Terzo posto per uomini forti

Il Napoli non è ancora guarito, ma contro il Novara ha incassato i tre punti che servivano per non mollare la rincorsa al terzo posto. Lassù, nessuno corre. La Lazio viene raggiunta in extremis (1-1) da un Lecce determinato e in palla. L’Udinese si salva a Verona (0-0) per la parata di Handanovic che annulla il rigore del Chievo (Thereau). L’Inter frena a Firenze (0-0). La Roma addirittura è stata travolta dalla Juventus. Contro il Novara l’assenza di Lavezzi ha prodotto un nuovo assetto tattico nel Napoli. Col recupero dei due esterni titolari (Maggio e Zuniga), Mazzarri ha piazzato due mezzali (Hamsik e Dzemaili) alle spalle di Cavani. Sembra il modulo che verrà riproposto a Lecce mercoledì. Il Napoli non ha altre alternative.
Dzemaili è stato il migliore in campo contro il Novara. Le sue accelerazioni hanno scombussolato la difesa piemontese. Gasato dall’entusiasmo, Dzemaili ha poi peccato di egoismo in qualche occasione pretendendo troppo nelle puntate offensive e finendo col farsi chiudere. La coppia Hamsik-Dzemaili è soprattutto offensiva anche se i due, pur contro un Novara senza qualità e forza, hanno spesso coperto il centrocampo.
È la soluzione ideale per Lecce? Potrebbe funzionare se Gargano e Inler si piazzeranno davanti alla difesa evitando di squilibrare la squadra portandosi avanti. Il Novara, tutto rintanato nella sua metà campo, li ha invitati ad attaccare. Contro il Lecce sarà un’altra musica. I due dovranno giocare da mediani, senza portare palla, ma affidandola subito ad Hamsik e a Dzemaili oppure lanciandola sulle fasce per i due esterni.
Solo un Napoli compatto potrà sostenere l’urto del Lecce che ha grandi qualità in fase offensiva ed ha assorbito la grinta di Cosmi. La squadra salentina sta lottando magnificamente per la salvezza. E’ in serie positiva da sei partite (tre vittorie e quattro pareggi). Ha fatto soffrire la Lazio e non ha mollato la presa quando è andato in svantaggio. Ha pareggiato nel recupero, un segnale di forza e determinazione. La classifica si è fatta interessante per i leccesi che, terzultimi, sono ora a un punto dal Genoa quartultimo e a tre punti da Fiorentina e Cagliari. Delle squadre in fondo alla classifica, il Lecce sembra la formazione più fresca e convinta di farcela. A Roma ha giocato a ritmi altissimi. Forse, ha speso più energie del Napoli contro il Novara.
È una partita con stimoli diversi. La rincorsa alla salvezza dà più grinta e voglia di lottare rispetto all’obiettivo terzo posto del Napoli. Ma il discorso può essere capovolto perché è la formazione di Cosmi a subire la maggiore pressione del match, con la salvezza da conquistare, mentre il Napoli potrà giocare con maggiore serenità, a patto che sfoderi un minimo di grinta e la velocità necessaria per andare in gol. Se il Napoli saprà “aspettare” e colpire in contropiede potrebbe anche farcela. La squadra ha capacità di palleggio per “gelare” la gara e la spinta del Lecce? Ogni “saggezza” tattica ha comunque bisogno di gambe “rotanti”.
Il Lecce ha elementi agili in attacco che non danno punti di riferimento e possono fare soffrire la difesa di Mazzarri se non sarà sostenuta adeguatamente dai mediani. Il Napoli dovrà giocare copertissimo sganciando il contropiede.
I gioielli colombiani del Lecce, Cuadrado e Muriel, e il vecchio artigliere mai domo Di Michele, sono tipetti cui non concedere mai spazio. Ma tutto il Lecce (3-5-2) è una formazione irriducibile anche se sul suo campo conquista meno punti (15) che in trasferta (20).
Nella battaglia che sarà il match di mercoledì, il Napoli, considerato ancora “convalescente” da tutti gli osservatori, dovrà reggere alla distanza. Nell’ultimo periodo (sette partite) ha mollato nei secondi tempi incassando 12 gol nella ripresa sui 16 complessivi subiti. Contro Juve, Lazio e Atalanta, ha retto un tempo. Il test contro un Novara disarmato e disarmante non fa testo. L’autonomia limitata, se dovesse essere confermata, sarà messa a dura prova dall’argento vivo del Lecce. Nel girone di ritorno, la squadra di Cosmi ha conquistato 22 punti, come la Lazio terza e come il Napoli, otto più dell’Udinese quarta. Lo stadio di Via del Mare annuncia mare grosso.

MIMMO CARRATELLI

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