Torna il Pocho, quattro tenori o staffetta

Torna Lavezzi e il popolo azzurro si aspetta dal Pocho la scossa che cancelli la delusione del pareggio col Bologna. Invito perentorio: a Siena per fare bottino pieno. In qualche modo De Laurentiis ha detto al diavolo il Chelsea, serve il terzo posto per confermarsi in Champions. Il terzo posto è lontano sette punti (Udinese) e la rincorsa si è complicata per la rimonta dell’Inter, quattro punti avanti al Napoli, e c’è sempre la Lazio (+5). Tre avversari da far fuori e non sarà facile. Pesano i due punti ceduti al Bologna. La maledizione della terza vittoria consecutiva che non s’avvera ha colpito gli azzurri. Il bilancio interno s’è fermato a 16 punti (14 buttati via). Quello esterno non è più esaltante, 12 punti, e sono appena tre le vittorie fuori casa (Cesena, Inter, Palermo). Ora il Napoli deve andare di corsa.

Il Siena, tre lunghezze sopra la zona-retrocessione, lotta per salvarsi. Trasferta dura per gli azzurri. La squadra toscana ha realizzato in casa 14 dei 18 punti complessivi. Sul suo terreno dà filo da torcere. Juventus e Inter vi hanno vinto di misura (1-0). C’è caduta clamorosamente la Lazio (4-0) in una giornata forse irripetibile. Sannino, l’allenatore di Ottaviano, giunto cinquantenne alla serie A, ha allestito un solido 4-4-2, D’Agostino in regia, punte acuminate Calaiò (7 reti), l’ex arciere azzurro, e Destro (5). Solo un Napoli compatto può superare l’ostacolo. Chi accusa un calo, come s’è visto contro il Bologna, deve restare fuori. Il match di Siena non è fatto per anime pie. Occorre assicurare maggiore solidità a centrocampo.

Intanto, il rientro di Lavezzi non può escludere Pandev che sembra l’azzurro più in forma (s’è salvato dal mezzo naufragio col Bologna). Mazzarri deve sciogliere qualche dubbio. Ma è dura rinunciare a uno dei tre tenori. Hamsik retrocederà in mediana? Formazione da indovinare mentre sembra da escludere l’impiego di tutti i tenori tra i quali è entrato di diritto Pandev. Allora? Possibili staffette in vista e ritocco del modulo in corso di partita. Il Napoli deve recuperare quel piglio di squadra padrona sfoderato a Palermo. Ma deve sapere gestire la gara. Comandare il match non significa scaraventarsi all’attacco. La difesa va protetta meglio. E’ necessario un palleggio paziente per stanare l’avversario se, ancora un volta, il Siena, come altre squadre, punterà a bloccare le corsie togliendo al Napoli una delle sue armi migliori, la corsa sulle fasce. I cross si sono rivelati inoffensivi. Non ci sono saltatori nell’area avversaria, se non occasionali uomini volanti (Maggio). Palla a terra e velocità. Il Napoli deve tornare ad essere il Napoli che qualcuno, confondendo la acque, aveva pronosticato in corsa per lo scudetto.

La doppia linea difensiva a quattro del Siena promette pochi spazi e marcature severe. Il Napoli deve avere pazienza. Controllo del match e ripartenze fulminee. Il Siena ha perduto sei delle ultime nove partite (due in casa). Fuori deraglia, ma sul suo campo fa punti.

Il Napoli torna a giocare alla luce del sole dopo una serie infinita di notturne. Rivedrà una folta colonia di ex. Non solo Calaiò, ma anche Mannini, Contini e Terzi, il difensore degli anni in serie C. Animo. E’ la prima di due trasferte consecutive. Poi ci sarà il Genoa mentre il campionato si appresta ad un altro tour de force con l’infrasettimanale dell’1 febbraio (il Cesena a Fuorigrotta) e, quattro giorni dopo, l’appuntamento a San Siro col Milan. Siamo ad una svolta?

MIMMO CARRATELLI

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