Benitez sembra credibile e competente. Se Napoli farà il resto…

Solo Carratelli riesce a raccontarci così bene di quel calcio che amiamo e di quel Napoli che non c’è più. La malia di una città complice e puttana, l’orgoglio per la maglia e quel magico senso di appartenenza capace di convincere tanti stranieri, non solo calciatori, a restare qui per sempre. Tutto ciò nel ricordo di Mimmo diventa una emozione condivisa, momenti e personaggi indimenticabili. Sappiamo bene che l’amore per la napoletanitá rappresenta un valore aggiunto. Quell’entusiasmo speciale, che De Laurentiis vorrebbe ritrovare nella squadra e nei suoi protagonisti, purtroppo non si compra perché appartiene al cuore ed alla pancia. Qualcuno, arrivando qui, è riuscito ad acquisirlo, si è espresso al meglio e sono accaduti i miracoli. Forse per questo, anche io, come Max, mi sono un poco emozionato per l’arrivo di Benitez, non solo per il palmares, ma perché sembra uno che sa il fatto suo, credibile e competente. Un allenatore abituato a vincere anche lontano da Reggio Calabria, persino a Valencia, con una forte personalità che arriva in un ambiente a cui manca da sempre un leader capace di provocare un cambio di mentalità e pretendere un salto di qualità. Dal suo aspetto più che alle farfalline pubiche mi viene di pensare a parmigiane e mozzarelle che certamente apprezzerà. Speriamo si stabilisca a Posillipo e non a Castelvolturno e riesca presto a lasciarsi andare non facendosi piú chiamare né Rafa né Benitez, ma più familiarmente Rafè. L’importante che non diventi mai Rafaniè. Claudio Botti

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