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Ma questo piagnisteo per Gargano è eccessivo

Ventiquattro ore dopo, fatico a comprendere il lamento dei tifosi del Napoli. Almeno in questa misura. Capisco che il disorientamento derivi dall’assenza di alternative, dalla prospettiva di un finale di mercato asfittico e inconcludente. Però tutto questo piagnisteo per Gargano è eccessivo. Vale la pena di mettere in fila un po’ di cose. Gargano ha scelto di andar via, come a Napoli fanno quasi tutti quelli che non hanno il posto sicuro. Come se fare panchina da noi fosse una bestemmia. Vedremo che cosa accadrà all’Inter. Fin qui chi è andato via non ha avuto molta fortuna (e mi riferisco soprattutto a Quagliarella, ma anche a Pazienza). Gargano ha la possibilità di giocare tante partite, certo, perché la squadra di Stramaccioni di cagnacci non ne ha. Insomma, come novello Piraccini potrebbe essere molto utile alla causa, ma deve portare acqua nei secchi. E basta. Da noi voleva fare il regista.
È fin troppo ovvio che le radici della sua partenza siano nello spogliatoio, nel rapporto con Mazzarri. Altrimenti nella lettera d’addio non avrebbe scritto che magari l’anno prossimo – quando Mazzarri non dovrebbe esserci più – potrebbe tornare. A me non pare un caso che, partito Lavezzi, lui si sia sentito solo e con meno potere nello spogliatoio. E quindi abbia preferito cambiare aria. Insomma, sono cambiate le gerarchie nello stanzone. E lui che si atteggiava a Neeskens (basta ricordare come si comportava sui calci piazzati) si è ritrovato a fare il panchinaro.
Infine, i rinforzi. Spero che ci saranno. Ma non è partito Stielike né Alemao. È andato via un onesto mediano, grandissimo recuperatore di pallone con lunari ambizioni di regista. Comunque non ci resta che aspettare un’altra settimana. Nel frattempo ammetto di essere preoccupato per Palermo.

Massimiliano Gallo
p.s. ieri ho ricordato il gol alla Juve, oggi voglio ricordare una grandissima partita di Gargano: a Genova, contro la Sampdoria, vincemmo 2-1 con gol di Cavani all’ultimo minuto.

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