Mazzarri: non conosco la parola prudenza

Walter Mazzarri parla alla vigilia della sfida con la Juventus: “Abbiamo perso con l’Inter, ci sono dei valori assoluti in certe squadre, non dobbiamo mai dimenticarli e per superarli tutto deve funzionare alla perfezione. Ho rivisto la partita con l’Inter, in alcuni tratti abbiamo giocato meglio noi, in altri meglio loro, la motivazione dei loro campioni ha fatto la differenza. Ma le occasioni da parte nostra ci sono state, ovviamente si può fare sempre meglio. Siamo stati meno rapidi nella circolazione della palla, siamo partiti contratti e questo va evitato già a partire da domani sera”.
L’avversario è di livello: “Sarà una partita difficilissima, mi auguro che la squadra entri in campo senza pressione. Dobbiamo continuare e migliorare ancora il processo di crescita e bisogna cominciare la partita con il piglio giusto dal primo minuto”.
Sarà sintomo di maturazione: “La crescita è fatta di varie tappe da raggiungere. Non si può avere tutto e subito, in un anno e quattro mesi abbiamo centrato il sesto posto e superato il turno di Europe League. Stiamo facendo qualcosa di straordinario, ma questo non significa che si vincono tutte le partite e si domina contro i campioni del Mondo. Le valutazioni devono essere equilibrate. Noi non ci accontentiamo mai, questo – però – non significa che non si perde mai”.
Non ci sarà Fabio Quagliarella per la lesione del crociato: “Colgo l’occasione per il mio in bocca al lupo, stava disputando una grande annata. Sarebbe stato bello se ci fosse stato. Mi dispiace umanamente per l’uomo Quagliarella, so cosa significa un infortunio del genere”.
Da valutare la formazione: “C’è poco da cambiare, mi diranno loro cosa faranno in base alle loro condizioni. Dopo una sconfitta, si gioca molto sulle motivazioni di chi era in campo. Conosco bene i miei giocatori, sono orgogliosi, non vedono l’ora di cancellare la prestazione precedente e si cancella pure la stanchezza. Il turnover, poi, lo faccio sulla terza partita. Le motivazioni conteranno più delle energie. Ho delle soluzioni, uno o due cambi potrebbero anche esserci. Ho un solo allenamento a disposizione e poi sceglierò”.
Bisognerà evitare l’atteggiamento contro l’Inter: “Lo stesso approccio c’era stato pure con il Milan, siamo partiti troppo timorosi quasi in attesa del cazzotto. Questo aspetto era migliorato, ora ci siamo un po’ ricaduti. Non siamo ancora abituati a queste grandi sfide, reagiamo soltanto dopo il gol preso. Un atteggiamento più prudente? E’ una parola che non fa parte del mio vocabolario. Dobbiamo essere più aggressivi sul portatore palla avversario. La squadra – comunque – dobbiamo essere equilibrati. Per come intendo il calcio, vorrei dominare il possesso, ma ci sono anche gli avversari. I giocatori di maggior talento devono dare una mano nella fase passiva. Cavani è l’esempio più importante, gli attaccanti devono sacrificarsi sempre e questo si fa quando siamo in condizione e si sta bene”.
La Juve merita rispetto nonostante il ko con il Parma: “Erano reduci da 19 risultati consecutivi e a volte uno stop ci può stare. Il Parma è una signora squadra, gli episodi sono stati sfavorevoli. Sia noi che loro, avremo motivazioni di rivalsa. Sarà una gara equilibrata. Nello scorso campionato abbiamo battuto due volte la Juve e ci proveremo per dare una grande gioia ai tifosi che ci tengono tanto. Ma può succedere sempre di tutto”.
Resta da capire come giocherà la Vecchia Signora: “Tutte le squadre quando ci affrontano cambiano il modulo. Del Neri – però – non lo farà. Non so chi sceglierà, ma i nostri meccanismi sono gli stessi. Abbiamo coraggio e spesso recuperiamo le partite nel finale. Ci avremmo provato pure con l’Inter se Zuniga avesse segnato. Poca duttilità tattica? Non è vero, cambiamo spesso modulo. La mancanza di fisicità in mezzo? Ai miei giocatori devo fare un monumento per quello che stanno facendo, dobbiamo giocare sempre in velocità. Abbiamo delle caratteristiche e siamo contenti di averle, ovviamente si cercherà di individuare le lacune e colmarle. Ma ci vuole tempo, Roma non è stata costruita in un giorno”.
Mazzarri ha raggiunto le 400 panchine tra i professionisti: “Sono partito da Pozzuoli, in C2, quando ero all’Acireale. Sono al settimo anno di serie A e nessuno mi ha regalato niente”. (da radiomarte.it)

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