C’è solo azzurro dietro il Milan
il sogno continua

C’è solo il Napoli dietro al Milan, il Napoli che centra a Bari (2-0) la sesta vittoria in trasferta, che va in gol con Lavezzi e Cavani e gioca da squadra padrona contro un Bari disastrato, per giunta in dieci negli ultimi venti minuti (espulsione di Parisi sullo 0-1 per il secondo “giallo”, fallo su Maggio gran protagonista del match). Una magìa del Pocho apre il risultato favorevole, poi gran controllo della partita col sacrificio degli attaccanti a rientrare e coprire, gli esterni bassi per ostruire le corsie al Bari, i difensori impeccabili nelle chiusure, De Sanctis spettatore non pagante, neanche un intervento, e il raddoppio del Matador col Bari scoperto nel finale generoso ma sterile dei pugliesi.
Sette punti nelle ultime tre partite, il Napoli continua a fare sognare. A Bari gioca una partita magistrale. Azzera la fantasia e va sul concreto. Spinge dall’inizio con gli spunti di Lavezzi e le penetrazioni di Maggio. Gillet deve salvarsi due volte (12’ tiro ravvicinato di Maggio, 24’ smanacciata sul cross di Maggio per Lavezzi). Il taccuino non registra nessuna azione offensiva del Bari che vada a conclusione. E’ il Napoli che fa la partita. Attacca e difende con accortezza. Sulla sinistra si abbassa Zuniga per contenere le sovrapposizioni di Raggi e Masiero. A destra, Maggio rientra per bloccare la vivacità di Alvarez. Sulla fascia si inserisce Parisi, ma a turno Pazienza e Gargano, anche Hamsik, ne riducono le penetrazioni. I difensori centrali non hanno problemi contro Kutuzov e Rudolf. In mezzo al campo, i rientri di Hamsik assicurano una costante superiorità numerica. Rientra anche Cavani. Il Bari è in trappola.
Alla squadra di Ventura mancano numerosi titolari per gli infortuni. Inchiodata all’ultimo posto, non ha la serenità necessaria per affrontare il match. Esita nel pressing, va in crisi quando viene attaccata, si distende sulle fasce ma non passa. Si gioca molto nella metà campo barese. Quando scatta il contropiede azzurro, la formazione pugliese perde l’orientamento. Vanno in bambola gli esterni della difesa, deve rimediare spesso Belmonte alla disperata.
Pulzetti ferma con una gomitata Lavezzi scatenato in profondità a destra dopo una gran galoppata di Cavani (mezzo campo divorato), lanciato da Gargano. La ripartenza micidiale scatta dopo un corner del Bari con i pugliesi tutti avanti. E’ fallo da ultimo uomo, ma l’arbitro risparmia il “rosso” a Pulzetti che fa un secondo fallo e offre al Napoli una interessante punizione dal limite. Sul tocco di Gargano, Cavani infila un tiro basso nell’area pugliese: Lavezzi sbuca al centro bruciando due difensori e di tacco scodella in rete (39’). Il Pocho si conferma goleador da trasferta dopo le reti decisive di Cagliari e di Brescia.
Il vantaggio mette a suo agio il Napoli che smorza il ritmo della partita, palleggia nella sua metà campo e cerca la finalizzazione giusta per colpire ancora. Il Bari non aggredisce, non ha animo né gambe. La ripresa comincia sullo stesso tono. Napoli sicuro di sé. Il Bari, in balia della sua disperazione, non riesce a fare gioco. Ventura tenta i primi cambi (46’ Almiron per Pulzetti dolorante alla schiena, Okaka per Kutuzov, più fisicità in attacco). Il Napoli perde un po’ d’ordine, ma ha la partita in pugno. Difende in massa e, come il Bari si scopre, tentando d’attaccare, lo fa tremare ripartendo con pochi passaggi. Una punizione dal limite di Lavezzi sfiora l’incrocio dei pali (55’), un assist di Lavezzi dopo un delizioso stop in corsa invita Cavani al gol, ma un difensore pugliese rimedia in angolo all’ultimo istante (57’).
Il Bari alza gli esterni, tenta d’attaccare anche con quattro uomini, ma il Napoli difende bene. Su Alvarez (prima a sinistra, poi a destra) gli azzurri raddoppiano per spegnere l’unica fonte di gioco barese. Maggio recupera sempre sull’honduregno, raddoppiano Pazienza e Hamsik. Il Bari riesce a tirare una sola volta (62’ Rudolf dalla distanza, fuori). Mazzarri dà più sostanza al centrocampo (63’ Yebda per Hamsik). Il franco-algerino non si limita alla marcatura di Almiron, l’uomo di maggior talento dei pugliesi. Poi l’espulsione di Parisi (67’) stronca le speranze pugliesi di rimediare almeno un pari.
La fisicità di Okaka (1,86) viene contenuta da Cannavaro. Il Bari non ha chances. Il Napoli spreca più di un contropiede: l’ultimo passaggio è sempre troppo corto. Belmonte si batte da gigante contro Cavani. Ventura tenta l’ultima carta (78’ Rivas per Rudolf). Mazzarri sostituisce Gargano che se la prende (82’ Sosa). Il Principito si fa notare per qualche buon inserimento. Il raddoppio del Napoli in zona-Mazzarri (87’). Il Bari è tutto avanti, Lavezzi scatta a sinistra, pianta un avversario e scodella il cross per Cavani: il Matador, davanti alla porta, deve solo appoggiare in rete, senza nessun difensore addosso.
Non c’è stata partita. Dumitru per Lavezzi (89’) e il giovane attaccante spreca un contropiede (92’). Poi un colpo di tacco di Sosa e l’assist troppo corto di Cavani per Dumitru (93’) con la difesa barese scoperta. Basta il 2-0, secco e convincente.
Il Pocho è stato il sublime artista della partita (gara effervescente, un gol strepitoso e l’assist del raddoppio). Maggio è stato eccezionale per la spinta offensiva e i recuperi in difesa. Ma tutta la squadra ha giocato con grande concentrazione e concretezza. Cavani è tornato al gol dopo la tripletta alla Juve, due settimane fa.
Mercoledì torna la Coppa Italia (l’Inter al “San Paolo”). Si può pretendere un’altra perla azzurra. L’Inter è uscita male dal match di Udine (1-3). Attaccata sugli esterni, non ha difensori imbattibili (Maicon e Chivu meglio nelle propensioni offensive che nel marcare l’uomo). E non ci sarà Milito. L’impresa è dietro l’angolo.
MIMMO CARRATELLI

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