Il San Paolo si riempirà lo stesso, ma De Laurentiis ha commesso un errore di strategia comunicativa

Fuoco su De Laurentiis. Dopo la pubblicazione dei prezzi per Napoli-Chelsea, parte del tifo si indigna, e forse a ragione. C’è però un errore di fondo nella valutazione del caso, a mio avviso. La scelta del presidente non è sbagliata da un punto di vista etico, ma politico.

La società vuole capitalizzare un evento sportivo dal sicuro richiamo? Certo, e non c’è niente di strano. Anche il più passionale dei presidenti nei tifosi, più che dei simili, vede un target di riferimento. Nel calcio di oggi il grosso dei profitti viene da marketing e diritti Tv, ma i ticket hanno un peso che nessun manager sottovaluta. E perché dovrebbero sottovalutarlo a Castelvolturno?

Tutto bene, insomma? No, perché De Laurentiis, Fassone e gli altri un errore di valutazione l’hanno fatto: questo che viviamo è un momento di disincanto, l’entusiasmo è poco e la gente allo stadio ci andrà solo per il prestigio della rivale. Per molti il prezzo alle stelle sarà un rospo da ingoiare, ma non da dimenticare. La clemenza nei confronti della società, nel momento in cui si dovesse trovare ancora in fase di debolezza o al centro di qualche polemica, sarà poca, o inesistente.

Il presidente avrebbe dovuto avere lo scrupolo di livellare il tariffario un po’ più verso il basso non per amore o per equità sociale, non per rispetto, ma per convenienza. Lui che è noto per essere un mago della comunicazione avrebbe dovuto avere occhio dell’immagine della società nei confronti del pubblico. Immagine che, adesso, è ai minimi storici.

Il San Paolo si riempirà, è fisiologico, ma non perché i napoletani siano degli zulù che non discernono il giusto dallo sbagliato, ma perché la partita ha un appeal unico. L’errore di De Laurentiis è di essersi dimostrato meno furbo di quanto vorrebbe far credere di essere.
Roberto Procaccini

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