Non fidarsi della Roma in crisi

Canta Napoli, Napoli cinese. Da Pechino De Laurentiis lancia l’idea di un quadrangolare contro formazioni del Catai. E’ la seconda idea del presidente dopo la tournée con Real Madrid e Manchester United. Voilà. E’ l’effetto-Champions. Vogliamo stare tra i grandi. Vogliamo andare ad oriente dove sorge il sole di Mao e si aprono multisale cinematografiche.

Intanto, siamo a Roma. Lavezzi scalpita. Ma squadra che vince due partite di seguito non si cambia. Casomai il Pocho entrerà al momento giusto. Fuori Campagnaro per infortunio. Dentro Fernandez sulla destra della difesa dove non si trova a suo agio. Ci sono da marcare due punte veloci e di fantasia, il bolognese Borini e lo spagnolo Bojan, scuola-Barcellona, insidiose per il “passo lungo” dei centrali azzurri. E poi c’è Totti, naturalmente, in una Roma che manca di De Rossi, Osvaldo e Lamela, out per squalifica, e non giocherà Stekelenburg per una infiammazione a una spalla. Ma la formazione capitolina ringhia di riscossa (4 sconfitte nelle ultime sei partite, 15 gol al passivo, 14 sconfitte in totale, formazione più battuta tra le prime sette).

Si gioca per il terzo posto (Napoli -1, Roma -5). Match fiammeggiante, stasera, sotto le stelle dell’Olimpico, in anticipo su Udinese-Lazio che si giocherà domani sera. Sono le due partite determinanti per il “pass” ai preliminari di Champions. Il Napoli punta al sorpasso sulla Lazio. La squadra sta bene, si è rincuorata con i due successi di fila, De Sanctis imbattuto, ritiro unico da Lecce a Roma per non travagliarsi in viaggi di qua e di là. Forse, per il Napoli, è la vera finale per la conquista dell’ultimo posto-Champions.

Ma, attenzione, è un campionato che spreme energie. Si tornerà a giocare martedì (Napoli-Palermo in notturna al San Paolo). Mazzarri terrà a freno Lavezzi per farlo “esplodere” contro i siciliani nella terzultima “assestatina” alle ambizioni azzurre. Poi Bologna in trasferta e Siena a Fuorigrotta. Se riesce il colpaccio all’Olimpico, la strada sembra successivamente in discesa.

La Roma, nonostante il disorientamento attuale (con Villas Boas pronto a sostituire Luis Enrique!) e le botte prese (più 11 espulsioni), avrà orgoglio e ha buone qualità per intralciare la corsa del Napoli. Il nuovo centrocampo a cinque di Mazzarri offre però garanzie per governare il match nella zona nevralgica e la condizione atletica è tornata brillante. Il palleggio in orizzontale di Luis Enrique darà pochi frutti se la squadra non verticalizza la manovra potendo contare sui rapidi passaggi e cambi di fronte di Totti. E’ questo il pericolo: la velocità di Totti nel far correre la palla e lanciare le punte, oltre ai calci di punizione sempre temibili. Sarà Gargano, forse, a dovere oscurare la luce del Pupone. Un misto di Bosnia (Pjanic) e Argentina (Gago) darà sostanza al centrocampo giallorosso, ma le condizioni di forma degli azzurri sembrano superiore. E, poi, vediamo come se la caverà la Roma sulle corsie contro Maggio e Zuniga. Qui, probabilmente, sta il “segreto” del match. Se il Napoli riprende a volare sulle ali, la Roma che ha una difesa poco tranquilla soffrirà e ai suoi terzini esterni passerà la voglia di proiettarsi in avanti mentre Kjaer avrà il suo daffare nel frenare Cavani. Hamsik, venti metri più avanti (lo marcherà Heinze?), è tornato a segnare. Contro la Roma 5 reti negli ultimi nove confronti. E’ l’azzurro che più ha segnato contro i giallorossi. Marekiarissimo.

Brucia il ricordo del 3-1 dell’andata incassato dal Napoli. Cancellare “questo e quello”: da quando è tornato in serie A, il Napoli ha perso quattro volte su nove con la Roma. Resta memorabile il 4-4 all’Olimpico di cinque anni fa (a segno anche Gargano). Il Napoli era appena rientrato in serie A.

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