L’anno scorso il Napoli sembrava Connors. Quest’anno somigliamo ad Agassi quando tirava le palle fuori

Che ci sia qualcosa che non vada nel nostro Napoli mi sembra innegabile. In campionato non vinciamo una partita dall’8 gennaio, un mese fa: Palermo-Napoli1-3. Nonostante la sconfitta interna con la Roma, quel successo sembrò proiettarci verso quella rimonta che a tutti sembrava non solo possibile, ma naturale. E invece da allora abbiamo giocato cinque partite, perdendone una e pareggiandone quattro. La zona Champions è lontana undici punti, anche se la Lazio ha giocato una partita in più.

Non solo. Il presidente ormai non segue più la squadra in trasferta. E l’allenatore rilascia dichiarazioni post-partita che mai sembrano relative al match effettivamente giocato. E, soprattutto, la squadra non sembra esserci con la testa. Regala sistematicamente un tempo agli avversari per poi dar vita ad assalti disperati che finora non ci hanno premiato.

La fede in questo Napoli è incrollabile. Resto convinto che d’improvviso possiamo ridestarci. Ma anche la macchina perfetta, a mio avviso, ha bisogno di un po’ di rodaggio. Non è semplicemente ritrovarsi come d’incanto una sera. Perché quando hai smarrito l’abitudine a rimanere concentrato, sono dolori. Nel lontano 1987 il Napoli fu eliminato dal Real Madrid perché non abituato a mantenere elevata la concentrazione E gli spagnoli ci punirono alle prime disattenzioni. Al Bernabeu come al San Paolo.

In tanti lo avete detto: questa squadra sembra aver smarrito la testa. Il grande merito di Mazzarri è sempre stato questo: riuscire a supplire a una rosa meno competitiva con l’ardore, la mentalità e la tenacia. L’ardore, soprattutto, sembra svanito, scomparso. Forse ci siamo montati la testa, non lo so. Fatto sta che di partite importanti non ce ne restano tante. E per invertire la rotta di questa stagione bisogna non fallire le prime due: la gara interna col Chelsea e il ritorno col Siena. La speranza, ovviamente, è che sia stata fatta una condizione ad hoc, ma il Napoli ha sempre corso, anche quando ha perso o pareggiato. Il problema è nella testa. L’anno scorso giocavamo sapendo che prima o poi saremmo stati premiati. Quest’anno attacchiamo – quando lo facciamo – sapendo che non la butteremo mai dentro. L’anno scorso sembravamo Jimmy Connors, indomiti; quest’anno Andrè Agassi quando decideva che doveva buttare tutte le palle fuori.

E far finta di niente, come emerge da alcune dichiarazioni, non aiuta. La stagione può essere ancora salvata. Però bisogna darsi da fare. Non credo che il modulo sia modificabile. Mazzarri gioca così, lo sappiamo. È sulla testa che bisogna lavorare.
Massimiliano Gallo

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