Confederations: Italia, attenta al Messico

Arriba Mexico! Nel Maracanà di Rio, il teatro mondiale del calcio brasiliano, ristrutturato e ridotto da 200mila posti a 78.838, sarà la nazionale messicana il primo avversario dell’Italia al debutto della Confederations Cup nel gruppo che comprende anche Brasile e Giappone. Si qualificano per le semifinali le prime due formazioni dei due gruppi.
Poiché l’Italia di Prandelli è giunta in Brasile con le ruote sgonfie (il deludente pareggio di Praga senza gol), poi bucate da Haiti (2-2 nell’amichevole di cinque giorni fa a Rio), nonostante la facciata di serenità qualche preoccupazione c’è per l’esordio contro i messicani. Non stanno bene neanche i centroamericani che vengono da tre partite con due pareggi e una vittoria per 1-0, unica rete del trittico, gare valide per le qualificazioni mondiali contro le nazionali del Centroamerica. E il tecnico José de la Torre è più in bilico che mai.
Il Messico, comunque, è squadra patriottica. I giocatori sentono molto l’orgoglio nazionale e daranno il massimo contro l’Italia. Sono veloci e tosti. Tre anni fa, alla vigilia del Mondiale 2010 in Sudafrica, batterono l’Italia di Lippi (2-1) in un’amichevole a Bruxelles, unico successo messicano nei confronti con l’Italia, poi sei sconfitte e quattro pareggi. In quella nazionale giocavano Barrera, Torrado, Salcido, Guardado, Hernandez, Dos Santos che vedremo al Maracanà.
Prandelli mischia le carte. Abbandonato il 4-3-3 “spettacolare” per le difficoltà dei centrocampisti e lo scarso aiuto degli attaccanti nei rientri, il ct azzurro rinuncia anche al 4-3-1-2 e rinforza la zona centrale con tre giocatori sulla linea mediana (De Rossi, Pirlo, Montolivo) e due più avanti (Marchisio e Giaccherini, il migliore nelle ultime prove). Punta solitaria Balotelli (risentimento muscolare l’altro ieri). Ecco, dunque, il 4-3-2-1 con cui l’Italia affronta il Messico che non è solo una nazionale di ardimentosi lottatori, ma hanno tecnica e un temibile gioco palla a terra, ficcanti sugli esterni, specie a destra con Barrera, 25 anni, ala che punta il difensore e va. Naturalmente la “stella” è il Chicharito Hernandez, il giovane asso che gioca nel Mancester United. Il Messico gioca con un 4-4-2, difesa ben munita, centrocampisti mobili.
E’ la condizione fisica degli azzurri che preoccupa. Mancando la necessaria brillantezza atletica, ci sarà da soffrire col Messico. Prandelli ha rivoluzionato anche la difesa schierando Abate e De Sciglio sugli esterni per riportare Chiellini al centro (con Barzagli), ruolo più gradito allo juventino. Si augura che i due difensori laterali sappiano spingere per arricchire la manovra d’attacco che avrà in Marchisio e Giaccherini i partner più vicini a Balotelli, sempre cercando di allargare il campo.
MIMMO CARRATELLI

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