternativa a Berhami. E siamo privi di una riserva decente di Higuain.
Un discorso a parte merita Hamsik. Lo considero , quando gioca, uno dei più forti, se non il più forte, centrocampista offensivo al mondo. Ma il punto, purtroppo, è tutto in quel ” quando gioca”. Se ci pensate bene può apparire strano che per Cavani e Lavezzi si siano presentato acquirenti ad offrire fior di dobloni. E per il gioiellino slovacco nulla. Nessuno lo insegue. Nessuno lo corteggia. Forse la spiegazione è proprio nella sua scarsa affidabilità. In questo suo rendimento altalenante che lo fa essere assente dalla scena per un gran numero di match. E mancare quasi tutte le occasioni decisive. Ciò in un calcio quantitativo non è accettabile. Resto convinto che Hamsik sia insostituibile per il Napoli. Nel senso che il contributo del miglior Marekiaro rende il Napoli uno squadrone. Mentre il Marekiaro delle ultime partite diventa quasi una palla al piede.
Poi il giallo Higuain. Che fino a quindici giorni fa sembrava avere cancellato il ricordo di Cavani. E che invece ha cominciato ad insinuare nei tifosi il seme di dubbi e sospetti. Perché non ha giocato a Roma? E perché in quei pochi minuti che ha giocato ha dato l’impressione di farlo controvoglia? Magari sarà uno che per viltate ha fatto il gran rifiuto…
Benitez è già ad un bivio. Ha un bel dire che la partita con la Roma non era decisiva, che ci sono ancora da giocare novanta punti. Faccia attenzione Benitez.
Napoli è città umorale. L’amore e la stima sono sentimenti fortemente instabili, qui alle falde del Vesuvio.
Il tecnico spagnolo in un attimo ha conquistato fiducia e simpatia. In un attimo può perderli.
Eviti interviste alla Mazzarri “abbiamo giocato bene…il rigore…” No, così non va.
Dica ai tifosi la verità su quanto vale secondo lui questo Napoli. Non favorisca misteri intorno ad Higuain ma dica la verità. Quale che sia, meglio la verità. Anche se magari è poco credibile perché è la più semplice che si possa immaginare. Diceva Dostojesky “la verità autentica è sempre inverosimile. Per renderla più credibile occorre assolutamente mescolarvi un po’ di menzogna”.
Guido Trombetti

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