Tenuti in vita da un autogol

Un autogol di Pesoli tiene in corsa il Napoli nelle semifinali di Coppa Italia battuto a Siena (1-2) nel match di andata, un’ancora di salvezza per il “ritorno” coi gol “doppi” in trasferta, ma bisognerà pur vincere il 21 marzo a Fuorigrotta per andare alla finale con la Juve. Nella partitaccia degli azzurri non ha funzionato neanche l’antica fortuna: due legni, uno di Cavani, l’altro di Campagnaro nel finale confusamente arrembante.

Ma che partita ha giocato il Napoli al completo contro il Siena-bis senza Calaiò, Destro e neanche col portiere titolare tra i pali (Farelli per Pegolo, protagonista dello 0-0 sul campo della Juve)? Ha giocato un primo tempo a pallate, lanci sbagliati, poco gioco e, in chiusura di tempo, il gol di Reginaldo a inchiodare la difesa “assente”. Gli azzurri, più determinati nella ripresa, ma sempre con palloni portati e palle perse nello stretto, beccavano anche il raddoppio con la difesa nuovamente sul banco degli accusati.

Il 2-0 avrebbe probabilmente eliminato il Napoli che si scuoteva un poco dopo l’ingresso di Lavezzi (57’ per Aronica), ma il Siena si ammassava in difesa e cadeva solo sulla deviazione in gol del suo terzino. Mancavano quattro minuti alla fine regolamentare, più cinque di recupero. Il Napoli andava tutto all’attacco, il Siena difendeva con i denti e con qualcos’altro. Non c’erano solo i due legni colpiti da Cavani e Campagnaro nel disperato assedio finale, c’era anche un salvataggio sulla linea di Belmonte, c’erano i riflessi prontissimi di Farelli a sventare un colpo di testa di Vargas (entrato per Pandev).

Ma è stato proprio un brutto Napoli. Altro che squadra di Coppa. Giocatori senza forze nelle gambe (Hamsik, Cavani, Maggio), difensori incerti a chi dare la palla, Pandev combattivo ma sempre spalle alla porta, Dzemaili inconcludente. A battersi dal primo minuto erano Gargano e Zuniga.

Il Siena abbandona il 4-4-2 e gioca a tre in difesa, gli esterni di centrocampo Angelo e Rossi sulle corsie di Zuniga e Maggio, Gazzi e D’Agostino vigili ad aiutare la difesa, Bogdani unica punta (1,91 a far soffrire  Cannavaro) e, alle sue spalle, Reginaldo e, sorpresa!, Mannini. Proprio l’ex azzurro scombina lo scacchiere difensivo del Napoli, prima spostandosi a destra per aiutare Angelo a contenere Zuniga, poi più speso a sinistra allarmando Campagnaro fino a scodellare il lungo cross per il gol d’apertura di Reginaldo.

Il Napoli dei titolarissimi “dorme” per un tempo. Arriva secondo sulla palla, non imbastisce una sola azione degna di nota, conclude appena tre volte in porta (7’ Cavani, 8’ Gargano, 28’ Pandev). In difesa l’allarme è continuo sulle puntate toscane. Comincia già con un malinteso fra Cannavaro e De Sanctis che rimedia fortunatamente su Bogdani (5’ Cannavaro era stato sorpreso da un colpo di testa dell’albanese che lo aveva fatto fuori e se ne andava tutto solo verso il portiere azzurro). Poi le parate di Farelli su Cavani (7’) e Gargano dalla distanza (8’). Il Napoli era come svuotato. Altro tilt in difesa quando Campagnaro “bucava” il cross per Reginaldo e rimediavano Maggio e Cannavaro sui piedi del brasiliano pronto al tiro dal limite.

Napoli distratto alle spalle, inconcludente all’attacco, in difficoltà a centrocampo dove Dzemaili era di scarso appoggio a Gargano e Hamsik arretrava poco. Sulle corsie, poi, Maggio subiva la superiorità di Rossi. Il Napoli insisteva su Zuniga, l’unico che avesse brio e voglia. Farelli non tratteneva un tiro di Pandev (28’), comunque intercettava. Sfuggiva ad Hamisk un buon pallone nell’area del Siena (36’ assist di Pandev). A sorpresa veniva il gol di Reginaldo. Sul lancio dalla linea del fallo laterale di Mannini, Campagnaro si faceva superare da Reginaldo e non aveva neanche la forza di inseguirlo, forse aspettando l’uscita di De Sanctis. Il brasiliano entrava in area, evitava il portiere e insaccava (42’). Assente il resto della difesa.

Più vivo il Napoli nel secondo tempo, ma spesso impotente. Non aveva forza Cavani nel colpo di testa parato da Farelli (52’ cross di Hamsik). Entrava Lavezzi per Aronica (57’ arretrava Maggio). Il Pocho aveva tre buoni spunti: tiro insidioso di poco a lato (60’), punizione di poco fuori (75’), gran tiro respinto dal portiere, ripreso di testa in tuffo da Cavani con Belmonte che salvava sulla linea (79’).

Intanto il Siena aveva raddoppiato. Campagnaro in un intervento difficile in area consegnava la palla a Brienza, cross corto per D’Agostino centravanti a sorpresa che spediva la palla in rete da pochi metri. Impalati a guardare Cannavaro e Zuniga. Ma chi doveva “tenere” D’Agostino? Sannino faceva i suoi cambi richiamando i giocatori più provati (50’ Larrondo per Bogdani, 62’ Brienza per l’esausto Mannini, quanto ha corso l’ex azzurro!, 69’ Giorgi per Reginaldo). Mazzarri lanciava nella confusione del match Vargas per Pandev (70’) e Inler per l’inutile Dzemaili (74’). Il Napoli all’attacco fra errori e cattive intese. Il Siena alzava il muro. Sulla punizione di Lavezzi, nel mucchio in area Cavani riusciva a tirare (85’ palo!). Rimetteva in corsa il Napoli Pesoli che deviava nella sua porta il cross basso di Lavezzi (86’). Azzurri a ridosso della sedici metri senese favorendo il groviglio stretto delle maglie toscane. Sul cross teso di Hamsik, Farelli sventava la deviazione di testa di Vargas (89’). Poi anche Campagnaro contro un legno del Siena: sul cross di Zuniga, splendida elevazione del difensore e colpo di testa sotto la traversa: la palla non entrava (94’).

Mimmo Carratelli

NAPOLI (3-4-2-1): De Sanctis; Campagnaro, Cannavaro, Aronica (57’ Lavezzi); Maggio, Dzemaili (74’ Inler), Gargano, Zuniga; Hamsik, Pandev (70’ Vargas); Cavani.

SIENA (3-4-2-1): Farelli; Pesoli, Contini, Belmonte; Angelo, Gazzi, D’Agostino, Rossi; Reginaldo (69’ Giorgi), Mannini (62’ Brienza); Bogdani (50’ Larrondo).

ARBITRO: De Marco (Chiavari)

RETI: 42’ Reginaldo, 65’ D’Agostino, 86’ autogol Pesoli.

COPPA ITALIA. Semifinali (andata).

Milan-Juventus 1-2

Siena-Napoli 2-1.

Partite di ritorno: 21 marzo.

La finale si giocherà a Roma il 20 maggio.

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