De Laurentiis soffre perché vorrebbe essere amato

E insomma, nel più tradizionale stile del marchese del Grillo, Aurelio De Laurentiis ha ribadito la sua filosofia di vita: “Io so’ io, e voi nun siete un cazzo”. Lo ha fatto mercoledì sera nella sala stampa (oggi definita mixed zone) al termine di Napoli-Inter.
Alla domanda di un giornalista, il presidente ha espresso quello che è il proprio pensiero, il proprio credo, quella che potremmo definire la filosofia della Playstation (dalla frase di Bigon che, alla vigilia del match di Europa League contro i Reds, disse che i napoletani col Liverpool ci avevano giocato solo alla Playstation). Ha ribadito quali sono gli obiettivi di stagione: stare nei primi cinque posti in campionato, giocarsi la Champions e cercare di garantirsi un signor paracadute con la Coppa Italia. Quindi ha mostrato fastidio per le critiche lette nei giorni scorsi, dopodiché ha dato vita al suo show. In soldoni ha sostenuto che a Napoli non abbiamo vinto più o meno niente (vabbè ha usato un’altra espressione), che se a lui girano potrebbe anche andarsene in America e che in città funziona solo il calcio.

Dal suo punto di vista non fa una grinza. E il concetto è chiaro: siete dei pezzenti, l’unica cosa che funziona qui l’ho portata io: quindi niente critiche, altrimenti vado via. Pensiero, peraltro, già espresso in altre occasioni. Ci vorrebbe uno storico per illustrare al meglio questa situazione. Napoli ama i capi-popolo, li ha sempre amati. Altrove, probabilmente (ma non è detto) un’ondata di sdegno percorrerebbe la città e mercoledì prossimo Aurelio si ritroverebbe lo stadio vuoto. Ma è pura utopia. Ed è inutile stare tanto a discutere. Lui è il nostro presidente. E i risultati parlano chiaro: dalla serie C alla Champions. Siamo pronti a barattare tutto questo col rischio magari di ritrovarci un simil-De Laurentiis che però nemmeno vince? Non credo. E del resto sarebbe stupido da parte nostra.

Comprendo i commenti indignati, ma la realtà è sotto gli occhi di tutti. Per amore del Napoli possiamo sopportare persino lui. Che, in fondo, dal suo punto di vista, è solo deluso e amareggiato. Non si capacità del perché non venga quotidianamente osannato e ringraziato agli angoli delle strade, invece che criticato al primo o al secondo pareggio. È il destino dei padri-padroni. A modo suo, è triste anche De Laurentiis. A modo suo si sente tradito anche De Laurentiis. Vorrebbe essere amato, è questo il suo cruccio. Ma i sentimenti, presidente, non si trovano sui libri contabili. Anche l’attivo di bilancio ha un prezzo.
Massimiliano Gallo

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