Quando la smetteremo con un’informazione calcistica dittatoriale?

Considero pornografia sportiva le notizie pubblicate di recente sulla nuova campagna acquisti del Napoli. Notizie date a mercato chiuso e campionato in corso. Pornografia perché si sovrappongono alla cronaca con un’intrusione senza motivo, se non quello di soddisfare in modo “vicario”, sostitutivo, un desiderio che dovrebbe andare per un’altra strada. La “sua” strada: quella di guardare e valutare il campionato in corso fino al suo termine.
E credo che sia ormai tempo di essere molto critici con tutti coloro che quella pornografia avallano presso di noi: lettori, consumatori di calcio, tifosi di calcio.
Dunque, pornografia. E mettiamo da parte, per misericordia umana, qualche reazione tipo “siete traditori voi che criticate adesso” e “chi scende dal carro del Napoli adesso non vi risalga più”. Il carro, essendo un problema dei servi, non tocca molto né chi scrive né l’insieme degli autori di questo blog, abituati, senza avere una “linea” comune, ad esprimere le loro personali e libere opinioni.
Il punto è molto semplice: bisogna farla finita con una informazione calcistica che regge sull’idea del “fare il tifo” che è profondamente estremista. L’idea della fede militare. Dittatoriale: si fa festa quando si vince e si lodano i sovrani. Si tace quando si perde per non indebolire il fronte interno.
Secondo questi grandi teorici chi dice ciò che ad ogni mente dotata di buon senso è evidente – ad esempio che l’allenatore è cotto e stracotto, come perfino la sua gestualità in campo rivela – è un nemico. Oppure è un incompetente: come non smette di ripetere qualche tifoso diventato cronista televisivo dalle pagine di un autorevole giornale cittadino che tratta il calcio come materia minore affidata a specialisti “outsourced”.
Bisogna farla finita con l’arma della pornografia sportiva, ma in realtà informativa, che è poi la farina con la quale si pensa di indorare questo regime da forca. Per cui si parla di mercato 365 giorni l’anno, si prospettano centinaia di “obiettivi Napoli”, che poi regolarmente svaniscono, e si produce la melassa ideologica per cui alla fine siamo sempre contenti, anche se il risultato somiglia maledettamente a quello dell’anno precedente.
E in tutto questo voi vorreste sostenere che è giornalismo spazzatura la notizia dei love affair del campione? Forse è l’unica notizia vera sul Napoli letta nell’ultimo mese.
Vittorio Zambardino

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