Abbiamo ripreso a sognare, anche grazie a quei nuovi acquisti che avevamo giudicato troppo frettolosamente

Dunque qualche settimana fa dicevamo “Può il batter d’ali di una farfalla in Brasile provocare un tornado in Texas? Magari la vittoria contro il Chievo avrà l’effetto del battito d’ali della farfalla”. Ciò al fine di sostenere che la stagione del Napoli poteva prendere qualunque piega. Anche la più imprevedibile. In tutte e tre le competizioni nelle quali sono impegnati gli azzurri. E certamente la teoria del caos è uno dei monumenti della scienza moderna. Ma per spiegare il bel momento del Napoli si può ricorrere anche a metodi più tradizionali. Analizzando i molteplici fattori oggettivi che caratterizzano il gioco degli azzurri da qualche settimana.

In primo luogo va sottolineata la condizione fisica perfetta di tutti i giocatori. Capaci di correre a cento all’ora ininterrottamente per novanta minuti. E lo abbiamo detto sempre. Questa squadra quando tutti sono al massimo fisicamente e può giocare sopra ritmo non è seconda a nessuno. Contro l’Inter gli azzurri sono arrivati per primi su tutte le palle. Asfissiando i nerazzurri in ogni angolo del campo.

Un altro elemento a mio avviso importante è la grande crescita di Inler. Che finalmente ha trovato forma e fiducia. Contro l’Inter si è visto un signor centrocampista. Copre. Apre. Imposta. E all’occasione rifinisce e conclude. Insomma un innesto di grande robustezza nel centrocampo del Napoli. Centrocampo che ha surclassato l’omologo reparto avversario.

E poi la “vecchia” guardia. La Vieille Garde di Napoleone era formata dai veterani più valorosi. Quelli che avevano partecipato ad almeno tre campagne. Così è la Vieille Garde di Walter Mazzarri. Gli Aronica. I Campagnaro (che delle battaglie porta anche i segni). I Cannavaro. Che quando sembra siano finiti ritrovano forza e condizione per tornare insuperabili.

Gargano sta disputando la sua migliore stagione. E domenica ha giocato una partita perfetta. Senza sbagliare una palla. Gli esterni Maggio e Zuniga, per restare in ambito militaresco, sono la cavalleria. Carica su carica demoliscono le difese avversarie. Contro gli uomini di Ranieri i due ancora una volta hanno dominato le due fasce laterali.

Cavani è diventato sicuramente uno dei più forti centravanti del mondo. Un centravanti moderno. Mobile. Quanto infallibile sotto rete. E poco importa se contro l’Inter non è andato a segno. Last but not least Pocho Lavezzi. In questo momento è incontenibile. Squarcia le difese avversarie come fossero di burro. Se si mette anche a segnare allora veramente finisce nell’olimpo del calcio.

Per finire dobbiamo constatare che i nuovi acquisti si stanno dimostrando molto migliori di quanto un po’ tutti avevamo valutato. Forse frettolosamente. Di Inler abbiamo già detto. Penso poi in particolare al secondo tempo di Dzemaili contro i neroazzurri. Una prestazione di assoluto rilievo. Ed una scelta molto intelligente quella del tecnico che lo ha messo in campo. Penso a Britos in pieno recupero. Per non parlare di Pandev che abbiamo apprezzato da tempo.

Insomma sarà stato un battito d’ali di una farfalla in Brasile, la preparazione atletica, la capacità di Mazzarri di motivare il gruppo ma quello che è certo è che abbiamo ripreso a sognare.

Guido Trombetti

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