E Paolo Cannavaro telefonò a Mazzarri

“Pronto mistèr”.
“Chi è?”.
“Mistèr, so’ Paolo”.
“Paolo Rossi?”.
“No, mistèr, Paolo…”.
“Paolo Maldini?”.
“No, mistèr, so’ Paolo…”.
“Paolo e Francesca, Paolo e Chiara…”.
“No, mistèr, so’ Paolo Cannavaro”.
“Oh, Paolo grandissimo, come stai?”.
“Eh, mistèr, veramente…”.
“Innanzitutto, homplimenti per la bella vittoria di domeniha e per la tua meravigliosa partita”.
“Mistèr, quale partita? Io veramente non ho giocato…”.
“Home non hai giocato?”.
“In campo sono entrato solo per abbracciare i compagni dopo i gol”.
“Bah, ho guardato distrattamente la partita, son stato al ristorante, lo sai, mi honosci, non è che sto lì a guardare hosa fanno gli altri, ma ho visto una difesa perfetta e allora avevo pensato che tu…”.
“Eh, no, mistèr”.
“Scusa, Paolo, e chi ha giohato al tuo posto?”.
“Albiol”.
“Albiol?”.
“Albiol”.
“Aspetta un attimino, rihordami, Albiol… quello… quello che avete preso dalla Reggi…”.
“Quello del Real Madrid, mistèr”.
“Real, giusto. Rihordavo una mezza hosa di monarchia, e dicevo Reggina, ma certo, certo, il Real…”
“Mistèr, qua non si capisce niente più. La difesa a tre non si fa più, i lanci lunghi non si fanno più”.
“Eppure la difesa a tre, Paolo, l’ho inventata io e me l’hanno hopiata tutti”.
“Mistèr, qua è arrivata gente da fuori! Gente incredibile! Gente che non si sa tuffare da sopra a una barca. Gente che sotto alle scalette dello spogliatoio, prima di salire in campo, non bacia a san Gennaro”.
“Incredibile, Paolo”.
“Mistèr, gente che quando andiamo a mangiare fuori si prende la pizza wiustèll e patatine”.
“Pazienza, Paolo, pazienza”.
“No, mistèr, Pazienza non ci sta più. Sta a Bologna”.
“No, dicevo, Paolo, pazienza, porta pazienza”.
“Ah, pazienza. Io avevo capito Pazienza”.
“Eh sì, avevo detto proprio pazienza”.
“Sì, sì, vabbè, mistèr, ci stiamo arravogliando, ma adesso ho capito”.
“Hai visto invece la mia Inter?”.
“Ho visto, mistèr…”
“Che spettaholo, no?”.
“Bella, l’Intèr”.
“Abbiam fatto possesso palla, abbiam tirato in porta più di loro, avevo alcuni ragazzi stanchi perché la sera prima eran stati alzati fino a tardi per legger le favole ai bambini, ce n’è due che hanno i bimbi piccoli e dunque si riposa poho e male, c’è Handanovic che la moglie gli chiede di lavare i piatti la sera e mi arriva ad Appiano hon le mani indolenzite e nelle uscite alte può esser un problema, ma io ho saputo superare tutte queste difficoltà”.
“Ma si vede, mistèr, si vede”.
“Quando son arrivato all’Inter, non dimentihare che qui eran ultimi a 0 punti in classifica. Ora siam primi con il 100% dei punti honquistati. La difesa non ha mai preso gol. Mi pare che a san Siro non si vincesse da 4 mesi. Quattro mesi, hapisci?”.
“Vabbè, mistèr, però c’è stata l’estate di mezzo…”
“Tutti i gol fatti son arrivati da uomin diversi, significa che c’è un gioco, c’è un’idea, c’è una squadra. Son soddisfatto, via”.
“Mistèr, mo’ ti prendono pure Eto’o”.
“Mah, non lo so, Paolo, ho qualche perplessità su Eto’o”.
“Per gli anni?”.
“Nooo, mica per gli anni. Anzi. Anzhi. E’ uno che hon me e i miei metodi, il mio modo di lavorare che mi pare non porti infortuni e che tutti adesso mi hopiano, potrebbe dar tanto ancora a lungo”.
“E allora, mistèr?”.
“Non mi pare abbia i movimenti giusti per fare un lavoro come quello che mi facevan Bianchi e Amoruso alla Reggina. E poi toglierebbe spazio a Ihardi, a Belfodil, che son du’ giovani che vorrei valorizzare, che vorrei lanciare home meritano, che son già pronti per i grandi palcoscenici”.
“Mistèr, mi stai facendo uno scherzo, è vero?”.
“No, davvero, con huesti ragazzi abbiam fatto un investimento. Abbiam fatto un grande mercato, Paolo. Abbiam preso Taider, che da quando sta qui con noi è migliorato moltissimo, adesso si muove come Neeskens ma con il passo di Deyna. Può far benissimo quello che mi facevan Gazzi e Amerini alla Reggina, via. E poi devo lanciare altri giovani: Alvarez, Wallace, Kovacic”.
“Altri giovani, mistèr? Ja’, mistèr, mi stai sfuttenno”.
“Shhhh, Paolo, stanno Moratti e Branca qua vicino, non mi posso far sentire. Qua dicono che Taider è forte, che Ihardi e Belfodil son forti, che Guarin deve giocare alla Hamsik. Io faccio finta di pensarla home lloro, dico di sì, poi andiamo in hampo, faccio giocare Cambiasso e aspetto Zanetti”.
“Mistèr, ma non ci sta un posto pure pe’ mme dentro all’Intèr?”.
Il Ciuccio

Avvertenza
Il contenuto del presente testo è immaginario e nulla di quanto qui detto risponde a realtà. Si tratta di un testo “letterario”. Riferimenti a persone e fatti narrati sono finalizzati alla finzione ma destituiti di ogni fondamento reale.

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