Togliendo Cavani, Mazzarri ha rimesso la Roma in partita. La colpa è sua, ma siamo in piena corsa.

Manca ancora il posticipo, quell’Udinese-Lazio che ci riguarda molto da vicino. Al momento siamo terzi a pari merito con Lazio e Inter. Nei confronti dei nerazzurri siamo in vantaggio negli scontri diretti, contro Reja siamo invece sotto. Se pensiamo a tre giornate fa, è un miracolo.
Eppure io non riesco a non pensare alla partita di ieri. Un primo tempo da buttare, in cui potevamo prenderne anche due. Ma poi una ripresa dominata.Hamsik salito in cattedra, Pandev al posto di Dzemaili, ed è stata notte fonda per la Roma. Un gran gol di Zuniga, Maggio se n’è mangiato un altro, poi Cavani si è bevuto Kjaer. Ed eccoci al punto: stavamo dominando, l’asse Hamsik-Pandev-Cavani stava facendo a pezzi la loro difesa, perché mai cambiare? Ok, Lavezzi si stava scaldando da tempo, ma la squadra stava girando a mille. L’allenatore ne sa più di noi, ma solo lui si era accorto che Cavani era stanco. Credo che alla vista del numero 7 sul tabellone del guardalinee Kjaer abbia uno sospiri di sollievo più intensi della propria carriera.
A quel punto il Napoli si è spento. Ed è finita come sappiamo. Certo, possiamo dare la colpa a Zuniga che si è fatto anticipare. O a Fernandez non so per quale motivo, ma pare che l’abbiano detto Boban e Delvecchio e quindi ci inchiniamo. Ma la partita è cambiata prima. È stato Mazzarri, con quel cambio, a ridare linfa a una squadra sull’orlo del ko. Ho letto le dichiarazioni post partita, e a leggerle bene emerge persino un’autocritica («pensavo che Lavezzi stesse meglio»). Ha sbagliato lui, e ci ha fatto perdere due punti. Oltre ad aver creato non pochi malumori (sacrosanti secondo me) nel Matador. Comunque nulla è perduto e se non sbagliamo ancora, il terzo posto è tutt’altro che lontano. Martedì sera, al San Paolo, c’è il Palermo.
Massimiliano Gallo

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