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E se il problema di Inler fosse proprio Inler?

Un problema Inler esiste.

Le ipotesi prospettate su questo sito sono essenzialmente tre.

1) Mazzarri lo impiega male (la più “cliccata”).

2) Inler dovrebbe giocare (come nell’Udinese) con due mediani ai lati per essere libero di impostare il gioco.

3) Inler è stato un acquisto sbagliato.

Partiamo dall’ultima ipotesi, la più inquietante, ma forse la più vera.

3) Visto che, nel 3-4-2-1 di Mazzarri, Inler giocherebbe fuori ruolo, è stato un acquisto sbagliato. Bisognava prendere un altro incontrista per coprire i due ruoli centrali del centrocampo (un giocatore capace come Gargano di difendere e attaccare). Inler non ha queste caratteristiche. La difesa del Napoli avrebbe proprio bisogno di due mediani a protezione (4-2-3-1, ma con quali interpreti?).

2) Due mediani ai lati di Inler. Vengono suggeriti i nomi di Gargano e Dzemaili. Però Dzemaili è una mezz’ala e “coprirebbe” poco Inler. Ci vorrebbe un incontrista al posto di Dzemaili (Donadel?).

Inler, comunque, non sembra quel campione consacrato (come Pirlo) sul quale impostare una squadra.

Fermo restando la tenacia di Mazzarri di giocare col 3-4-2-1, se giocasse col 4-3-3 la squadra dovrebbe essere: De Sanctis – Maggio, Campagnaro, Cannavaro, Aronica – Gargano, Inler, Donadel – Lavezzi, Cavani, Hamsik?

Siamo sicuri che Maggio (30 anni, dodici campionati nelle gambe) reggerebbe alle corse in profondità partendo dalla difesa? Non mi sembra che brilli in nazionale dove viene impiegato come esterno destro di difesa. Non mi sembra neanche che eccelli in qualità difensive.

Inler re del centrocampo protetto da due “scudieri”?

Con gli avversari che si chiudono, Inler è stato spesso il (cattivo) padrone del centrocampo, senza marcature, libero di “comandare” la partita in almeno dieci metri quadrati senza opposizione. Non si è mai espresso su livelli tali da suggerire un diverso modulo tattico per scoprirne le qualità nascoste. Passaggi corti, palloni persi, avvio lento dell’azione, difficoltà nel saltare l’uomo, difficoltà di liberarsi al tiro dalla distanza. Non è un leader come dovrebbe essere nel ruolo suggerito di direttore d’orchestra a centrocampo. Non ne ha la personalità. Però ha 28 anni e dovrebbe essere un giocatore “maturo”, capace di assumere certe responsabilità in campo. Oppure non ne ha voglia (!?).

C’è infatti un dubbio pesante mosso da qualche napolista: Inler sta bene a Napoli e nel Napoli?

Molti ricordano che il giocatore ha avuto più di una incertezza nell’accettare il trasferimento. De Laurentiis, presentandolo, lo travestì da leone. Inler caratterialmente non è un leone e, forse, a Napoli si sente un leone in gabbia.

E’ costato 15 milioni. Questo è il problema. Lo scartiamo nella differenziata? Ma allora qualcuno deve “saltare” fra quelli che l’hanno “pescato” e ne hanno fatto l’oggetto più pregiato della campagna-acquisti. Risulta che non era nei “desideri” di Mazzarri che aveva indicato Vidal. Resterebbe sempre il problema successivo: del giocatore che ne facciamo? Ma soprattutto il giocatore che cosa vuole fare di se stesso? Giocando come sta giocando, sta distruggendo la sua carriera (sarebbe meglio dire: le promesse della sua carriera).

Il Napoli è rimasto abbagliato dal gran gol al San Paolo segnato con l’Udinese a De Sanctis? Inler, al massimo, ha segnato 3 gol in una stagione. Anche come tiratore da lontano raramente è stato decisivo. L’anno scorso ha segnato il secondo gol in Cesena-Udinese 0-3, il primo in Udinese-Catania 2-0, il primo in Napoli-Udinese 1-2. Stop.

2) Mazzarri lo impiega male? Può darsi, ma a pochi altri ha dato tanta fiducia e tempo per ambientarsi. Giocare fuori ruolo può condizionare le capacità di un giocatore, ma solo se si tratta di un giocatore “medio”. Un giocatore di qualità, che dovrebbe avere una spiccata intelligenza calcistica, può interpretare un ruolo “nuovo” avendone il tempo e riscuotendo fiducia, esclusi certi ruoli “fissi” per caratteristiche fondamentali: portieri, centravanti, difensori centrali, esterni di centrocampo.

Se mi sbaglio, corrigetemi (come disse, scusate l’accostamento, Giovanni XXIII).

La discussione è sempre aperta. Fate luce.

Mimmo Carratelli

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